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Resca

Fabrizio (Ferrara 1956), poeta e scrittore, vive a Bondeno. Laureato in pedagogia con indirizzo in antropologia culturale. Tour leader e travel consultant professionista, viaggia ininterrottamente in tutto il mondo per lavoro. In qualità di pubblicista sono apparsi suoi articoli e racconti, nonché recensioni relative agli scritti, su varie pubblicazioni; fra le altre: Focus, Clessidra, Luci della città, Blu, Tutto Moto, Nautica, Più, La Pianura, la Nuova Ferrara, Il Resto del Carlino, L’Ippogrifo, Visto. E’ membro di National Geographic Society e del Gruppo Scrittori Ferraresi. Il suo nome rientra, fra gli altri, nell’antologia di recensioni letterarie Come iconografare un argomento (A. Caggiano 1992) e sul volume patrocinato dal Comune di Ferrara Percorsi Letterari Ferraresi, 33 scrittori di fine millennio (R. Roversi, 2000).

Ha pubblicato: Viaggio infinito (1989, poesia), Passi nella polvere (1991, poesia), Odore di Russia (1995, 20032, 20053, narrativa), Anime di passo (1998, poesia), Le nubi del Caribe, appunti di viaggio in poesia (1999, poesia), Fata Morgana (2000, poesia), Intervalli di marea (2001, poesia e performance teatrale), Il gioco delle Parche (2001, poesia), Il volo del gabbiano azzurro (2002, narrativa), Pensieri on the road, aforismi e citazioni in viaggio (2007, narrativa).

Ha conseguito i seguenti primi premi in concorsi letterari: 1982: "Radio Praga", Cecoslovacchia; 1986: "Muratti Time", Capodistria; 1988: "Campus d'Honoris", Ferrara; 1993: "Casa Operaia", Bondeno; 1994: "Città di Roma"; 1995: "Pisaurum d'Oro", Fano; 2003: "Niccolini", Ferrara; 2006: "Casa Operaia", Bondeno. Nel 2007, è stato insignito, per meriti culturali e qualità del lavoro, dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica.

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri: G. Bárberi Squarotti [Pensieri on the road] «Una poesia eminentemente ‘visiva’, nel senso che nasce dalla curiosità di uno sguardo che interroga lo spazio intorno con accanimento, estraendone figure, situazioni, momenti di vita, anche esigui episodi. I risultati sono spesso originali e suasivi, sempre molto stimolanti.»; Patrizia Bena [Fata Morgana] «[...] L. mi viene accanto: - E’ arrivato il ragazzo che dipinge con le parole - mi dice e fa un balletto con le dita. Ci sorridiamo complici più che mai. Fabrizio entra e così, semplicemente, comincia a raccontare il suo viaggio.»; L. Berrino [Odore di Russia] «Fabrizio è un tour leader professionista con grande passione per la Russia che nel suo libro esplora con straordinaria sensibilità restituendoci, attraverso decine di ‘microstorie’ quotidiane, il sentimento della gente e del suo vivere.»; A. Caggiano [Pensieri on the road] «[...] con questa silloge R. si rivela poeta moderno, tutto proteso a recepire la quotidianità come fatto acquisito di una vita dinamica che non prescinde dalla forza dell’immagine, [...] il linguaggio è parlato oltre che immaginato, di scarsa punteggiatura che lo rende più intenso, e dalle sequenze vivaci e composite. Il poeta si guarda intorno ed osservando fa, nello stesso tempo, cronaca e critica di ciò che lo circonda.»; Dal proemio [Il gioco delle Parche] «Vincere la paura, credere nelle proprie energie, disegnare la mappa del tesoro e mettere su carta i fili sparsi della matassa che ci avvolgono come tela di ragno. Tentativi vani, giustificazioni, ceneri nel vento, a volte versi sparsi (che indignano i membri delle giurie) giacché il tempo può riunirli in poesie…»; E. Diedo [Pensieri on the road] «[...] Posso solo aggiungere che, nell’ambito tematico e talune volte leggermente divergente (ed è soprattutto questo il punto di riferimento della mia affermazione!), dei vari richiami, si riesce ad innescare la più variegata