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Rossi

Francesco Dario (Chiavari 1949), poeta e scrittore, vive a Riva Trigoso.

Ha frequentato il liceo classico “Federico Delpino” di Chiavari, dove è stato alunno del filologo, latinista e grecista Cesare Arieti, che ha influenzato in modo determinante la sua formazione culturale. Nel 1972 si è laureato in lettere classiche all’Università degli studi di Genova, discutendo una tesi di filologia latina, l’edizione critica dei frammenti dell’Hortensius di Cicerone tramandati dal grammatico Nonio Marcello. Nel 1976 ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento di materie letterarie, latino e greco nelle scuole superiori di secondo grado. Dal 1974 al 1979 e dal 2007 al 2009 ha insegnato materie letterarie nei licei e istituti tecnici della zona. Dal 1980 al 2006 ha lavorato come funzionario amministrativo presso il Comune di Sestri Levante.

Dal 1983 scrive poesie, ottenendo importanti riconoscimenti. Tra questi nel 1992 il Nomisma Aeneum per composizione poetica in latino al Certamen Catullianum di Verona.

Ha pubblicato: Sagrato di luce (1999, 20142), Pensieri vagabondi (2003, prefazione di Graziella Corsinuovi), Ricatti vecchi e nuovi: siamo tutti ricattabili? (2013, saggistica politica) e Figure della mente (in corso di stampa, prefazione di Alessandro Fo e note del matematico Andrea Stagnaro), Vertigine d'astri. Versi liberi tra gli spazi architettonici di Santiago Calatrava (2016, poesie e fotografie).

E’ attento studioso della rivoluzione digitale, dello sconvolgimento delle coordinate spaziali e temporali dovuto al diffondersi del web, delle conseguenze sul piano psicologico, scientifico, culturale, sociale, economico e politico del diffondersi di Internet. Ha fatto parte del gruppo di studio sui problemi etici, psicologici e sociali dell’handicap presso l’Istituto di bioetica dell’Università di Genova, presieduto dalla prof. Luisella Battaglia. Nel maggio 2007 è stato relatore sul tema “Internet e handicap” nel Convegno organizzato dall’Istituto di bioetica della stessa Università.

Dall’anno accademico 2004-2005 al 2006-2008 ha collaborato con l’Università di Genova nel corso di Lingua italiana presso la Facoltà di Scienze della Formazione, con seminari su figure retoriche e linguaggio. Negli stessi anni ha collaborato con il Corso e laboratorio di scrittura creativa nel Corso universitario di Scienze della comunicazione a Savona. Dal 2005 organizza e dirige corsi-laboratori di scrittura creativa a Sestri Levante e Riva Trigoso.

Nel mese di maggio 2007 ha curato e pubblicato, con la Casa editrice Gammarò, l’antologia “In punta di penna”, in cui sono raccolti alcuni lavori dei partecipanti ai suoi corsi. Nel 2009 ha pubblicato nella collana “I ciottoli” ha pubblicato l’antologia “A Trigoso scrivere è bello”, una raccolta di altri scritti dei partecipanti ai corsi di scrittura.

Ha seguito come esperto di scrittura creativa la stesura del romanzo “Tr@mare”, pubblicato dalla Casa editrice “Libero di scrivere”, esperimento di scrittura collettiva di tredici autori genovesi, e ha scritto un saggio critico su questo libro e sulle potenzialità creative della scrittura collettiva.

Dal 2006 è socio della Società Economica di Chiavari, famosa anche perché ne sono stati soci Mazzini, Garibaldi, Nino Bixio, Cavour.

Negli anni scolastici 2011/12, 2012/13 e 2013/14 ha coordinato un corso di scrittura creativa per gli alunni di terza media delle Scuole Medie Della Torre di Chiavari. La stessa scuola ha preparato tre fascicoli intitolati Voglia di scrivere, con i migliori lavori degli alunni partecipanti al corso. Nel mese di aprile 2013 ha curato e pubblicato l’antologia “Scrivere è bello”, con 46 racconti dei partecipanti al laboratorio di scrittura nella biblioteca di Riva Trigoso. E’ uno degli organizzatori e membro di giuria del Premio internazionale di poesia e letteratura “Giovanni Descalzo” a Sestri Levante.

