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Righetti

Virgilio (San Bonifacio), poeta, scrittore e saggista, vive a Verona. Già ordinario di Letteratura Italiana e Storia presso un istituto veronese, collabora a riviste culturali occupandosi di autori classici e contemporanei. È membro di varie Accademie: "Gentium Pro Pace" di Roma, "Ligure Apuana", "Catulliana" di Verona. Ha pubblicato diverse opere letterarie, di poesia: Poesie (1972), Momenti nel tempo (1974), Eclissi d'esistenza (1976), Fremiti d'estate (1974), Sensazioni d'ascolto (1980), La nottola di Minerva (1982), Da fessure di roccia (1989), Oltre quel muro lontano (1989), Una terra d'esilio (1991), Dalle scogliere del tempo (1995), Plenilunio d'agosto (1996), Sui fiumi della storia (1998), Frescure d'attese (1999, prefazione di Franco Lanza), Memorie allo specchio (2000), Il mio universo (2001, con prefazione di Paolo Ruffilli); di narrativa: Vaniloquio di un solitario del dissenso (1982), Cunizza da Romano e altri racconti (1987), Un uomo di vetro (1991, romanzo), I piaceri dell'Alhambra (1994) e Ditteo e i silenzi della storia. Con tracce di vita e personaggi del Trecento Scaligero (1998), Come da voce di sorgente (1999), La mia vita, così da sembrare eterni i ricordi (2004); oltre a numerosi saggi su autori classici e contemporanei: Leopardi de "La ginestra o fiore del deserto". Un precursore?; Eredità di Rousseau; Saul Bellow: e venne il giorno de "La resa dei conti"; Pirandello: "Il berretto a sonagli"; Verga: "I Malavoglia"; Bernanos: "Diario di un curato di campagna"; Estetica e logica nella poesia contemporanea; Alle origini della "Sapienza poetica"; G. Fracastoro: Un genio del Rinascimento; Léopold Sédar Senghor: poeta della negritudine; Stefano d'Arrigo: saggio du Horcynus Horca; L'importanza della poesia nella vita contemporanea. Ha conseguito significativi riconoscimenti in qualificati premi letterari.

Sulla sua produzione letteraria molti critici hanno scritto, tra i quali: G. Bárberi Squarotti «Grazie di cuore del nuovo libro Un uomo di vetro, un romanzo ben condotto e (cosa eccezionale) ricco di buoni sentimenti senza essere patetico e troppo facile. Il paesaggio è, inoltre, descritto con lirica intensità.», «Col favore delle vacanze di Natale, ho letto i suoi racconti con vivo interesse. Mi sembra che Ella sappia raccontare in modo limpido e suasivo, con semplicità che non è priva di grazia e, nel fondo, di forza.»; E. Bratina (da "Rivista Italiana di Teosofia") «Con stile agile e conciso l'autore penetra nella mentalità dei personaggi coinvolti nella trama [Un uomo di vetro], tanto da mettere in rilievo i poliedrici aspetti dell'animo umano nei momenti più significativi della vita. Lo stile di R. rivela la sua vasta cultura classica, eleganza e sobrietà di espressione, pur avvincente nella descrizione delle trame della vita.»; A. Calzolari (da "Informatore librario") «L'iter narrativo e stilistico segue e si conforma alla multiforme vicenda del protagonista, il quale alterna momenti di slancio entusiastico a penosi ripiegamenti che lo porteranno progressivamente alla follia.»; D. Camiciotti (da "Città di vita") «Il nostro tempo e l'uomo di cultura: scienziato, letterato, artista, l'essere dotato di inventiva e creatività, di senso poetico delle cose e delle vicende: questa la tematica su cui si snoda il robusto, ma lineare filo narrativo del romanzo Un uomo di vetro, in un periplo armonioso e necessario, un iperrealismo che diventa prismatico, per il linguaggio dai toni aurorali, di uno stupore d'arcobaleno, di respiro boschivo e marino...»; S. Demarchi «L'autore, nel suo eclettismo, dimostra una varietà d'interessi che, lungi dall'essere occasionale e dispersiva, s'incanala sempre in una sua Weltanschaunung dell'esistenza che vorremmo definire spiritualistica, nel senso che sempre egli afferma la supremazia dello spirito sulla materia, della persona sui condizionamenti della società, del valore dell'individuo sulle mode che passano, siano esse ideologiche o di altro tipo.»; G. Federici «Libro sorprendente [Come dal vivo di sorgente] e prezioso, inconsueto e raro questo di R., già affermato e apprezzato poeta e narratore... ...una solida ossatura in vista di un possibile confronto: infatti gli argomenti, pur tipici della storia del pensiero d'ogni tempo, rappresentano anche il sintetico sommario d'un possibile vademecum per orientarsi nel mondo d'oggi, poiché scandagliano le tendenze e le pulsioni d'una natura umana che, nelle sue profondità, è forse immutabile nei secoli e nei millenni.»; S. Gros-Pietro «La terza parte del libro è dedicata alla ricostruzione degli incontri significativi e formativi di R. con scrittori e intellettuali del suo tempo. Ed è proprio quest’ultima parte che rende ancora più prezioso ed universale l’intero libro delle memorie, perché in tali pagine sono ricostruite con familiarità e con limpidezza le personalità e le situazioni di vita e di mondanità di tanti interpreti della letteratura italiana degli ultimi trent’anni circa.»; F.M. Maggi «E ci si lascia prendere dalle spire di questa lettura [Come dal vivo di sorgente] affascinante e si entra nel cuore del dolore oppure tra le ragnatele dell'indifferenza e ancora si è attirati dalla grandezza del saggio. In queste pagine e nelle successive c'è tutta la storia dell'umanità vista attraverso il sentimento. C'è l'uomo che cerca l'uomo. ... Un buon libro dove intuizionismo e razionalismo vanno a pari passo. Si ha come una precisa percezione che la scienza di R. abbia esteso i suoi confini fino a sfiorare una ieratica incommensurabile entità oltre la nostra dimensione.»; V. Meneguzzo «Un’avventura fortunata, fatta di interessanti colloqui, si intravede costantemente il pensiero di colui che indaga, che deduce le sue conoscenze e i suoi giudizi dall’esame razionale delle cose, di chi soffre e si redime, anche attraverso la sofferenza per approdare poi all’espressione poetica.»; G.C. Miano «...Se la poesia didascalica è finita col Romanticismo, i tuoi testi ammoniscono che essa può ancora insegnare qualcosa: se non altro, i sentieri per cui il lettore può sentirsi misteriosamente migliore di prima.»; G. Nocentini «È un autore – di particolare sensibilità – il quale gioca la sua naturale vocazione artistica su due tavoli: narrativa e poesia. Forse è nella poesia: un modo espressivo di per sè magmatico e pur di rapida e sottile intuizione, dal quale sa trarre il succus misterioso che fa vivere l'umana creatura. [...] La poesia del R. insomma, è come un compendio di identità esistenziali incostanti nello spazio, proprio limitato del presente e dell'infinito; si è detto che R. è anche narratore ma sempre rappresentato con una tensione che si getta al di là di quell'essere reale in cui vi immerge 'Dio', perciò non ci sembra azzardato sostenere che anche la narrazione di R. di cui ne fanno testimonianza i buoni volumi già editi, è uno scrittore che non prescinde assolutamente dall'es poetico, naturale, inviolabile, ricco di moderne intuizioni.»; A. Piazzi «Io vedo che R. è filosofo, ma ho detto che è anche poeta. E come per me R. è filosofo, e tale con la letterar maiuscola, cioè che sa elaborare il pensiero, che sa riflettere, che sa trarre delle conclusioni, così altrettanto potrei dire che è poeta con la ‘P’ maiuscola. È una poesia che si abbandona soltanto al sentimento.»; U. Stefanutti «Nella nuova opera [I piaceri dell'Alhambra...] egli si riconferma scrittore incisivo e perspice. Il suo stile costituisce il punto d'incontro fra tecnica realistica e riflessioni d'insieme: il suo modo di narrare infatti va al di là del raccontare stesso. La sia 'diegesi' (l'universo immaginario, cioè, in cui si trovano tutte le situazioni e tutti gli eventi narrati) sfocia con maestria in accensioni che vanno dalla psicologia all'estetica, alla morale: una filosofia della vita.»; O. Tanelli «Dotato di fantasia audace e fertile, R. dilata il suo sguardo nella visione infinita del firmamento per ricercare le verità fenomeniche che si nascondono nell'oscurità della notte, nell'esuberanza incredibile del dubbio esistenziale. La sua ricerca filosofica ed ecologica diventa un viaggio esplorativo nel sentiero del mistero, incontra spesso il naufragio jasperiano nel tentativo d'indagare la luce della verità, superando le incombenze storiche e cronachistiche che a volte si frappongono tra il mistero della vita e la certezza del tramonto. La poesia di R. [Sui fiumi della storia] è canto del mare e del sole, ricerca del mistero della vita, indagine delle ragioni escatologiche dell'essere in rapporto al creato nella mutabilità del tempo e nell'incertezza della storia.»; C. Tomezzoli «In questo viaggio del passato, nella costante ricerca della verità dentro e fuori di sé, l’a. rincontra persone, luoghi, dimostrando capacità di guardare oltre le apparenze, di scrutare l’animo umano.»; D.G. Tonon «Un libro questo [Come dal vivo di sorgente] interamente costituito di dialoghi. Dialoghi brevi, con due o al massimo tre interlocutori, che sono quasi sempre entità astratte. ... Leggendoli è impossibile non pensare contemporaneamente ai grandi del passato come Platone o Leopardi con le sue "Operette morali". ... I dialoghi si svolgono quasi sempre tra due entità opposte tra loro, come "L'amore e l'odio" o "Il fiore e la pietra", ma non c'è mai una verità unica, totale, bensì una somma di piccole verità che provengono dalla coscienza che il reale è formato da posizioni anche apparentemente inconciliabili. La realtà non è un insieme omogeneo.», oltre a E. Di Giorgi, E. Fiorioli, G. Mansoldo, M. Picchi, G. Sangregorio, D. Tesi ed altri ancora.

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