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Minotti Cerini

Wilma (Milano 1940), in arte Malinw Ottimi, poetessa, scrittrice e saggista, vive a Pallanza.

Ha pubblicato alcune opere di poesia: La luce del domani (1993), Alla ricerca di Shanti (1993), La strada del ritorno (1996), Alla ricerca di Shanti (2001, seconda edizione con integrazioni inedite); un'opera di saggistica: Caro Gozzano (1997); un'opera teatrale: Una questione di dosaggio (1998); aforismi: Aforismi: La brevità speculare, Le alterità intenzionali, Lotto delle reliquie, Intendersi per tagli (tre voll. 1997-1998-1999, contributi) e un racconto indiano Rajana (1998), Alla ricerca di Shanti (2001), I figli dell'illusione (2007), Ci vediamo al Jamaica (2010), Poesie d'amore per Livio (2013), I figli dell'illusione (20172).

Ha ottenuto alcuni significativi primi premi in concorsi letterari:. È presente con diversi aforismi nei tre volumi pubblicati dal Laboratorio delle Arti e curato da Domenico Cara; è inserita nel "Dizionario autori italiani contemporanei", nella sezione Scrittori italiani del dopoguerra, (Guido Miano) e nel "Dizionario degli Autori", (Guido Miano), dove Michele Miano ha steso un ampio profilo alle pp. 250-251.

