Servizi
Contatti

Eventi


Informazioni
Ricerca
Autori
Gruppi Letterari
Riviste Letterarie

Pandini

Giancarlo (Castelleone 1932), poeta, scrittore e saggista, vive a Castelleone. Ha pubblicato diverse opere letterarie, di poesia: La conferma del vuoto (1967), Nei buchi del tempo (1968), Il minimo, l'oscuro (1971), I rapporti (1976), L'iperbole mediata (1977), Frammenti (1982), Tra luce ed ombra (1982), Segni del quotidiano (1984), Sàgune (1985, dialetto), L'enigma, le parole (1987), Cartoline da Castelleone (1990), Eventi (1993), I Segni (1995), L'anima rovesciata (2001); di narrativa: Circuito chiuso (1976, racconti), Il capitolo censurato (1978, romanzo); di saggistica: Invito alla lettura di Moravia (1973), Landolfi (1975), L'oscura devozione (1977), Letture critiche (1978), Utopia e trasgressione (1985), Omaggio a Castelleone (1998), Santuario della B.V. della Misericordia (1999), La chiesa di Santa Maria in Bressanoro (2001). Sue monografie sono presenti in collezioni antologiche: "Letteratura italiana contemporanea" (1987, a cura di Gaetano Mariani e Mario Petrucciani), "Letteratura italiana '900" (1989, a cura di Gianni Grana), altre in singole pubblicazioni: Antonio Altomonte, Attilio Bertolucci, Giuseppe Bonura, Gilda Musa, Carlo Emilio Gadda, Italo Calvino, Italo Svevo, Libero Bigiaretti, Alberico Sala. Collabora con quotidiani (Avvenire, Il Gazzettino, La Gazzetta del Sud, Il Giornale di Brescia, La Provincia di Cremona) e con periodici, tra cui "Punto di Vista". Ha conseguito numerosi primi premi in concorsi letterari: 1971, "Pisa"; 1973, "Renato Serra"; 1982, "Arco d'oro", "Acireale"; 1983, "Silvi Marina".

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri: M. Bernardelli Curuz «Composizioni più lunghe, con un'andatura quasi narrativa, che si affidano alla sinestesia e alla sua capacità di unire e confondere sensazioni olfattive e sensazioni visive. Rievocano il mare, le ombre, gli alberi, l'odore dell'autunno, le contrade avvolte dalla nebbia, il grigio del cielo. Riportano al passato, profilano i ricordi, ridefiniscono persone che non ci sono più, sottolineano il passare del tempo.»; M. Dentone «…questo volume [Metafore dal vento] di appena sessanta pagine e quarantatré composizioni, che pure costituiscono un raro esempio (soprattutto con i tempi che corrono) di correttezza poetica, di autentico itinerario lirico dove anzitutto la parola è regina, ed è parola meditata, giusta, misurata con il rigore del poeta al quale francamente non siamo più tanto abituati; parola amalgamata poi in versi avvolgenti, morbidi, direi, che creano armonia di lettura, piacere insomma, di lettura.»; V. Esposito «…P. ci sembra che riesca a riassumere e riesprimere tutto se stesso: i sogni, i crucci, i piaceri, le speranze, le angosce, che formano la fitta rete del vivere quotidiano, e in più, l'intricata storia dei rapporti, sul filo della memoria, tra passato e presente, con i dubbi e le incertezze per il futuro, il timore del nulla, l'ansia del mistero, la trepidazione per l'inconoscibile, divino o infinito che dir si voglia.»; G. Marchetti «Partito da una lenta ma audace trasformazione delle categorie ermetiche trent'anni orsono con La conferma del vuoto e con Nei buchi del tempo P. è venuto seguendo e arricchendo un cammino di poesia che ha sostanzialmente ridiscusso e prospettato, fra contraddizioni e disagi, gli impassibili motivi della più atroce e comune quotidianità, conquistando così i profili della memoria e i gesti delle più violente metamorfosi.»; P. Maffeo «Siamo qui [Metafore dal vento] davanti a un crescendo, a un'amplificazione tematica che dirama per inneschi e riprese, a un'intelligenza che scandaglia, rileva e mai definisce, mai compiutamente disegna i confini della visione.»; G. Musolino «Ed in effetti il vento, poeticamente stimolante per la sua ambiguità semantica (è insieme simbolo di potenza, vigore e di ciò che è labile, effimero, caduca) spira, volta a volta vigoroso, carezzevole, inquietante attraverso tutto il libro [Metafore dal vento].»; L. Nanni «Per un autore che ha già pubblicato tredici raccolte di poesia la prefazione può risultare superflua: Metafore dal vento che si aggiunge ad una così vasta produzione, rappresenta un'irrefutabile conferma qualitativa. Lo stile non va disgiunto dai contenuti poiché le quattro parti del volume presentano una struttura serrata, per quanto varia.» «…l'armonia fra elementi del quotidiano e la tensione verso la scrittura alta nasce dall'utilizzo del linguaggio in senso descrittivo secondo una forma mentis, cioè l'esprimersi figurale di fronte all'inconoscibile 'disegno divino'.»; A. Rescaglio «…da sempre i versi di P. hanno la forza di elevare il discorso dal quotidiano ad una visione esistenziale, in cui è facile cogliere un'idea, un messaggio un valore… Nel testo presentato [Metafore dal vento], improvvisamente l'immagine di un 'infinito' extratemporale assume una connotazione tutta particolare, che incide sulla propria storia personale. Questa 'poesia', che nasce, come in altri testi di P., da una forte capacità di osservazione e di interiorizzazione del vissuto, ha il dono di una 'parola' ricchissima di riferimenti e di variazioni interne, che suscitano una riflessione profonda.».

autore
Literary © 1997-2024 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza