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Mattioli
Raffaele (Sorengo, Svizzera, 1955), funzionario scientifico dell'Onu e scrittore,
vive a Campione. Ha iniziato la sua carriera di veterinario lavorando per
più di sedici anni in Africa per organismi internazionali
e delle Nazioni Unite dediti alla ricerca e allo sviluppo. Questa collaborazione
continua tutt'ora. I risultati delle sue ricerche scientifiche sulla resistenza
genetica alle malattie parassitarie tropicali, in particolar modo del sangue, in
alcune razze bovine africane sono state pubblicate in numerose riviste
internazionali ed esposte in congressi internazionali. In totale Raffaele ha al
suo attivo più di 100 pubblicazioni e comunicazioni
scientifiche. Attualmente, il suo campo di interesse riguarda sempre la gestione
delle malattie parassitarie e dei vettori di malattie (quali mosche tsetsé,
zecche, etc.) negli animali ma con una connotazione rivolta più
agli aspetti legati all'ecologia, quali cambiamenti climatici e cambiamenti
ambientali, inclusi quelli generati dalle attività umane
e come questi cambiamenti possano influenzare la diffusione delle malattie; in
pratica la gestione integrata della salute animale. Per lavoro,
è chiamato ad effettuare missioni in varie parte del mondo. Le sue aree
geografiche di competenza sono l'Africa sub-Sahariana, il Medio Oriente, la
regione caraibica e il sud-est asiatico, con missioni di coordinazione con altre
agenzie o organizzazioni internazionali in Paesi europei. Tiene
annualmente un corso all'Università di Pisa
(Facoltà di Medicina Veterinaria)
sul "Potenziamento della resistenza genetica e controllo delle malattie
parassitarie" nel quadro del Corso Ufficiale di "Biodiversitá animale". Negli
anni passati in africa, ha vissuto colpi di stato, riusciti e non, coprifiuochi,
e parecchie altre avventure, inclusi incontri piuttosto particolari con animali
selvatici africani. Probabilmente, in seguito a queste avventure e avendo visto
da vicino la vera povertà, vissuto la profonda sofferenza
umana e avendo sperimentato la capacità di sopravvivenza
in condizioni estremamente difficili, ha sviluppato una visione piuttosto
distaccata, ironica e, a volte, cinica, della vita che si rivela nei suoi
scritti e racconti.
È un un tipo curioso e, come tale, ama
esplorare e capire. Non sempre le sensazioni che si ricevono dalla semplice
osservazione delle cose riescono a metterci nella condizione di comprendere;
anzi, spesso le sensazioni ci confondono, velano,
opacizzano la realtà. Infatti spesso
diciamo "ho come la sensazione che...", oppure "ho una strana sensazione che..."
senza riuscire a definire cosa sia quel "che...". È così
che osservando i comportamenti della gente in varie situazioni e ricevendone
emozioni ha scelto di scriverci sopra qualche riga per
meglio definirle, chiarirle prima di tutto a se stesso e
poi cercare di trasmetterle ad altri. Attraverso la scrittura ha
cercato di fissare le emozioni, le sensazioni ed i
pensieri che queste ispirano, suscitano, creano. In questa
prospettiva esperienziale è uscito il libro La vita di tutti i giorni (2009).
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