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Mirabile

Pietro (Chiusa Sclafani 1926), poeta e scrittore, vive a Palermo. Ha pubblicato diverse opere di poesia: Olocausto di labari dissepolti (1986), Apostasia (1987), Ramo di bosso (1988), L'oro frantumato (1989), L'anima del Palo (1992), Le apoteosi dalle ceneri (1993), La luce del Graal (1994), Oltre la soglia (1996) e Il cielo promesso (1994); prossimamente usciranno: L'ora settima (in collaborazione con Giulio Palumbo), Versi per Giulio e I sogni lacerati. In collaborazione con Giulio Palumbo ha curato le antologie "Impronta del sacro" e "Frammenti dell'antologia perduta". È presente in diverse antologie letterarie: "Poeti europei" 1993 e 1997, "Poeti e Muse" (dal vol. I al V), "La conservazione dell'oggetto poetico", "Scrittori italiani del secondo dopoguerra, La poesia contemporanea" (a cura di Bruno Maier); ed è incluso in numerosi dizionari del secondo Novecento, fra cui: "Dizionario degli autori" (G. Miano Editore), "La traversata dell'azzardo" (di Domenico Cara), "Storia della letteratura italiana del secondo Novecento" (G. Miano Editore), "Nuovissimo dizionario di autori scelti" (Cronache Italiane). Ha vinto numerosi premi in concorsi letterari: 1986, "Ghitakos"; 1986, "Città di Messina"; 1988, "Carlo Alionello"; 1995, "Città di Solofra"; 1995, "Centro Iniziative Letterarie", Premio della "Presidenza del Consiglio dei Ministri". Con Giulio Palumbo e Tommaso Romano ha diretto la rivista quadrimestrale "Spiritualità e Letteratura".

Sull'opera letteraria di M. hanno scritto, fra gli altri: G. Bárberi Squarotti Le sue opere, specie La luce del Graal, sono le cose più singolari che io abbia letto da tempo. Al di là della scrittura poetica, c'è dentro un afflato di visione e di ricerca del vero e della fede che spesso coincide col ritmo del racconto. E allora il risultato è davvero esemplare.; M.G. Lenisa C'è da valutare il concetto di visionarietà come trait-d'union tra paganesimo e cristianesimo. La visionarietà pagana (Cassandra-Enea) è inerente al sogno della sensazione, quella cristiana pare mediare tra il sogno della sensazione e quello della ragione, per abbandonarli entrambi, a uno stadio superiore nella rivelazione come manifestazione di Dio nella natura e nell'uomo.; G. Oli La poesia di M. rivela molte indiscutibili qualità di struttura. L'occhio rimane attratto dalla esemplarità e dalla ricchezza e concretezza veramente costruttiva e poetica di molte espressioni che si concludono in brevissimo giro. L'attenzione polarizzata di simili ed incontaminati gioielli comporta una certa tendenza al frammentismo. Ma La luce del Graal, Le apoteosi ed altre opere, rappresentano la necessaria e risolutiva tappa dalla lirica all'epica, pertanto le limitate porzioni del suo dettato sono da interpretare in un contesto epico come storie, o miniature, o didascalie a comprova che all'epica ci sia arrivato e ci voglia rimanere..

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