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Morletti

Nicla (Asciano 1956) giornalista, scrittrice vive a Rapolano Terme.

Ha pubblicato: Le Vergini di Sacramora (1992, romanzo), Vento d’estate (1996, romanzo), Giulia, Storia d’amore e d’amicizia (1998, romanzo), I Vestiti del re di Hans Christian Andersen (1998, adattamenti teatrali per le scuole), L’oca d’oro dei Fratelli Grimm (1998, adattamenti teatrali per le scuole), Il Fantasma di Canterville di Oscar Wilde (1998, adattamenti teatrali per le scuole), Il tempio del Sole (1999, romanzo), Nel cuore di una donna (2000, romanzo), L’ultima canzone d’amore (2000, romanzo), Prima che le rose appassiscano (2002, romanzo), Tutte le stelle del firmamento (2002, romanzo), Cantico d’amore (2003, romanzo), La città delle rose (2004, romanzo), Difficili, impossibili amori (2005, romanzo), Nelle mani del vento (2007, romanzo), I giorni della rosa (2010, romanzo).

Premi letterari conseguiti: 1988 "Premio S. Valentino d’Argento" - Medaglia d’oro "L’ecologia, l’ambiente, la natura" - L’aeropago Letterario - 1989 - Premiata dal Presidente del Parlamento Europeo On. Lord Henry Plumb con il Trofeo del Parlamento Europeo al Concorso "Grand Prix Mediterranée étoiles d’Europe" - Premio Alfaterna - Histricanum - 1992 - Premio Giuseppe Ungaretti - 1993 - premiata dal Presidente del Parlamento Europeo On. Egon Klepsch, con il Trofeo Scozia al Concorso "Grosser Preis des Mitteemeers sterne europas" Premio Praia a Mare - 1994 - Premio Tito Casini - Premio Trasimeno - 1995 - Premio Clitunno - 1996 - Premio Duomo - 1997 - Premio Santa Margherita Ligure - 2000 - Premio Città di Lerici - Premio Viareggio Carnevale - 2001 - Premio Val Di Magra - Premio Galeotto del Carretto - Premio Lev Tolstoj - Premio Maestrale San Marco - 2002 - Premio Il Golfo - 2003 - Premio Arquà Petrarca - Premio Olevano Romano - 2004 - Premio Histonium - Premio Versilia - Premio Calabria - Premio Il Litorale - 2005 - Premio Marengo d’oro - Premio Le due Riviere - 2006 - Premio Città di Pompei - Premio Vittorio G. Rossi - 2007 - Premio Golfo di Trieste - Premio Luigi Di Liegro - Roma - Premio alla Carriera con Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica Italiana Napolitano - 2008 - Premio Fernando Pessoa al prestigioso Caffè Storico Letterario Giubbe Rosse di Firenze - 2009 - Premio La Risacca - 2010 - Premio alla Carriera Città di Cattolica - 2016 - Premio alla Carriera Santa Margherita Ligure.

Sull’autrice hanno scritto, tra gli altri:

Giorgio Bárberi Squarotti [Cantico d’amore, 2003] “Prezioso e raffinato come reinvenzione di straordinaria attualità del canto antico d’amore e vita. Ella perfettamente congiunge liricità e racconto, felicità e divina malinconia.”

Romano Battaglia [Difficili impossibili amori, 2005] “...è un romanzo fra le cui pagine aleggia una storia antica. Siamo, infatti, nel 1530, in pieno Rinascimento, gli scenari sono quelli suggestivi di Genova e Venezia. Lo stile è sobrio, essenziale, le descrizioni coinvolgenti, i personaggi si muovono con estrema disinvoltura. Ad ogni pagina, si avverte la voglia di comunicare per scoprire i più segreti palpiti dell’animo umano. Le storie si intrecciano, creando un caleidoscopio di sensazioni e di atmosfere e i momenti di gioia e di dolore si alternano a quelli intensi e struggenti dell’amore. Gli esseri umani si affannano lungo i sentieri della vita correndo, spesso, dietro chimere o alla ricerca di ricchezze che non colmeranno la loro avidità: il possedere non ha lo stesso fascino delle cose desiderate. Non c’è gioia senza tormento, non c’è amore senza dolore e l’abate Niccolo, che ama perdutamente la giovane Veronica, deciderà con estrema sofferenza, che nel tempio del suo cuore regnerà solo Dio. Ma i destini si incrociano come navi nei mari di Genova e Venezia, e fra i voli di gabbiani, il cielo si illumina di luci nuove. Due innamorati si ritrovano dopo tanto tempo e coronano il loro sogno, circondati dal fascino della laguna e dei canali dove di sera si specchiano i lumi della città. E, in quell’incanto, due anime si uniscono ed è per loro come l’aprirsi della porta del cielo. Ma quella felicità dura soltanto un attimo come le stelle cadenti di una notte d’agosto e in un mattino di nebbie, le campane delle chiese destano i vicoli e i rintocchi rotolano lenti, sino al cuore della gente, come per dire che il sogno è finito. Luci e suoni, poi il silenzio rotto solo dal mormorio dell’acqua nei canali. E proprio nel silenzio, forse, si può trovare la chiave per capire questi difficili, impossibili amori.”

