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Ottogalli

Maria Luisa (Aviano), poetessa, vive a Padova dove si occupa di restauro monumentale. Fa parte dell'Associazione internazionale Fidapa e della sezione padovana dell'Ucai. Amante delle arti in genere, in particolare la poesia e la musica, scrive poesie sia in lingua che nel dialetto friulano. Ha pubblicato le raccolte poetiche: Toccate e fughe poetiche (***) e Col passo del tempo (2006). Sue poesie sono inserite nelle sillogi prodotte dall'Ucai-Padova: Camminando in versi (1996), Gelato in versi (1997), Inconsapevoli preghiere (1999), La storia delle donne della Bibbia (2001), Apostoli e Evangelisti (2003) oltre che in altre antologie letterarie. Collabora con diverse riviste letterarie.

Nell'ambito dell'attività professionale dedicata al risanamento e al restauro edilizio è stata impegnata nel recupero di numerosi manufatti artistici in collaborazione con le direzioni periferiche del Ministero dei Beni culturali e ambientali e con gli enti locali, intervenendo su palazzi, statue, affreschi murali, decorazioni, stucchi.

Sulla produzione poetica di O. hanno scritto, tra gli altri: R. Bettiol [Col passo del tempo] «Elemento fondamentale della poesia di O. è la levità, ossia la leggerezza del verso, che segue sempre un ritmo musicale interiore ben preciso ... la raccolta di liriche può definirsi un viaggio nei recessi dell’anima, nelle pieghe o forse piaghe più profonde...»;  A. Boscolo Artmann «Dispiega nei suoi versi un ricco mondo interiore fatto di slanci, di abbandoni, di desideri e di affetti dove trova forza quello slancio vitale che le permette di uscire dalla memoria del suo tempo storico e psicologico in un ventaglio di emozioni, di ricordi, per cui la parola, il verso stesso, si caricano di significati. La sua poesia, che non cade mai nel banale, nello scontato, anche attraverso visioni o richiami dolci e coloriti rivela una forza e un carattere temprato dalle lotte della vita. Ne sono testimoni i suoi versi calibrati, intensi, che in pochi tratti, talvolta, sottolineano e danno la misura dell'intensità di uno sguardo, di una carezza, di una attesa. Il ritmo, la metrica rivelano una capacità di sintesi armoniosa che fa vibrare il sentimento e dà corpo ai sogni e la poetessa lascia quindi cantare nel suo cuore l'eco di calde stagioni, nella dolcezza del gesto antico di un tocco. E la vita, nonostante il suo carico non lieve di affanni, rifluisce ancora e si fa bella, almeno, nella e con la poesia»; G. Jori «...schiva, umile con un'anima ricchissima come la sua poesia...»; F. Pilli «A sentirla dalla viva voce, le sue descrizioni di una qualsiasi cosa, diventano trascendenza poetica, quasi umbratile vibrazione di misteriosi sentimenti, che poi s'intravvedono chiaramente come sentimenti d'amore all'Increato, alle bellezze formali e intoccabili della Natura; all'amore del bisogno dei fratelli, alla delicatezza per le cose belle, fini, eleganti; alla ricerca di raffinati collegamenti tra le diverse analogie spirituali di cose all'apparenza esteriori e fisiche. Ma poi se queste espressioni orali vengono scritte, ecco le liriche della O. che diventano poesia ad ogni effetto. Poesia vera che si può gustare, leggendo e rileggendo e cioè meditandola e ripensandola. L'immagine della farfalla si tramuta non con la leggerezza del suo sentimento, ma con la sostanziale presa di coscienza dei valori perenni dell'altezza dei pensieri nobili, raffinati, ma chiari, cristallini come un brillante dai mille riflessi luccicanti, talvolta perfino abbaglianti. È la luce che emana dalla sua poesia.».

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