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Pessina

Anna Gertrude (Napoli), poeta e scrittrice, vive a Napoli.

Ha insegnato Lettere nei Licei sociopedagogici. Ha collaborato con numerose riviste letterarie: Il Rinnovamento, Valori umani, L’Idea, Essere, L’Impegno, Presenza, Miscellanea, Vernice, La Nuova Tribuna Letteraria, Le Muse. Attualmente collabora con le riviste:  "Presenza" e "Pomezia-Notizie", dove ha pubblicato brevi saggi e recensioni.

Ha pubblicato: Non pavento passaggi (1984, poesia), Nel mio deserto fiori (1984, poesia), Finito nell'infinito (1987, poesia), In sordina sotto il... pentagramma (1988, prosa), Flashback (1993, poesia), Sacrifice (1997, teatro), Pensieri nel cappello (2002, prosa), La resistenza privata (2005, teatro), Alle fonti del Lete (2005, poesia), Eleonora de Fonseca Pimentel tra mito e storia (2008), Codici aperti (2009, piéce), Maddalene duemila (2009, piéce), La follia delle parole nel Seicento e Novecento. Antiche e nuove forme di comunicazione verbo-visiva (2013, saggistica), Francesco Mastriani: un escluso (2013, saggistica), Solitudini (2014, narrativa), All'alba di un giorno qualunque (2016, romanzo).

E' presente in numerose antologie: "La poesia del terremoto" (1983, a cura di L. Pumpo); "Parole e immagini" (1985, 1988, 1992, a cura di T. Hoffmann e S. Fiorillo); "Città di Hallstahammar" (1985, 1988, 1992); "Poesia oggi" (1985, a cura di L. Pumpo); "Le parole delle donne" (1986, a cura di L. Pumpo); "Le cinque terre" (1987, cura di S. Guerrieri e M. Tarabugi); "Poeti in Europa" (1987); "Poesia è femminile" (1987); "Censimento dei poeti campani" (1988, a cura di L. Pumpo); "Per cantare l’amore" (1989, a cura di L. Pumpo); "Eco artistico" (1990, a cura di T. Hoffmann); "Il Litorale" (1999, a cura di L. Bonassi); "Il Molinello" (1999); "Parole d’autore" (2004, a cura di M. Delpino); "Cara Liguria" (2005, a cura di M. Delpino); "Un secolo un anno Almanacco Paredro, sec. XX a. 2006" (2005); "Judica" (2006); "La Luce Tragressiva" (2007, scelta di poesia italiana e straniera pubblicata su I Fiori del Male); "Eleonora De Fonseca Pimentel tra mito e storia" (2008, a cura di F. D’Episcopo); "Autori del Terzo Millennio" (2008, a cura di N. Menna).

Ha ricevuto numero si primi premi: ***, "Foemina d'Oro"; ***, "Città di Pompei"; ***, "Città di Palermo"; ***, "L'Iride"; ***, "Biennale d'Arte"; ***, "Andrea da Pontedera"; ***, "Prata d'Ansidonia".

E' socia onoraria dell’Associazione siciliana per le Lettere e le Arti di Palermo e membro di Giuria in importanti concorsi letterari nazionali.

Sulla sua attività letteraria hanno scritto, tra gli altri: G. Bárberi Squarotti [Flashback] «La poesia di P. è delicata, gentile, lieve, luminosa, nella sua descrittività trepida, ha tocchi rapidi, essenziali, che si concretano in brevi quadri di stagione, di vita, di contemplazione… La caratteristica più originale è la nettezza del segno, che rinnova la liricità d’anima attenta alle figure del mondo e alle situazioni della vita. Siamo di fronte a una poesia che si precisa a poco a poco con la sua voce inconfondibile, partendo da una dizione sommessa e fragile per recare, in questo modo così discreto, più efficacemente il suo messaggio d’amore, di solidarietà, di commossa partecipazione a pene e a  gioie, a memorie e a speranze. Certo c’è anche la nota fonda della tragedia… ma anch’essa è detta con quella misura che rende la poesia di P. l’accompagnamento cordiale e dolce di una confidenza…» - F. D'Episcopo [Pensieri nel cappello] «...nella P. il problema centrale resta… quello di non riuscire del tutto ad appartenersi, per una serie di casualità e di contingenze, che finiscono poi per rappresentare la forza segreta e scoperta dei racconti, i quali riservano sempre finali inattesi e, si sarebbe tentati di dire, sospesi. Ma non poteva essere che così per una scrittura che, pur trasfigurando, come sempre accade, alcuni motivi autobiografici, sa bene che raccontare significa, soprattutto per una donna, lasciarsi prendere la mano dalla vita degli altri, meglio delle altre, alle quali è demandato il compito di vivere nella scrittura tutto ciò che non è sempre agevole rappresentare nella cronaca di tutti i giorni.» - M. Grillandi «Le esprimo tutta la mia sincera gratitudine per il modo intelligente e colto, ma anche sensibile e umano con cui Lei ha saputo esprimere la Sua critica. Ha detto cose molto belle e le ha sapute esprimere con grazia. Sono contento di cantare la donna, quando le donne sono come lei.»; R. Pavese «...il comporre poetico di P., nell’opera Alle fonti del Lete, può definirsi, dal punto di vista formale, un gioco di scrittura dove il verbo peregrino o d’invenzione, il ritmo e le pause non scandite dalla punteggiatura, nonché la grafia, la sistemazione o la disposizione sillabica delle parole, acquistano un aspetto determinante.» - L. Pumpo «... la P. indaga nella parola, rivendica l’invenzione come unica e veritiera fonte di poesia e guarda alla scrittura come ad un sisma del cuore e della mente, una vacillazione della conoscenza e della coscienza che sublima epifanie, come manifestazioni immediate, ma meditate della scoperta lirica, non più e non solo suddita del sentimento, ma anche regina della forma e del rinnovamento del linguaggio.».

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