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Raimondi

Alberto (Lodi 1947), scrittore e saggista, vive a Lodi. Laureato in medicina e chirurgia la sua attività letteraria parte da esperienze poetiche giovanili.

Ha pubblicato libri: Tempo di maturità (1994, narrativa con appendice poetica), Ritagli di giornali (1995, saggistica), Quattro preludi e altre bagatelle (2000, narrativa), Mirella (2003, narrativa); Poesie in forme musicali (2008, poesia), Arie da concerto (2012, prosa e poesia), Argomenti da salotto (2015).

Ha collaborato con i periodici "Corriere dell'Adda", "Il Cittadino", "Il Colle" e con le riviste letterarie "Il Salotto letterario", "Rassegna artistico-letteraria ASLAI", "Punto di vista" e "La Vallisa".

Nel 1992 ha conseguito il primo premio per la narrativa “Ada Negri” (per una sezione poi in Tempo di maturità). Alcuni suoi racconti, segnalati o premiati in concorsi di narrativa sono stati pubblicati su riviste o in raccolte antologiche ed in seguito riuniti nella raccolta Quattro preludi e altre bagatelle. È inserito nel “Dizionario Autori Italiani contemporanei” e nella “Storia della letteratura italiana. Il secondo Novecento” (G. Miano Editore). Dall’ottobre 2004 è subentrato a Gilberto Coletto, prematuramente scomparso, nella direzione del foglio letterario “Il Salotto letterario”, notiziario dell’omonimo sodalizio lodigiano.

