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Mulas
Giovanna (Nuoro 1969), poetessa e scrittrice, vive a Nuoro. Autrice
poliedrica si dedica anche al giornalismo letterario con interviste e resoconti
di manifestazioni letterarie; è operatrice freelance per il periodico
"Gsa. Gazzetta della stampa mirata". È presidente onoraria
dell'Associazione culturale "Azzurri Orizzonti" di Cagliari. Ha al suo attivo diverse
pubblicazioni, di poesia: Canticum praesagum
(1997); Lungomare (1998); Cielo,
terra e cielo (1998 e 2000); Castrum
cryptarum (1998); N. 190066
(1998); A te (1998); Passaggi
per l'anima (1998), Come le foglie
(1999), Dei versi (1999), L'uomo
e il leone (2000), Sciarada
(2000); di narrativa: Tre mesi (1996); Annichilina
(1997); I sospiri del vento (1997); Bellapelle
(1997), La favola del cielo (1998), La
musa (1999); Barchette di carta
(1999), La fenice (2000), Il
tempo di un'estate (2001),
Lughe de Chelu (e Jenna de Bentu) (2003), Il
rumore degli alberi (2003), A Silent Refuge
(2004), Mater doloris (2004),
El tiempo de un verano (2005),
Passaggi per l’anima (20053),
Penelope che parlava alle pietre (2006); di saggistica: Le lettere e le
arti (1996). È stata candidata al Premio Nobel per la
letteratura 2003. Sia con gli editi che con gli inediti ha conseguito
numerosi riconoscimenti in concorsi letterari. Oltre a conferimenti dell'Accademia
Valentiniana, Arborense, Micenea, Ferdinandea. È iscritta all'Anpai, all'Aupi,
al Club degli Autori e Poeti nella Società.
Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri:
F. Alaimo «È l’architettura narrativa il
pregio più evidente del romanzo di M. [Lughe de Chelu (e Jenna de bantu)]
. Il tempo che vi scorre, annodando la vita di tanti personaggi, è un fiume
nelle cui acque passato, presente e futuro si confondono, secondo la già
collaudata teoria del flusso di coscienza bergsoniana...»;
A. Aletti «Se scrivere è regalare un’emozione M., con la potenza
di scrittura che le è propria, ha vinto. C’inchiniamo davanti a lei, maestra di
sensi.»; M.
Attento «...questo Passaggi per l'anima si impone fin dalle
prime pagine come testo dai forti contenuti emotivi, un testo in cui viene
privilegiato il lavoro di scavo e di analisi della personalità, sia pure
mediato e reso narrativamente efficace da una costruzione romazesca di grande
effetto abilmente sorretta da dialoghi di notevole intensità.»; M. Bonani Tamás-Tarr «M. si impone
veramente – come ci anticipa la premessa [Passaggi per l'anima] – fin
dall'inizio con una narrativa d'emozione in cui il privilegio si ha nel preciso
impegno di scavo dando l'impressione di trovarci di fronte all'analisi di
un'autrice psicologa...»; B. Cerulli «La
M., lo si capisce in fretta, non è alle prime armi. Ha un vero talento per
l'invenzione narrativa, ama farsi prendere al laccio dai personaggi, adora
creare dialoghi (i quali rappresentano un punto di forza del libro [Passaggi
per l'anima]) reali, diretti, in cui si sentono vibrare gli accenti di vere
emozioni. ...la M. ha anche occhio attento per le scenografie: non ci lascia mai
all'oscuro sui luoghi, sugli interni e anzi si compiace di arricchire queste
notazioni di particolari attenti, curati, che ci aiutano a contestualizzare
meglio l'azione.»; V. Crociani Pedrino
«Passaggi per l'anima è una raccolta di emozioni che si inerpicano lungo le
pareti di un ricordo, di un'emozione più e più volte rievocata. Uno stile
secco, nervoso e, a tratti, scarno scandisce la distanza tra finzione e realtà,
talvolta sovrapponendosi a sensazioni vaghe, altre volte, le più riuscite,
creando un'intercapedine ideale per meglio avvolgersi e lasciarsi cullare da una
sottile e palpabile malinconia. ... Il risultato appare affascinante e ingenuo,
a tratti duro, sempre misterioso.»; M.R. Cutrufelli
«Il nostro mondo iperconsumistico scoraggia la fantasia. Perfino le fiabe
spesso non le raccontano più la mamma o la nonna ma un registratore, un
mangianastri, qualche volta anche la televisione. Ma ancora, e per fortuna,
esistono donne capaci non solo di leggerle, ma addirittura di inventarle.»;
G. Highland «Ma chi è in realtà questa Giona
Demura [Lughe de Chelu (e Jenna de bantu)] , coraggiosa, vera, maledetta
madre e femmina sarda, se non l’essenza e la fisicità dell’a. stessa?»;
U. Laversa «...trascina il lettore la M., è
talento allo stato puro.»; G. Luongo Bartolini
«Lontana dagli eccessi della narrativa italiana più giovane, conoscitrice di
stili nordici e occidentali resi con personale grazia e autonomia, ci offre un
intreccio di vicende e di stati d'animo [Passaggi per l'anima] che
passando per il quotidiano degli incontri, delle incomprensioni e degli aspetti
memoriali, apre uno spaccato avvincente di vita e di contemporaneità. ... Se lo
stile è tutto, la M. convince il lettore.»; U.
Laversa «...trascina il lettore la M., è talento allo stato puro.»;
H. Maensfield «Non a caso è finalmente
candidata italiana al Nobel per la letteratura. Lughe de Chelu (e Jenna de
bantu) è il libro della maturità stilistica raggiunta, della luce personale
scoperta o forse solo ritrovata nella Sardegna Madre. »;
M. Ramirez «E ora un’intuizione, non un’interpretazione: con
questo libro [Lughe de Chelu (e Jenna de bantu)] la M. tocca vette alte,
coraggiose. Affronta un rischio: quello di svelare interamente sé. Ma che altro
è la letteratura se non affronta i rischi della propria storia, della propria
terra, del proprio linguaggio?»; O. Trioschi «...l'autrice costruisce
un efficace intreccio di storie e personaggi, con continui andirivieni dal
passato al presente e significative inserzioni di brani tratti da un immaginario
romanzo della stessa protagonista il cui titolo è proprio Passaggi per
l'anima.».
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