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto giornali e riviste specializzate e in particolare i critici: M. Alemanno «Con La strada del ritorno la M.C. presenta in un arcobaleno di espressioni artistiche di alto livello, una consistente porzione di saggezza, frutto di un vivere che è continua ricerca del bello, del giusto e del vero.»; da Artecultura (aprile 2000) «Il romanzo [Rajana] di M.C. è un viaggio personale all'interno di quella sconfinata dimensione che sono i sentimenti. La narrazione scorrevole, chiara, è ambientata un un'India in cui realtà e fantasia si compenetrano. Nella scrittura dell'a. si constata l'equilibrio espressivo, il non forzare situazioni o caratteristiche dei personaggi. Un racconto nel quale l'esposizione, lo stile del testo è in funzione non solo di uno spazio emotivo, ma anche della riflessione sulla vita e le sue infinite esperienze.»; G. Bárberi Squarotti «...ho letto con entusiasmo e grandissimo divertimento il suo romanzo (ma il titolo non va: lo cambi subito). E' un'opera originale, inventiva, saporosa, giocosa, ironica e sfrenata, che mi ha fatto pensare alla scrittura milanese di Gadda, con i personaggi perfettamente delineati e con una conclusione degna di pieno plauso. Aggiungo (io che molto amo il gatto) che Felix Ribaldo e altri nomi ancora è il gatto più straordinario della nostra letteratura (e anche di altre e straniere letterature). Pubblichi il romanzo! E' una ventata di gioia e di felicissima novità di stile nella banale e cupa e ripetitiva narrativa di questi tempi...», «La sua lettura dei versi di Gozzano è molto attenta e sensibile, con qualche acuta osservazione soprattutto a proposito de "I colloqui". Così un altro bel contributo critico si aggiunge alla bibliografia gozzaniana.», «...delle sue poesie limpide e luminose e del suo racconto indiano [Rajana] così fascinoso e originale per argomento e per la scrittura sapiente e profonda.»; V. Bendinelli (da "Talento") «Analizzando il travolgente impeto poetico di M.C., è facile accorgersi della chiarezza del pensiero e della viva spontaneità che accompagna l'iter creativo di questa autentica poetessa. ... La poetessa ne Alla ricerca di Shanti ha sicuramente toccato il vertice del più profondo senso universale, e le sue liriche così finemente sentite e vissute altro non sono che l'impegno di un'anima a misurarsi tra materialismo e spiritualità, in cui il materialismo rappresenta la carne e lo spirito l'anima.»; F. Di Ciaccia «...il racconto Rajana, che in effetti avevo già letto, è originale e profondo: va letto con attenzione. Ed è anche molto scorrevole.»; A. Iannacone «Ho ricevuto il suo grazioso libretto su Gozzano... Non mancherò di citarlo su "Foglio Volante".», «...ho ricevuto la sua fascinosa e originale favola indiana Rajana e la ringrazio cordialmente. L'ho letta con vero piacere, apprezzando la magica atmosfera che ha saputo infondervi...»; L. Lucarini «Con versi freschi, semplici e giovani, i sentimenti prendono forma e cominciano a vivere, s’intersecano con gli elementi della natura, ora con il flusso della vita, si soffermano sul piacere, sulla speranza, ma anche sulla tristezza e sul dolore, e nonostante tutto continuano a vivere, a resistere, a trasportarti verso l’infinito alla ricerca della felicità.»; T. Martucci «…in questa particolare affinità elettiva con l'autore la M.C. si trova benissimo. E lo lascia trasparire dalla sua prosa attenta, sensibile, capace di avvicinarsi al mondo spirituale di Guido Gozzano, considerato non più solo come un letterato, ma come un amico al quale meglio comunicare le proprie illuminanti e convincenti intuizioni.»; F. Masci «Mi complimento per i suoi nuovi lavori, sempre intelligenti e originali.»; G. Miano «…personalità poetica affascinante e carica di trascendenza dell'autrice… Attraverso un linguaggio lineare, privo di contorsioni apparenti nel suo andamento mistico e ispirato, la M.C. si avventura in luoghi evocativamente sovrumani, occupati dal divino o dalla storia dell'umanità e dei suoi peccati, e dipinge impressioni maturate dalla consapevolezza e dal dolore, spesso puntando il pensiero verso ciò che sarà dopo, che ora si può solo presentire, ma con una fiducia incrollabile.»; M. Miano «Nella poesia della M.C. la felicità appare transitoria e non colma una inquietudine profonda, anche se la natura spesso si rende complice dell'itinerario che conduce al recupero dell'equilibrio interiore nella solitudine della coscienza. ... Nel libro Alla ricerca di Shanti prevale la tensione verso la ricerca della pace interiore, nonostante i limiti imposti dalla quotidianità, mentre nella terza pubblicazione si alternano - con un linguaggio che, prosciugatosi, diventa più incisivo - i racconti memoriali ad una più intensa e raccolta spiritualità, animata dalla fede e dalla consapevolezza della finitudine umana.»; Conte G. Nuvoletti Perdomini «...nessuno è veramente povero se guarda il cielo. Imparo da Rajana, mentre mi incanto in questo bel sogno strano di cui molto mi complimento con l'autrice...»; G. Pagliarino «Caro Gozzano, sentimento ch'ella esprime in questo svelto e insieme denso libretto: non un saggio accademico, ma un'espressione d'amore e un cordiale invito a prendere o riprendere in mano le poesie di Guido per avere quel piacere che nella loro normale genuinità procurano. …un libretto scritto con stile pulito e vivo che si legge davvero volentieri, senza interruzioni…», «Lo stile della M.C. è come sempre molto interessante [Rajana]. Trovo una particolare abilità nel descrivere ambienti e situazioni in modo minuzioso, senza mai scadere nel pedante, in limata prosa poetica. Nei vivi dialoghi la forma è immediata, ulteriore merito per un libro di narrativa. Quest'opera è un assaggio. Temi analoghi sono presenti in un valido romanzo inedito della M.C. che conosco dal dattiloscritto e che l'a., per adesso, rifiuta alle stampe, in quanto ritiene bene decanti per eventuale, ulteriore lima stilistica: desiderio di meglio è uno dei meriti della scrittrice, che non tutti posseggono.»; G. Palli Baroni «È una vicenda [Rajana] ricca di spiritualità e di umanità, narrata assai bene con mano lieve ed elegante. Ti rispecchia molto e comunica dei valori di bene e di pace, di fede nell’uomo, di grande consolazione all’animo.»; L. Pumpo «Una tematica estremamente varia caratterizza quest'opera [La luce del domani] dove l'intensità e la pluralità del vissuto marciano in un'area cara alla poetessa milanese e dove la natura, nella sua completezza, appare come fonte testimoniale d'amore.», «La ricerca stilistica, qualche volta puntigliosa, ma sempre limpida, appare nelle immagini, fresche ed espressive e si colloca nel messaggio più vero e più vivo di una sintesi di vita intensa in una chiara simbiosi tra uomo e Dio.» «Poetessa garbata, M.C. con grande sensibilità ha rivisitato il poeta di Aglié [Caro Gozzano], ne ha riscrutato i più segreti recessi, ha riletto le sue pagine e ci ha fatto dono di questa preziosa angolatura entro cui il poeta ne vien fuori nella sua più caratteriale figura.», «Questa volta si cimenta in un lungo racconto [Rajana] che si avvale di una copertina dove è riprodotto il 'simbolo della saggezza', ossia una immagine di Sarasvati, Sakti di Brahma. Racconto dai toni limpidi e di una scrittura misurata, entro cui i personaggi appaiono ricchi di un ambiente a noi lontano, ma che hanno la forza di trainarci per le vicissitudini che narrano... Nel complesso un racconto fresco, garbato, delicato, dove ogni cosa appare traslata in una luce che abbaglia e consola, ma che anche ci porta verso una pace interiore che amiamo avere e possedere per intera.»; P. Russell «Mi è enormemente piaciuto il tuo Rajana. Se le due Rajana sono immagini dell'anima, sia il Sadhu che i cercatori sono uomini (Man, men). E Man è uno spirito immortale. Non è per caso che il sanscrito per la mente universale o spirito è manah. La narrativa scorre bene ma adombra sempre una coscienza e una spiegazione filosofica. Psicologicamente il racconto è sodo e autentico. In un certo senso Rajana è essenzialmente in armonia con il Fedro di Platone, perfino il concetto fasullo dell'amore di Lisia che dà l'occasione del Discorso.»; G. Sgaravatti «...qui ci troviamo di fronte ad una ricostruzione letteraria [Rajana] che si legge comunque volentieri perché scorrevole, scritta bene e con amore sincero – si capisce che in questa atmosfera indiana la scrittrice si è tuffata completamente – ma che comunque lascia trasparire il nostro background culturale occidentale.»; G. Spadolini «ho molto gradito la sua bella raccolta di poesie, fra le quali mi ha effettivamente molto toccato quella dedicata ai bambini del ghetto di Varsavia. Una testimonianza tanto più significativa oggi quando in varie parti d’Europa si riaffacciano fantasmi che credevamo sepolti per sempre.»; E. Speciale «...ho ricevuto qualche tempo fa il suo romanzo indiano. La ringrazio per il gradito e apprezzato dono. Trattandosi di prosa non posso recensirla...»; M.R. Ugento «L'intenso saggio dell'autrice [Caro Gozzano] è infatti impegnato a chiarire a lei stessa e ai lettori l'autentico messaggio gozzaniano, identificato fra le tematiche più care al poeta e nei sensi nostalgici della sua ironia.»; S. Zaninelli «...ricevo il suo volume Rajana e mi congratulo vivamente ...», oltre a T. Martucci, F. Fioretti, L. Moruzzi. È senatrice dell'Accademia internazionale dei Micenei.

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