Eva Desiderio [Cantico d’amore, 2004] “Un dolce Cantico d’amore. Ventitrè pensieri d’amore, altrettanti battiti dell’anima. E poi l’abbandono dei sensi ma anche della tenerezza, la dolcezza infinita dei ricordi e 1’ebbrezza dei baci, il palpito delle emozioni e la salita al monte dei sogni. Sempre in due, lui e lei, amato e amata, meglio se uniti nel vincolo del matrimonio perché parte del disegno di Dio. Parlano al cuore, e fanno un gran bene, le pagine del Cantico d’amore di Nicla Morletti che raccontano i misteri fioriti e labili dell’amore, il vento leggero delle parole mute che sottendono ogni incontro e ogni abbraccio. Un inno alla gioia dello stare insieme, dell’essere un tutt’uno nell’intimità, a quell’"amore immortale, amore invincibile in battaglia" che ha colpito anche il poeta Mario Luzi che ha dedicato al volume di Nicla Morletti una nota intensa e commossa. "è invidiabile l’uomo a cui è dedicato questo tuo Cantico d’amore parente prossimo del Cantico dei Cantici nella passione e nell’esuberanza, ma tutta fiabesca e insieme realisticamente sensuosa", scrive Luzi colpito anche dal sottofondo mistico che traspira tra l’uno e l’altro pensiero. In un libro che profuma di vita e di speranza, un canto impetuoso e libero che vince ogni tristezza e ogni corruzione.”

Mario Luzi [Cantico d’amore, 2003] “Cara Nicla, è invidiabile l’uomo a cui è dedicato questo tuo "Cantico d’amore" parente prossimo del "Cantico dei Cantici" nella passione e nell’esuberanza, ma tutta fiabesca e insieme realisticamente sensuosa e non certo allegorica, sebbene un sottofondo mistico traspiri qua e là. Dunque fortunato costui perché condivide e anzi moltiplica insieme all’amata quel tripudio amoroso. E la fiamma comune non si spegne neppure alle insinuazioni della malinconia. Amore immortale. "Amore invincibile in battaglia".” • [L’ultima canzone d’amore, 2000] “...è questa una storia d’estasi amorosa, di passione, di angoscia e rimorsi fino all’imporsi del dovere: una storia non insolita, quasi rituale, ma raccontata così da vicino, con tanta affabile aderenza e con tanta vita immaginativa e partecipazione da offrire una piacevole lettura. Anche per la spigliata amabilità della prosa, felice soprattutto nella sensualità, nei quadri variabili e variopinti della natura e delle sue stagioni. Prendo congedo da queste pagine con la speranza di altre che le seguiranno e con il soddisfatto gusto di aver letto, intanto, questa realissima favola.”

