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SidotiGiulia Maria (Reggio Calabria 1957), poeta e scrittrice, vive a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). Dopo il divorzio dal marito medico condotto in Val d’Ossola, nel 1992 ritorna in Sicilia, dove viene a contatto nuovamente con le essenze marine, nervose e dinamiche che la porteranno a vivere anni intessuti di lotte e pieni, infine, di realizzazioni personali. Nel 1994, dopo aver ripreso gli studi, si laurea in Lettere Moderne con una tesi in Letteratura Latina, vince il concorso magistrale e insegnerà per otto anni alle elementari in contesti difficili; nel 2001 si abilita per la cattedra di Italiano e Latino, nel 2006 ottiene il passaggio di ruolo ai licei e nel 2010 consegue il Dottorato in Scienze Politiche. L’esperienza però più sconvolgente e fortunata della sua vita avviene nel 1999 in Calabria, precisamente a Santa Domenica di Placanica,per intercessione del carismatico fratel Cosimo Fragomeni che, tutt’oggi, opera nell’edificando Santuario della Madonna dello Scoglio. Da allora riesce a passare dagli scritti del dolore a quelli della speranza, profusa sia in termini cristiani sia laici, in una visione armonica della vita come somma ed equilibrata alchimia di terreno e celeste, di amore, passione e di tensioni angeliche, per nulla in contrasto con l’aspetto umano delle esperienze giuste e possibili, sia del reale che del trascendente, secondo una mistica della vita, uniformata ai valori del buon senso universalmente inteso. Le esperienze personali diventano contenuto delle liriche della sua prima raccolta, dalle quali emerge un’iniziale speranza, la delusione,il conseguente pessimismo, la disperazione ed il superamento di essa, grazie alla luce dell’ amore mistico. Gli altri scritti in versi, ancora da pubblicare, rivelano una prospettiva tutta diversa ed originale in cui la visione personale delle cose e del mondo è pervasa da una forza nuova e gli affetti, anche quando non si realizzano, non lasciano mai spazio alla sconfitta, ma rappresentano sempre un ulteriore stadio evolutivo conquistato, preparatorio alla totale e ventura realizzazione dell’essere e del concetto di amore dell’autrice. Ha coltivato molteplici interessi tra i quali il teatro, partecipando come interprete principale in lavori di rilievo, impersonando Maria nel dramma sacro di G. Testori, ha partecipato a recital di poesie in varie occasioni , anche per l’Associazione Nazionale Magistrati, recitando presso l’aula della Corte d’Assise di Messina. Ha seguito svariati seminari universitari sulla comunicazione e sulle scienze politiche in genere ed infine ha frequentato diversi corsi per approfondire gli argomenti relativi alla sua attività di docente. Nel 2004 pubblica anche un saggio sulla comunicazione,dal titolo “Comunicazione e potere in un’epoca di decadenza e di trasformazione”, estratto dalla sua tesi di laurea, sui discorsi pronunciati dagli imperatori romani della tarda antichità alle masse militari, in cui rileva la capacità e la tendenza di chi sta al potere, allora come oggi, in tempi di decadenza politica e sociale, di condizionare, persuadere, manipolare e strumentalizzare l’elemento primo che consente loro di governare, cioè la massa numericamente intesa dei soggetti ascoltatori. Ha collaborato, negli anni, a diverse riviste di tiratura locale e di associazioni; un articolo le è stato pubblicato sul quotidiano “La Sicilia”. Ha partecipato a diversi concorsi di poesia ed ha vinto premi speciali. Le poesie vincitrici o classificatesi sono state pubblicate sulle antologie delle associazioni organizzatrici, tra queste, degne di particolare menzione sono: L’Accademia “Il Convivio” con sede a Castigliane di Sicilia (Catania) e “L’Universum” con sede in Svizzera. Dal “Convivio” sono state pubblicate nelle antologie: Se leggi i miei versi… (2005), Scatenerò per te le stelle (2005), Cratere (2006). Ha pubblicato: Sipario (2004) e Comunicazione e potere in un'epoca di decadenza e di trasformazione. Da un'analisi delle Res Gestae di Ammiano Marcellino (2004). Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri: M. Baiotto «Religione e preghiera che si fanno strumenti interpretativi della realtà basati sull’intuizione, intuizione che, per dirla con Spinoza e Bergson, sarebbe l’unico mezzo per giungere ad una più alta conoscenza, intuizione che supera l’intelletto spazzando la logica, avvalorando la tesi di Jan Cederquist secondo cui: “L’intelletto è un buon servo, ma un pessimo padrone”. »; M. Genovese «Attraverso un’opera compatta che sintetizza e segna la vita dell’autrice, noi possiamo accompagnare la Sidoti nel suo itinerario poetico in cui rinveniamo, fin dalla prima traccia, un’inclinazione alla teatralità o, meglio, ad una interpretazione teatrale dell’esistenza: appunto per questo il testo è intitolato “Sipario”.»; M.M.C. Parisi «S., esaminando il testo di tale storico, utilizza le tecniche delle teorie della comunicazione a noi contemporanea, tralasciando le interpretazioni tradizionali dei discorsi contenuti nell’opera storica.». |
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