Da sempre è appassionato studioso di filosofia, sociologia e scienza politica. Negli anni 2005 e 2006 ha pubblicato, per interessamento del prof. Stefano Monti Bragadin, due saggi sul concetto di ricatto nella rivista Storia Politica Società, curata dalla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Genova. In essi l’autore prende atto del tabu linguistico-epistemologico relativo al concetto di ricatto, che mai è stato studiato scientificamente, ed è invece uno degli strumenti più importanti per l’esercizio di ogni tipo di potere, di cui è un moltiplicatore. Nel mese di maggio 2013 ha pubblicato con la casa Editrice Gammarò di Sestri Levante il saggio “Ricatti vecchi e nuovi: siamo tutti ricattabili?” Hanno espresso interesse e giudizi favorevoli su tale saggio alcuni filosofi: in particolare Massimo Cacciari, Emanuele Castrucci, titolare della cattedra di filosofia del diritto all’Università di Siena, Pierpaolo Portinaro, titolare della cattedra di filosofia politica all’Università di Torino. Un abstract del libro è stato inviato allo staff del Presidente Obama e l’autore è stato inserito nella mailing list della Casa Bianca.

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto:

Angela Ambrosini [Sagrato di Luce] «…Leggendo i versi di Sagrato di luce di F.D. R., pare proprio di percepire il genius loci di Trigoso, nelle splendide vedute paesaggistiche dipinte in punta di penna, nei piccoli tesori architettonici consegnati con amore al verso, il tutto permeato in filigrana da una luminosità di colori e di luce e da una freschezza di aromi a contrastare una malinconia solo appena percepita. Un paesaggio, quello di F.D. R., inteso come scrigno del mondo, come microcosmo nel macrocosmo, filtrato da un rapporto mitico con la realtà e con la storia, un paesaggio che nel suo solido ancorarsi nelle tradizioni si propone di redimere il tempo dalla maledizione della sua precarietà.»

Graziella Corsinovi [Prefazione a Pensieri Vagabondi] «…La seduzione e lo stupore per la bellezza ammaliante della natura e del vitale sembrano incrinati, pur nella affermativa positività, da una (sottintesa od esplicita) meditazione sull’esistere che, aprendosi ad interrogativi senza risposte, carica il quadro paesaggistico o naturalistico di rimandi e valenze che dilatano il ventaglio semantico, con una ricchezza di significati che vanno ben oltre l’immagine. Costante in tutta la silloge, questo meccanismo di trasfigurazione e lievitazione del reale…attua una suggestiva traslazione metaforica e simbolica e, senza azzerare la specifica connotazione del dato concreto, si innesta coesivamente su di essa, per leggerne, decifrarne, esprimerne il senso altro. …Un sentimento del tempo che, rimanendo sotteso al fluire morbido delle immagini e dei versi, per lo più si coagula negli explicit, in una fulminea, addensante sintesi meditativa che chiude il cerchio musicale e visivo.»

Alessandro Fo [Prefazione a Figure della Mente] «Espansione di questa Recherche sono i Sogni vagabondi.E’ una sorgente che ricorda il fons Bandusiae cantato da Orazio. Il convulso moto delle creature recupera le geometriche figure della prima sezione, spirali e sinusoidi e ellissi, «quando lo spazio si infinita» in un gorgo-galoppo. La silloge di F. D. R. si inscrive in queste coordinate: considerazione innamorata di come si susseguono le cose di fronte ai nostri occhi, ascolto delle loro voci, riverbero della loro poesia nella poesia fermata sulla carta: «flebile la voce del poeta», tramata di fragilità (increspature d’onda, soffioni, ragnatele fra steli), ma appassionata e toccante come un Valzer di Chopin.»

Andrea Stagnaro [Prefazione a Sagrato di Luce] «La sua ultima produzione, di cui fanno parte le poesie del fascicolo, rivela un rinnovato interesse nei confronti della reminiscenza, condotta questa volta non sul piano personale, ma prendendo spunto dall’antica Trigaudium. Nella poesia che dà il titolo alla raccolta, la luminosità del quadro e la potente espressività del verso conducono al pathos immediato, suscitando nel lettore quella pace interiore che solamente un profondo senso religioso può dare; la serenità che in questa lirica traspare è espressa con spirito umile. I temi del Tempo e dell’Eternità, sempre presenti, fanno da cornice alla Chiesa di Santa Sabina ed al suo Sagrato e si trovano sempre congiunti, in una sorta di legame simbiotico, alla Luce.».

05/02/2015

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