sequela di considerazioni, spronati alla pluralità di concetti che caratterizzano le citazioni.»; G. Moscardini [Anime di passo] «L’umanità alla quale R. s’ispira, è quella che abita il mondo così come noi lo conosciamo, ricco di fatti e di cose, ma soprattutto di tracce, di orme lasciate dal tempo. Il viaggio, il percorso materiale compiuto alla ricerca di qualcosa che permetta di giudicare il mondo, diventa così la maniera più consona per addentrarsi nel reale valicando le sterili consuetudini di ogni giorno, che inevitabilmente depistano chi vuole intuire cosa si cela oltre il metodico e invariabile scorrere del tempo [...]»; L, Nanni [Pensieri on the road] «Raccogliere aforismi e brevi passi da scritti (anche poesie) di diversi autori è un’operazione che richiede una costante ricerca. Libro utile per due motivi: raffrontare il nostro modo di pensare e comprendere le tendenze del curatore, che ha incluso alcuni riporti personali. Come tematica il viaggio: materia ampia, che spazia da concrete esperienze a percorso immaginario...»; M.P. "La Gazzetta di Ferrara" [Pensieri on the road] «[...] 60 poesie tutte legate fra loro dallo spirito dell’uomo che si sente solo e straniero in mezzo alla folla. In un linguaggio che non ha nulla a che vedere con quello dei poeti della classicità, ma estremamente realistico, il poeta si fa portavoce della sua condizione, che viene allargata a tutto l’universo. [...] L’uomo in particolare è il protagonista di queste composizioni, è il baricentro della realtà e del mondo, punto di riferimento sul quale è necessario basarsi per continuare ad avere speranza.»; R. Pazzi [Pensieri on the road] «Colpisce di questa sua anima erratica la disponibilità all’incontro, il culto dell’amicizia che si accende in quel ‘noi’ così spesso evocato, una capacità di guardare se stesso che guarda, a fianco degli altri oggetti del paesaggio, l’ansia di viaggiare a compimento di un destino (e di una destinazione), come se ogni terra e ogni ritorno sulla stessa fosse l’aggiunta di una nuova tessera al mosaico che mostrerà un giorno tutto il disegno dell’esistenza, il suo senso finale [...]»; Rai Radio3 [Odore di Russia] «[...]Quando un viaggiatore si affaccia alle grandi pianure dell’Est – sfogliamo il libro Odore di Russia di R. – ecco che i ricordi non possono che legarsi alla terra. [...]»; Redazione "Il Resto del Carlino" [Odore di Russia] «Qui, fra cronaca e appunti di viaggio, nasce una sorta di romanzo nel territorio, ultimamente sovietizzato, ma con antiche origini. Non a caso, pur nella articolazione narrativa, ecco se si seguono memoria e gastronomia, logica e poesia (Puskin, Evtuskenco). Favola, politica (Solzenitsyn e Gorbaciov), terre del V secolo a. C. (Samarcanda), il Caucaso, la Siberia, e chi ne ha più ne metta per un simpatico ed interessante viaggio nella terra degli Zar.»; Redazione "La Nuova Ferrara" [Passi nella polvere] «Un viaggio, certo, spaziale ma, spesso, intrapreso quasi inconsapevolmente anche tra i meandri del proprio sentire, grazie al suggerimento, improvviso e impreveduto, di una immagine. [...] ‘Adotatto’ dalla Russia che diventa l’occasione per una ritrovata e completa identità, il poeta si fa interprete esclusivo dell’avventura dell’occhio [...]» - [Odore di Russia] «Un viaggio ‘diverso’ nell’Est, cogliendo quanto di solito sfugge al turista. Così [...] ha proposto quello che è il vero spirito di una nazione in trasformazione. L’autore [...] narra le proprie impressioni con il metodo dell’osservazione partecipante, attraverso il filtro della gente conosciuta, raccontando di eventi e realtà quotidiane che compongono un complesso mosaico dall’indubbio valore antropologico di un Paese che ‘forse non esiste più’; almeno sotto il profilo dei rapporti umani e delle tradizioni più radicate. [...] Un percorso