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Giuliana (Giulianova), poetessa e scrittrice, vive a Tortoreto Lido. Diplomatasi a soli 17 anni presso l’Istituto Magistrale di Forlì; si è laureata in Lettere presso l’Università di Urbino, sotto il Magnifico Rettore Carlo Bo, con una tesi su Salvatore Di Giacomo e la poesia napoletana. Ha insegnato per un quarantennio presso vari tipi di scuole, prediligendo l’insegnamento nella scuola elementare.

Si è cimentata nella stesura di relazioni (su Irene Lattanzi “Dal silenzio creativo delle aule”, su Pierluigi Abbondanza “La pittura di Pierluigi Abbondanza vista con gli occhi dell’anima”, su Maria Paola Simonetti “Musica e poesia nella pittura di M. Paola Simonetti”, recensioni e prefazioni a diversi autori (Sandro Galantini, Anna D’Andria). Ha tenuto brevi conferenze e curato Laboratori di Poesia nelle Scuole e corsi di aggiornamento sull’ermeneutica alle colleghe. A tal proposito è stata ospitata, col lavoro da lei svolto nelle classi 4° e 5° elementari di Tortoreto, sulla rivista scolastica “L’Educatore”, nella sezione guidata dalla Direttrice didattica Graziella Dragoni (poetessa e scrittrice), relativa ai Laboratori di Poesia nelle scuole. Un suo adattamento all’Epistolario di Leopardi è agli atti presso il Centro Studi Leopardiano di Recanati. Ha collaborato per alcuni anni all’associazione musicale “Sinestesia” di Martinsicuro, tenendo recital di poesie, conferenze sull’importanza della poesia nella società odierna, facendo una riscrittura del “Pinocchio” di Collodi, musicata dalla Presidente dell’associazione e rappresentata in varie scuole. Ha composto l'atto unico teatrale “Isabella Morra – Per morte violenta”, che è stato rappresentato a Corropoli, a conclusione di una mostra sinestetica.

Ha preso parte a convegni sulla Poesia (Università Montaliana), presso la Camera dei Deputati, letture pubbliche del suo libro ed è spesso citata e intervistata su riviste culturali ed antologie (La Copertina, Meolo), L’Araldo abruzzese, la Tenda, il Centro, il Messaggero, Viva Verdi della Siae, Notizie Donne, La Città, La Gazzetta toscana, Abruzzo cultura, ecc. Intervistata da Simone Gambacorta su “La Città”, da Walter De Berardinis in “Scrittori abruzzesi”, da Adriana Paola Di Giulio per Notizie Donne”. Dal 2004 insegna presso l’Università della terza età e del tempo libero di Giulianova, dove tiene un Laboratorio di “lettura e scrittura creativa” con lezioni sui poeti del Novecento e sui premi Nobel della Letteratura. Per l’Università ha curato il volumetto “Poesia, amica dei miei giorni”. Socio onorario dall’Associazione degli Scrittori Italiani. È inserita nell’Antologia MediaLibro dell’Albo degli Scrittori, nella Letteratura Omologista del Veneto e in quella degli artisti abruzzesi. Nel 2011 ha curato le raccolte di poesie "Versi d'amore" di Anna D'Andria e "Deliri poetici" di Mirko Varzè, scrivendone anche la prefazione.

Ha pubblicato i libri: E le donne… (2001), Acquaria (2003), Frammenti e Aforismi (2004), I cibi della memoria (2004), Treno in corsa Treno in sosta (2008), Angeli (2009, romanzo),.Schegge di vita (2011, racconti brevi). Prossimamente andrà in stampa il romanzo "Rosa".

Ha conseguito i seguenti primi premi in concorsi letterari: 1954: “Terra di sogno”, Giulianova; 1998: “Pianeta Alba”, Alba Adriatica; 1999: “Anfiosso”, Giulianova; 2002: “I fiumi”, Torre di Mosto (Venezia); “Festival della poesia italiana di Radio Amica Internazionale”, Teramo; 2003: Mugnano del Cardinale (Avellino); “Ergo sum…”, Imperia; 2004: “Il suono del silenzio”, Como; 2005: “Concorso Europeo”, Piediluco; 2006: Torano (Teramo): 2007: “Premio Donna”, Teramo; 2008: “Racconti letterari delle donne abruzzesi alla Regione”; 2009: “Recchiuti”, Teramo; Torano (Teramo): 2010: “Poetico musicale”, Basilea.