Aldo Onorati [Cantico d’amore, 2003, 21 marzo - Secolo d’Italia] “Il "Cantico dei Cantici" riletto in chiave moderna Nicla Morletti sta dando prove crescenti della sua capacità poetica. Ora è uscito "Cantico d’amore", un’intonazione biblica versata in chiave moderna ove il dialogo lirico, appassionato, fra l’amata e l’amante si snoda su sonorità antiche, ma innestate a una sensibilità contemporanea alla nostra inquietudine di esseri che stanno correndo il rischio di smarrire la cifra dell’amore. Dice bene Massimo Lucchesi nella prefazione: "Tutto ciò che non è aperto alla comunione d’amore è qualcosa destinato a perire... Ragione e spiritualità biblica si uniscono senza confondersi per dare al lettore una parola forte in grado di narrare la debolezza amorosa e struggente e la grandezza altrettanto amorosa che attende l’umanità". Se noi scorriamo con opportuna lentezza questo canto, ci accorgiamo che la sua peculiarità la tessitura lieve, sospesa al ricamo fragile della realtà d’amore. Scrive infatti Nicla Morletti: "All’ombra del tempio della mia anima, tra nubi velate di azzurro, ho visto il tuo volto, mio amato. E una voce lontana mi ha detto che il nostro amore è saldo come una roccia e allo stesso tempo fragile come un bambino". La filosofia sottesa a un ricamo lirico così sottile è la coscienza dell’ineluttabilità dei contrasti, i quali fanno tutt’uno con il nocciolo della questione, e per ciò stesso aprono all’incertezza, cioè a quell’atmosfera tutt’altro che sicura in cui cresce amore (sembra proprio che nei giardini curati e protetti Venere non alimenti la sua pianta, florida invece nei deserti, nelle giungle, nelle tempeste e sul picchi scoscesi dei monti innevati, ovunque regni la precarietà e il dubbio). Sono queste le frasi chiave a cui innestare questo libro fresco e intenso. "Ho capito che gioia e malinconia, felicità e dolore, nascita e morte, come tutti i dualismi della vita sono inscindibili. Come me e te". A una prima lettura potrebbe sembrare, che la poeticità della natura antropocentrica domini a sovrasti, con le sue splendide descrizioni, il battito drammatico del contesto. Riprendo anche a caso il libro, ci accorgiamo della passione timorosa che lievita nel tutto. "Le tue labbra, mio amato", scrive Morletti, "sono più carezzevoli di una aurora di luce e la mia voce si spezza nel tuo silenzio. I cuori esistono per donarsi l’uno all’altro tra sospiri e lacrime...". Ecco: il testo biblico, punto di partenza sovrano di tanta poesia amorosa, è gioia di incontro; lo spunto per le atmosfere che la Morletti ha preso, è divenuto velata malinconia, passando attraverso inevitabili capisaldi del sentire umano in questo campo. Virgilio, Petrarca, Tasso, Leopardi, D’Annunzio. L’amore motore dell’universo, si afferma anche qui, in una sorta di panteismo morbido e sensuale: "Ho letto nella luce di quegli occhi la storia della tua e della mia vita, di noi che nell’immensità del creato abbiamo un’unica voce che canta la stessa canzone d’amore". Il testo si afferma, nella sua economia poetica grazie alla purezza interna del sentire e dell’esprimersi; c’è una sorta di luce diffusa, come un momento magico, in cui stanno in equilibrio tanti elementi. Un sentimento lieve e penetrante invade di gioia interiore l’avventura d’amore, venandola a una umana tristezza del senso della perdita, o meglio, del timore di essa, in un mondo destinato comunque a porgere - e ad ascoltare - per poco l’incanto dell’amore.”

Altri riconoscimenti ricevuti:
- 9 giugno 1986 - Nicla Morletti viene nominata Accademico d’Europa il per "Il suo alto contributo etico - culturale che è alla base del benessere nell’unità dei Popoli d’Europa."
- 10 gennaio 1993 - Nicla Morletti viene nominata Accademico di merito dall’Accademia Internazionale di S. Marco di Belle Arti, Lettere, Scienze "Per il suo fervido e generoso contributo all’affermazione dei più alti ideali della vita."
- 14 febbraio 1993 - L’Accademia Valentiniana per le Lettere e per Le Arti nomina la scrittrice Nicla Morletti Accademico di Merito per "il suo valore morale e culturale".
- 17 giugno 1993 - L’Accademia Internazionale dei Micenei di Belle Arti, Lettere, Scienze e Studi Futuribili, nomina Nicla Morletti Accademica dei Micenei con la seguente motivazione: "Per i meriti derivanti dal suo curriculum personale dal quale emerge evidente l’attività protesa al raggiungimento e all’affermazione dei più alti ideali della vita".
- 17 aprile 1994 - Su proposta del Consiglio Accademico dell’Ateneo dei Micenei viene conferito alla scrittrice Nicla Morletti il titolo di Senatore Accademico in "Virtù delle elevatissime doti culturali, sociali ed umane che distinguono la Sua Illustre Persona".
- 2 giugno 2007 - Il Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentita la Giunta dell’Ordine Al Merito della Repubblica Italiana con decreto in data 2 giugno 2006, ha conferito alla scrittrice Nicla Morletti il titolo di Cavaliere dell’Ordine al "Merito della Repubblica Italiana".

email: nicla.morletti@alice.it

11/2018

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