segnato nello spazio da nomi di località che evocano antichi fasti e leggende ma soprattutto un itinerario che passa – inevitabilmente – attraverso l’animo delle persone conosciute in cammino.» - [Il gabbiano azzurro] «“Il libro – come scrive Mario Marchisio nella presentazione dell’opera – vive ‘nell’interiorità dei personaggi’ con ‘l’intreccio ridotto a spostamenti minimi dei protagonisti, ancorché siano contemporaneamente citate le immensità della Russia, degli oceani e dei cieli’. [...] Un racconto che offre al lettore possibili protagonisti che, come ricorda Marchisio, lasciano posto, proprio all’ultima pagina, al filo conduttore di tutto il romanzo, quel ‘Grande Fiume che attraversa l’opera dalla prima pagina all’ultima [...] Un viaggio nella ‘memoria’ della quotidianità dei personaggi, nel loro vivere – e morire – pagina dopo pagina.» - [Pensieri on the road] «Un libro intelligente questo di R., perché accanto a citazioni lievi se ne trovano di profonde sul senso della vita, vista come metafora del viaggio, e sulle inquietudini umane, riflessioni che fanno fermare il lettore e lo indicono a pensare.»; Redazione "L'Unità" [Pensieri on the road] «Nella prefazione Roberto Pazzi annota come rileggendo queste pagine egli abbia rivissuto quella ‘cittadinaza russa’, evocata o direttamente conosciuta, che lega in qualche modo la sua esperienza poetica a quella di R.: una Russia ‘adottata’ come patria visionaria.»; Redazione "Più" [Le nubi di Caribe] «Poesie in viaggio: cammino infinito della materia verso l’ombra dello spirito, sospinta lontano da una intensa luce alle spalle, così recita l’introduzione poetica della silloge di R. che si propongono al lettore, come l’autore stesso precisa, come appunti di viaggio in poesia, veri e propri moleskines colme di note che richiamano paesi d’oltre oceano: Sud America lontano. [...] La meta è quella spirituale, fisica, poetica, evidente della ricerca di un Paese (probabilmente geograficamente inesistente) oltre le nuvole. [...] L’autore gioca con i propri ricordi, con le sensazioni più intime e le parole, con l’esperienza e l’urgenza di scrivere poesie per strada, nella valigia e nelle tasche, versi scritti a matita sputati sui passanti; necessità per pochi che violentano se stessi: quattro gatti che non conoscono né rime né pace, ma sanno vedere il cielo dall’alto e conoscono il colore delle stelle sul versante più ignoto, dove ogni astro brilla di luce diversa. [...] Ancora una volta l’autore ci fa partecipi della sua sensibilità di viaggiatore, di poeta che guarda la gente avendo sullo sfondo i monumenti.» - [Pensieri on the road] «Una nuova raccolta di poesie che in parte racconta la Russia: intimi stralci di vita di un grande Paese che R. ha conosciuto e vissuto nei suoi innumerevoli viaggi, fin quasi a farne parte. [...] E’ implicita nel titolo l’idea di un cammino, un percorso segnato da una poesia ‘eminentemente visiva’[...] Una via che lega il poeta e l’uomo a ciò che gli sta attorno, in senso fisico ed intimistico: ancora una volta la vera ricchezza del mondo sta nell’incontro con al gente e non nei monumenti, soprattutto in paesi dove i valori umani sono rimasti fortunatamente esenti da frenesie e consumismo.»; Redazione "Visto" [Odore di Russia] «[...] Oggi R., turista non per caso, anzi, giramondo di professione, racconta l’ex impero sovietico. Lo muove più la passione del narratore che la curiosità del giornalista [...] una corsa nello spazio (dalla Mosca sconosciuta al Caucaso, alla Siberia) e nell’animo di uomini e donne.»; S. Rossi [Il gabbiano azzurro] «Una bellissima povest poetica, nostalgica e rigenerante. La figura del (protagonista) ricorda un eroe saggio, sensuale e carismatico del primo Gor’kji. [...] una storia intrigante e ricca di passione, splendide le immagini.»; R. Roversi [Viaggio infinito] «A causa (o per merito) della sua professione R. vive buona parte del proprio tempo all’estero, in particolare nell’ex Unione Sovietica ed in America Centromeridionale. Per questo, il topos del ‘viaggio’ è la linfa vitale e creativa che scorre, fin dal severo libro d’esordio: Viaggio Infinito, nelle arterie del suo ‘corpus’ letterario.» - [Passi nella polvere] «Identico tema (il viaggio) pervade anche la seconda silloge di R. Passi nella polvere, un lavoro che propone, ha commentato al riguardo Giorgio Bárberi Squarotti, una “poesia eminentemente visiva, nel senso che nasce dalla curiosità di uno sguardo che interroga lo spazio intorno con accanimento, estraendone figure, situazioni, momenti di vita”. Una raccolta percorsa, ha inoltre scritto Rosalba Masone Beltrame, da “uno spaventoso senso di estraneità unito ad un desiderio di comunicare, do fermarsi, di gridare; ma l’urlo non esce [...] e l’anima non sa che patire in silenzio.» - [Odore di Russia] «[...] una sorta di ‘romanzo per impressioni’ in cui il ritmo della narrazione, la felice griglia compositiva, l’assemblaggio dei vari quadri o tappe (geografiche ed emozionali), indicano a credere che sia quello il genere settario più congeniale. Il laboratorio dove più efficacemente egli riesce a manipolare nei propri alambicchi le diverse combinazioni di atmosfere, luoghi, persone, sentimenti, suggestioni ma anche distanze, nostalgie, rimpianti, sofferenze e malinconie.» - [Anime di passo] «[...] Per rimanere sul versante squisitamente lirico, [...] Anime di Passo è forse il suo maggior lavoro poetico, quantomeno il più matura, colto e più profondamente intimista. Nel quale la condizione dell’attesa, il senso dell’origine archetipica dell’uomo nella sua imperscrutabile vicenda esistenziale, la percezione dell’ineluttabile scorrere del tempo e delle cose, raggiungono momenti di nitidezza e di intensità espressiva superiori rispetto agli altri volumi. Il tutto ‘narrato’ col medesimo saggio disincanto affiorato forse nelle parole dell’anziano pescatore che ispirò a Hemingway le celebri pagine de Il vecchio e il mare, intervistato personalmente dallo stesso autore in uno dei suoi viaggi a Cuba.» - [Intervalli di marea] «[...] Intervalli di marea, in cui gli strepitosi “segni-disegni” di Cestari si fondono e confondono con le tue ‘liriche dal mondo [...]» - [Pensieri on the road] «Il ferrarese R., tour leader e travel consultant professionista, nonché autore di numerose sillogi poetiche e romanzi, [...] ha con pazienza certosina riunito in un volume le più interessanti citazioni individuate in molti libri letti per lavoro e per passione. [...] A volte colpito dalla profondità dei pensieri, sovente turbato dalle riflessioni con le quali alcuni brani stimolavano con irruenza la mente assopita, l’atto meccanico di sottolineare una frase si è arricchito della presenza di ricordi sommersi. Note disordinate e senza logica apparente, come gli appunti riportati in questo volume, si sono accumulati come i viaggi migliori: quelli che durante il percorso sedimentano sensazioni che, una volta a casa, diventano esperienze.»; A. Tromboni [Viaggio infinito] «Basta scorrere questo suo [...] libro per accorgersi che R. affida alla parola nuda il compito di costruire la frase su sintagmi schivi da ogni arzigogolo, essenziali e crudi nella loro oggettività, moderni e schietti nella loro forma. [...] emana una dannata volontà di comunicazione, una dionisiaca predisposizione al coinvolgimento, la lucida convinzione che è possibile scavalcare la convenzione per riferirsi all’origine delle cose, ala ricerca della ragione primordiale che stimola il continuo interrogarsi dell’uomo sul suo essere più o meno capace di rapportarsi all’uomo.».

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