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, fra gli altri: G.F. Barbalace «Quante difficoltà nella vita amorosa dei giovani degli anni Sessanta! … Il racconto [Tempo di maturità] è tessuto sullo sfondo delle eteree atmosfere di un mondo ormai irrimediabilmente perduto, dove l’ovattato silenzio di pomeriggi assolati era interrotto dai lievi rumori, oggi nemmeno più percepiti, del crepitare delle foglie sotto i piedi, del sommesso chiacchiericcio delle donne di casa, o dal frusciare del vento… Questo racconto, i cui capitoli hanno come titolo un movimento musicale, è un’esercitazione letteraria che, più che alla musica, sembra ispirarsi alle esperienze pittoriche dei macchiaioli. Sono la luce e i colori, infatti, che ne segnano lo svolgimento e la delicata, ma palpitante descrizione dei sentimenti.»  - [2001] «Con la sua capacità di saper far rivivere le emozioni, di rendere i colori, le sensazioni e le sonorità dei momenti più significativi del suo passato [Quattro preludi], egli fissa per sé e per il lettore una serie di eventi che hanno segnato la sua vita… Un libro di modeste dimensioni ma ricco di contenuti, di personaggi curiosi o patetici. Un libro nel quale è anche riportato un breve diario dell’attività svolta nel doloroso mondo dell’handicap che ci dà conto della partecipazione dell’autore al dolore di chi soffre…»; M. Berlucchi [in: Rassegna artistico letteraria Aslai, 2001] «‘L’arte di ricordare e l’arte di dimenticare’ era il titolo di una conferenza tenuta anni fa da un luminare della neuropsichiatria dal quale appresi il mistero delle sinapsi cerebrali e simili. Questo stesso potrebbe essere il motto per definire l’opera di R., medico lodigiano non certo alle prime armi anche letterarie, che racchiude sotto il titolo Quattro preludi e altre bagattelle una serie di racconti e riflessioni. Dai ricordi magici dell'infanzia (“Crespladeca") a quelli più maturi degli studi universitari (“La data”) e via via degli anni della vita professionale (“Un poeta”) fino ai tormenti della creazione letteraria (“Materiali”) si snodano qui i diversi periodi della vita dell’autore, articolati nei “Preludi”. La seconda parte del libretto contiene una sorta di diario riferita ad un’importante e coinvolgente esperienza professionale nel mondo degli handicappati (“Pianeta H”) ed altri frammenti anche in versi. Nutrito da una prosa scorrevole ed articolata, segno di buoni studi liceali, il sentimento sempre vivo che anima il testo è giocato fra riflessi più strettamente personali e considerazioni a raggio più ampio… La terminologia musicale adottata (preludi, bagatelle) trova la sua spiegazione nello sviscerato amore manifestato verso W.A. Mozart e una eco del ritmo musicale delle prosa non può sfuggire ad un lettore attento (anche se vien fatto di pensare più a Schubert ed alle sue dolcezze piuttosto che al genio di Salisburgo).»; R. Bussi «Sono chiamati preludi [Quattro preludi] perché stanno all’inizio di uno sviluppo esistenziale successivo, introducono a tappe di vita completate in tempi ulteriori… La seconda parte, intitolata Bagatelle, presenta altri scritti brevi e leggeri legati a ricordi vari… È l’incontro dell’uomo e del medico con un’umanità variegata e sofferente: in ogni paziente l’autore non scorge solo il caso clinico … ma soprattutto la persona umana nelle sue mutevoli espressioni… nel suo bisogno di comprensione e di affetto. Il tema del ricordo, l’attenzione alla natura nei suoi colori, paesaggi e luci, l’ambiente familiare e parentale sono i motivi principali che serpeggiano in tutta la raccolta, descritti in una prosa precisa, corposa e godibile.»; E. Cazzulani [in: Corriere dell'Adda, 1994] «La forma diaristica che l’autore ha scelto per esprimersi [Tempo di maturità] è semplice e spontanea ma spesso arricchita da un’ardente descrizione del paesaggio; allora la scrittura si alza di tono, si tinge di colore, aumenta di intensità e vibrazioni. E’ lo spirito lirico che prevale e che troviamo nella seconda parte del libro, in forma di poesia. Una poesia triste, a volte inquietante che si vorrebbe leggere con un sottofondo musicale che assecondi, di volta in volta, i temi del passato o l’euforia del ricordo, le pene d’amore, gli affetti perduti… Dalle prime pagine, direi fra le prime righe, il pacato stile di vita e lo scorrevole stile di scrittura invitano a conoscere una vicenda che ha la sua collocazione negli anni ’60.... Mentre si legge viene spontaneo un confronto con la gioventù di oggi sempre inappagata, spesso immusonita che non sa godere delle piccole cose, né di amori puliti. La seconda parte del libro è occupata da parecchie poesie che l’a. ha scritto in questi ultimi anni e dalle quali ha avuto la soddisfazione di alcuni premi importanti… È in queste poesie che la sensibilità dell’a. scalfisce la nostra e penetra in noi perché ci sa avvincere con la forza del sentimento e la delicatezza dell’espressione: è come se ascoltassimo l’eco del suo cuore, l’eco del cuore di ciascuno di noi.»; Editoriale [in: Il Cittadino, 2009] «Si tratta di una raccolta (Poesie in forme musicali ) che parte dal 1963 e arriva ad oggi recuperando inediti e liriche pubblicate in ordine sparso su riviste e testi vari offrendo, quindi, la possibilità di avere un quadro completo, per stile dello scrivere e tematiche toccate, della produzione di R. Del primo si rileva innanzitutto la cura. La prima impressione infatti è quella di un autore che dedica molto tempo alla scrittura e alla revisione dei testi, dotati di una loro musicalità più o meno esplicita…. Quanto a temi e argomenti, R. scava soprattutto nella memoria dei luoghi (in primis quelli di nascita), degli affetti e degli amori giovanili. Il fiume Adda, …la campagna lodigiana, gli alberi del parco dell’isola Carolina, i tetti rossi di coppi appaiono nelle composizioni sia come “destinatari” delle liriche, che come cornice in cui si muovono gli affetti familiari…»; C. Fino [in: Il Cittadino, 2009] «Le rive dell’Adda, le acque del fiume, i sentieri nella campagna, la vita in cascina, le vie della città: Lodi ha di nuovo voce nella poesia… … [Poesie in forme musicali] Nelle liriche di R. l’associazione delle sensazioni visive e uditive è armoniosamente costruita nell’efficacia del significato: il tema della memoria, del ricordo dell’infanzia e della figura paterna…»; S. Fumich [in: Il Cittadino, 1989] «I componimenti di R., intarsiati con sapienti richiami letterari, si leggono volentieri per la loro ricca musicalità, per l’armonia dell’insieme che nasce da una gran cura prestata alla ricerca della consonanza tra contenuto e forma espressiva.»; L. Nanni [in: Punto di Vista, 2003] «La costruzione dei testi trova un referente nella musica, spesso presente, a iniziare dai lisztiani Préludes, e influisce in senso poetico nella scrittura, infatti già un primo racconto (Crespladeca) convince per il nitore, certo non semplicistico, dello stile: la figura di un poeta ben si attaglia al contenuto: poesia che è delle cose prima ancor di esprimersi in parole. Nelle ‘bagatelle’ malgrado l’aspetto frammentario l’a. ha saputo infondere il segno della sua personalità.»; P. Ronchi «Da una scrittura curata, elegante, quasi aristocratica, nascono i racconti di questa breve silloge [Quattro preludi e altre bagatelle]... La passione per la musica è confermata più volte dalla sua stessa mano, una mano sicura, che sa descrivere con gran perizia di dettagli lente riflessioni, ritorni al passato, ricordi sparsi, ma anche vicende familiari, a lui giunte attraverso la tradizione orale.»; C. Sobacchi [in: Il Cittadino, 2009] «L’autore ….ha spiegato le motivazioni che lo hanno portato a scrivere (Poesie in forme musicali), le fasi della sua produzione letteraria, le fonti d’ispirazione che lo hanno sollecitato a comporre, costituite in particolare di quegli elementi sonori e ritmici, alternati a momenti di silenzio, di cui la natura e la vita quotidiana ci circondano, connotando di significati musicali le nostre esperienze concrete ed emotive. Musica e poesia, subito dopo quelli riservati all’ambito familiare, sono stati da sempre i grandi amori dell’autore. La musica dei grandi compositori, fra cui il prediletto Mozart, ma altresì tutta la musica offertaci dalla natura, come il fluire delle acque, il fruscio delle fronde, il garrire delle rondini, il ronzio di una mosca noiosa… Se gli autori dei melodrammi partivano da un testo scritto (il libretto) per comporre un testo musicale, lui ha sempre proceduto in senso inverso, cioè partendo da suoni e rumori di varia natura e provenienza per produrre parole e testi ritmicamente evocativi a livello interiore delle voci e delle melodie provenienti dall’esterno…».

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