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Mosi
Roberto (Firenze 1942), poeta e saggista, vive a Firenze. E’ stato dirigente della Regione Toscana per la cultura, con
la responsabilità, fra l’altro, del progetto I Luoghi della Fede, con la
pubblicazione di 25 volumi sugli edifici religiosi della Toscana (1998-2001), e
del progetto Ex Biblo, viaggio nelle biblioteche e negli archivi storici
(1996).
Ha pubblicato opere di diverso genere:
Cibernetica e città
del futuro (1971, saggistica, in: Città e anticittà a cura di Giovanni
Michelucci), Sulle tracce di Napoleone. Percorsi e luoghi nelle terre della
costa toscana (2005, guida),
La città che
apprende (2006, saggistica, in: Se non sai non sei), Parole e paesaggi
(2006, poesia),
Itinera (2007, poesia),
Florentia (2008, poesia). Sue poesie sono riportate in
antologie e riviste, fra le quali: "Le voci della luna" (2005, n. 33),
"Semicerchio" (2007, n. 2), "Segreti di Pulcinella" (2008 on line).
Amministratore e redattore della rivista fiorentina
"Testimonianze", fondata da Ernesto Balducci, ha pubblicato sulla rivista, fra
l’altro, gli articoli: Il paesaggio fra poesia e memoria (2002),
Dino
Campana, un viaggio chiamato amore (2004), Gli angeli sulla Cupola di Berlino
(2004), Mario Luzi, la tensione verso la semplicità (2005),
Da quando Modugno
cantò volare (2007), Aeroplani di carta (2008). L’autore è impegnato nel volontariato, con particolare
riguardo al campo della cultura e dell’educazione degli adulti. Coordina per
Auser nazionale iniziative per promuovere l’educazione nell’intero arco della
vita. E’ fra gli ideatori del progetto La città che apprende, che prevede
l’incontro annuale, in una città del nostro Paese, dei cittadini impegnati a
realizzare questo progetto educativo.
Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri:
Consiglio Regione Toscana [Parole e
paesaggi] «La parola alla poesia, non solo nella
lettura dei versi per presentare i vari interventi, ma soprattutto per parlare
del libro di M. Parole e paesaggi, che raccoglie poesie percorse da un
forte impegno umano e civile. L’autore ha lavorato per molti anni nel settore
cultura della Regione Toscana ed è tuttora impegnato sia nella rivista
“Testimonianze” fondata da padre Ernesto Balducci, che in progetti per la
valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale.»;
O. Guidi [Parole e paesaggi, in
occasione della presentazione] «Il desiderio di giocare
con le parole, di interrogarle, di affidare ad esse speranze e illusioni non
nasce per l’autore improvvisamente, anche se soltanto nelle ore di quiete della
pensione diventa un lavoro di scavo e di introspezione. Perché scrivere, perché
giocare con le parole? Attraverso esse misura le sue possibilità, valuta i
legami con i poeti che ha letto ed amato.»;
"I segreti di Pulcinella" [Florentia]
«Questa
raccolta di poesie è il ritorno a Firenze, per incontrarla ancora una volta
nella sua bellezza, nelle contraddizioni di oggi, nelle speranze per il domani.
E' anche, naturalmente, l'incontro con la storia vissuta nella città. Vivere a
Firenze è una fortuna. E' immediato il dialogo con la bellezza. L’autore rifugge
da un atteggiamento di semplice godimento estetico, pensa all'idea di bellezza
come luogo d'incontro, come laboratorio nel quale gli infiniti punti di vista
delle forme d'arte e delle culture dialogano fra loro, continuano a ricercare
nuovi percorsi di senso e di prospettiva.»;
R. Maggiani [Florentia]
«La sua poesia è, in un certo senso,
geometrica, segue linee precise, come un ragno tesse la sua tela poetica con
precisione e determinazione. Il percorso del poeta non si snoda soltanto attraverso luoghi ma anche
attraverso il tempo, nel suo sostare, talvolta, apre, nella memoria propria e
del lettore, squarci temporali, nel tentativo di non perdere la memoria storica,
nel corso travolgente dei fatti sociali che caratterizzano il nostro tempo e che
chiudono e dimenticano le lotte e gli ideali in scatole poste nei solai
dell’informazione. Una bella prova poetica, sostenuta da una nettezza
esemplare dei versi (cifra stilistica comune a chi è pubblicato da questa
piccola ma importante e necessaria casa editrice) e da un dosaggio calibrato tra
sentimento e verismo.»;
M.A. Mòsele «Itinera è una silloge poetica dove M. racconta le
esperienze dei tanti luoghi che ha conosciuto e visitato. Ma, più ed oltre ai
luoghi, che lo hanno incantato, sono importanti le relazioni umane, fra persone
vicine e lontane.»;
L. Nanni [Itinera] «La
compostezza dei versi fa emergere il dato formale, cadenze che raramente
fuoriescono da uno schema metrico-visivo; esemplari le terzine di "Esili ponti".
Le descrizioni e i sentimenti che suscitano località quasi mitiche, come Petra
(sez. "Deserti"), vengono resi al lettori con immagini quasi tangibili.»;
S. Ranzi [Itinera] «Stupore,
malinconia, fertilità di immagini, sentimento individuale e corale connotano il
linguaggio poetico di R.Mosi in un ritmo lirico limpido, lineare e simbolico,
aderente e travalicante il vero: disamina incisiva dei moti interiori, rituale
nella rimembranza, ironico e riflessivo quando entrano in gioco tematiche
sociali dell’etica quotidiana nelle contraddizioni dell’oggi, ma costantemente
aperto alla possibilità di rendere “ideale” l’utopia attraverso “il sogno”.»;
"Testimonianze" [Florentia]
«La ricerca
svolta da M. con la sua poesia, parte dal vivere giorno
per giorno questo patrimonio complesso e fragile, nelle strade e nelle piazze
della città murata, nel paesaggio delle colline. Sembra naturale avvicinarsi in
punta di piedi, alla storia, alle storie per ascoltare il suono molteplice delle
voci e fissarlo nei versi della poesia. L’intenzione è quella di non escludere
alcuna voce, per incontrare Firenze, “in carne ed ossa”, nella sua interezza. Di
questo incontro fanno parte anche pagine come la memoria del vivere quotidiano
nelle periferie, come i ricordi legati alle grandi fabbriche (Galileo,
Manifattura Tabacchi, ...) abbandonati all’oblio. Negli spazi di oggi, nei
luoghi classici del Rinascimento fiorentino, irrompono poi i nuovi cittadini
immigrati, si scorgono scene di miseria tipiche dei nostri giorni: si mostra
allora, in alcuni casi, il volto ostile del potere cittadino.».
r.mosi@tin.it
blog: www.robertomosi.it
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