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Santarelli

Anna (1966) poetessa, vive a Rieti.

Dopo aver conseguito una formazione umanistica, ha svolto la professione di docente nella scuola primaria e attività di pubblicista presso testate locali. Attualmente è utilizzata nell’amministrazione scolastica. Ama da sempre la scrittura, ma si è accostata alla poesia a 40 anni, per una esigenza di creatività. Considera i versi passi di un percorso di vita.

Ha pubblicato le seguenti raccolte poetiche: Sguardi quotidiani (2015); Margini (2017); Impronte (2018); La città e l’anima (2018); Passi d’inverno (2019).

Ha conseguito diversi riconoscimenti nei concorsi letterari, tra i quali i seguenti primi premi:

2007 “Speciale donna”, Roma;
2011
“Olympia – Città di Montegrotto Terme”, Trofeo donna;
2012
“Alpi Apuane”, Massa;
2013
“Padre Damiano da Bozzano”, Massa; “Emozioni e magie del Natale”, Piacenza;
2014
“Val di Vara - Alessandra Marziale”,Licciana Nardi;
2015
“Teatro Aurelio”, Roma;
2016
“Città di Manfredonia”; “Olympia – Città di Montegrotto Terme”, Trofeo donna; “Le Nuvole – Peter Russell”, Napoli;
2017
“Teatro Aurelio”, Roma; “Voci – Città di Abano Terme”;
2018
“Memorial Miriam Sermoneta”, Roma;
2019
“Amori sui generis”, Grosseto.

Stralci da giudizi critici ricevuti

De Martino, Maria Pia [Giuria Premio Le Nuvole - Peter Russell] sul testo Sguardi quotidiani «Il poeta narra il tempo come ricerca di identità e senso, facendone stile elegante in intima solitaria dizione tra sguardi quotidiani che indagano il mistero dell’incanto. E Poesia è tenace nel viaggio mentre spesso, incosciente e febbrile, risale gli abissi impietosi della solitudine.»

Ermio, Pasquale [Giuria Premio Memorial Miriam Sermoneta] «Versi essenziali, robusti fili, congiungono tra i capi storie accennate, sensibilità, anime; risolvono solitudini nel tempo. Delimitano lo spazio, ora vuoto, ora definito nelle forme, tessono una trama, un quadro di unità in cui oscilla ed evolve la verità.»

Malacrida, Norma [Sguardi quotidiani, in Il Convivio n. 64, 2016] «Le poesie di Anna Santarelli sono espresse in una semantica ricercata ed elegante, nell’uso appropriato di lemmi che maturano un linguaggio simbolico in cui ricorrono metafore e ossimori di grande effetto lirico-emozionale… Ella sceglie la corsia preferenziale che la indirizza a modi di essere che prediligono l’essenza al superfluo, il soggetto all’oggetto, la bellezza all’apparire, in un minimalismo d’effetto: forma valoriale ereditata e consapevolmente acquisita, espressa in una sete di semplicità da soddisfare in una natura non violata, in un silenzio che ascolta, prende voce nel cuore e parla al cuore.»

annasantarelli.20@gmail.com

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