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri: A. della Loggia «...partendo dalla quotidianità delle esperienze che la circondano, la sua voce diviene corale, abbraccia vite diverse, lontane dalla propria realtà, “valica i confini del tempo e dello spazio e si fa canto.»; M.P. De Martino [Angeli] «L’incendio vitale della Parola, del suo senso delle cose della vita, cresce smisurato fino ad uno sguardo reale sul mondo da esso drammaticamente riscattato. S. Angeli crea poeticamente una prosa la cui parola torna significato e si fa creazione e ricerca di verità, una parola ferita che sanguinerà sempre ma che assolve alla sua funzione salvifica di testimonianza di luce e di allargamento di visione. Nella Storia, una storia che diviene vicenda collettiva e dolente nella sua verità, fino a superare l’orlo del buio facendosi materia prima sanguinante come terra devastata, per riprendere il viaggio dalle radici. Rinascere infine in rivelazione che sostenga la propria “meravigliosa tenerezza” di nuovo dolore.»; S. Galantini «S., poetessa di vigoroso impegno assai nota ed apprezzata anche sul versante narrativo, nella densa raccolta Treno in corsa - Treno in sosta, non solo esplicita e riassume congruamente i tratti del suo autonomo codice espressivo (di cui sono cifra caratterizzante la sintassi dall’ampio giro, i ritmi persuasivi, il tornito fluire delle immagini e la vibrante musicalità del verso), ma … quindi una poesia, quella di S, che, nelle sue vigorose marcature emozionali, è certo evocazione, introspezione ed adesione affettiva, ma è soprattutto testimonianza di scavo e di riflessione, la non disattesa ed intima necessità di superare i rifrangimenti e le occlusioni della storia (personale o collettiva) che ratifica, direi in maniera esemplare, la coesione tra letteratura ed esistenza.» - «... la S. utilizza rapide pennellate per donare alla cornice delle vicende il suo sempre definito quadro: ecco allora che il segno linguistico, opportunamente contaminato da toni lirici (che le sono congeniali per la lunga militanza nei territori della poesia), come una sinopia percorre tutto il libro. Pennellate lievi ma caratterizzate che consentono al lettore di immergersi totalmente nella lettura facendosi coinvolgere dalle emozioni, permettendo di scorgere paesaggi e comprendere le sfumature dei sentimenti. Un linguaggio chiaro, di essenziale immediatezza, che giunge dritto al cuore senza indulgere a sentimentalismi di maniera.»; S. Gambacorta [Treno in corsa Treno in sosta, motivazione del 1° premio al concorso “Poetico Musicale”, Basilea] «Per S. scrivere versi significa misurare la realtà pesando la vita sul palmo della mano: e, che la carezzi o la scagli lontano con rabbia, la vita resta sempre e comunque la materia prima intorno alla quale la poetessa giuliese installa il proprio laboratorio … il suo non si limita ad essere un semplice insieme di versi (sia pure strutturati e sorvegliati alla luce di una tecnica collaudata), ma riesce a farsi voce, timbro, tonalità sentimentale con cui perquisire gli snodi salienti di un’esperienza di vita messa sotto torchio e osservata con sincerità disarmata e al tempo stesso pugnace … alla S. appartiene anche un nitore espressivo che rende la sua scrittura cristallina, una superficie lucidata dove una sensibilità prensile e porosa ….»; F. Gemmellaro «La poesia di S. è doviziosa di inarcature e polimetri, una ricerca di spontaneità che la rende di valore, il corretto abito tecnicistico che l’autrice fa indossare ad una messaggistica d’immediatezza, dove le configurazioni retoriche, la storia scorrono lungo un logismo di singolarità…»; A. Lera «In S. il dolore inteso come esperienza collettiva, il sentimento del tempo rappresentato nel bisogno della parola in forma d’immagine e la purezza raffigurante perle di natura vivente, contribuiscono infinitamente alla classificazione poetica.» - «Le poesie di S. compongono un quadro eseguito di getto, un disegno di versi plastici e levigati in un “corpus” lirico perfetto, dai toni caldi e veristi, in una tensione accesa che scaglia quasi il divino dentro l’umano, quando la lucida malinconia non sortisce capitolazioni, ma continue verifiche dell’essere, dell’amare.» - «Poesia solare, fatta di immagini piene e vibranti, apparentemente facile ma incondizionatamente chiara ed autentica.»; Premio letterario di “Campi Bisenzio” «[Il linguaggio è stato definito in più occasioni] alto e vibrante che procede in crescendo, senza cadere mai nel pathos.»; Premio letterario di “Mugnano del Cardinale” «...linguaggio elegante con un immaginario forte e ritmico che snoda il concetto della spiritualità della materia con nitida lucidità.»; Premio letterario di Piediluco «La poesia è riuscita ad esprimere con sapienza stilistica e senso del ritmo poetico… ogni verso di S. brilla di luce propria…»; Premio letterario “Recchiuti”, Teramo «…Di immediato impatto emotivo, le liriche rivelano perfezione nelle tecniche poetiche e profondi significati, attraverso lo scorrere delle immagini colorate e luminose, suggerite dalle emozioni dell’autrice.»; L. Russo (premio “Elena Sprecacenere”) «...i versi rivelano perfezione stilistica e sentimento descrittivo espresso in immagini che l’autrice proietta sul lettore con levità e dolcezza. Quasi un dipinto antico che ispira colori sfumati ma vivi, immensità di luci, di suoni in un “canto” che ci inonda tutti. »; S. Trequattrini «[La sua poesia è stata definita] di grande tensione lirica… la macerazione stilistica e la lavorazione delle immagini sono tali che uscendo da una dimensione privata, si rivolgono ad un pubblico assai vasto…».

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