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Fernanda (San Martino Buonalbergo), poeta, vive a San Martino Buonalbergo.

Insegnante per diversi anni, ha coltivato un’attenta ricerca poetica che si è sviluppata e approfondita fino a diventare la sua più importante occupazione, quasi una dimensione esistenziale.

Ha pubblicato: Le voci nascoste (2001), Incontri nel silenzio (2004), La casa di vetro (2006), I luoghi dell’anima” (2006), Vie di sosta e d'abbandono (2009), Solitudini (2012), Dentro il paesaggio (2016).

Vincitrice di molti riconoscimenti di prestigio, partecipa a rassegne e concorsi letterari nazionali e internazionali ed è inserita in antologie e riviste di poesia contemporanea. Nel 2005 ha conseguito il “Trofeo Autore dell'Anno” per la poesia e il titolo di Accademico Valentiniano. Nel 2012 ha ricevuto il “Martino d'oro”, onorificenza civica per l'impegno culturale e nel 2014 il titolo di Accademico Leopardiano,

Sulla sua produzione poetica hanno scritto, fra gli altri: F. Barbuggiani «Sono anche questi piccoli pezzi musicali. Senza rima, senza punteggiatura, scanditi da in armonioso ritmo interno che segue la naturalezza del parlare. Senza titolo per non limitare la individuale ricettività del lettore. Pudicamente evocati, in un lampo e con tocco leggero.» - G. Corrà «Nell’intera opera poetica di N., anche aiutati dalle titolazioni con cui ha voluto scandire personalmente le proprie raccolte, si possono rinvenire versi che indagano l’anima, i sentimenti, la natura e tematiche sociali. Interessi solo apparentemente divergenti e contrastanti perché si ricompongono in un unicum grazie ad un comune denominatore: la poesia è sempre essenzialmente testimonianza del proprio mondo, di tutto il proprio mondo, che assume voce universale quanto più “l’io” è capace di divenire “noi”.» «Meglio, invece ricercare se nella poesia di Fernanda ci siano delle tematiche, dei filoni costanti che l’autrice visita con acuta e rara capacità di analisi a cui la propria femminilità aggiunge ancora più valore. Dei filoni, delle tematiche espressi in una forma che appare attenta alla grande lezione ungarettiana, ….».«Capisco benissimo che per Fernanda la poesia è un rischio e vale la pena di correrlo. Sempre, perché il sogno vive e cresce scruta l’infinito racconta l’incredibile diventa poesia.» - C. Fantozzi «...l’essenzialità, l’assunzione di uno stile scabro, apparentemente semplice, eppure frutto di uno scavo tecnico che permettesse alla purezza interiore, alla verità comunicativa dell’autrice di trovare un’espressione adeguata . L’essenzialità, l’eliminazione di barocchismi e di inutili orpelli favorisce la connotazione poetica che raggiunge il suo acme nel carico simbolico della semplice parola.» «... nella sua assoluta umiltà, non ritiene che la sua poesia possa avere una connotazione metafisica e invece oggetti, luoghi, situazioni si accampano, nei suoi versi, con l’assolutezza simbolica di un De Chirico. Conosce i diversi livelli e le differenti segmentazioni di un discorso dell’anima che ella vive a livello esistenziale e che nei suoi versi dona agli altri, per creare un nucleo sociale di luoghi psichici; universalizza il proprio vissuto ma quasi si stupisce di quanto la sua intellettualità e della sua fatica di vivere riesca a calare nelle sue liriche… Ho letto questi frammenti emotivi, così compatti e organizzati a livello di comunicazione interiore da poter essere considerati un poema psicologico, con una emozione ansiosa, vorace, che mi spingeva a sfogliare rapidamente le pagine per scoprire altri fulgori, nuove e sempre più avvincenti epifanie dell’anima.» - E. Severino «Una poesia apparentemente immediata, per nulla facile, che si lascia leggere e poi rileggere, una poesia che resta intatta nella sua compostezza, pur concedendosi a piene mani. Raccogliere notte dopo notte/ i versi di chi vive straniero/ a se stesso e al suo sogno Il compito antico del poeta – donna, che dà a quanti sanno sognare e sono nomadi nei meandri del mondo, una cittadinanza, un approdo.» - E. Zoppei «La poesia di N. è un canto di tutto ciò che il cuore non può contenere e uscendo fuori allo scoperto trova le parole per donarci la sua poesia. Una poesia che chiama i nostri occhi e il nostro sentire a raccoglierla specie là dove i verso rimane sospeso, in attesa di chi può e sa capire. La luce bianca di un giorno di neve sfilando in una processione di lacrime porta con sé anche il sogno di un mondo eternamente bianco. La poesia di N. è questo bianco luminoso: un nido di quiete per i nostri pensieri.».

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