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Simonetti

Francesca (San Giuseppe Jato), poeta e saggista, vive a Palermo.

Trasferitasi a Palermo all'età di sette anni, ha frequentato l'Istituto salesiano “Santa Lucia” fino alle scuole superiori. Si è laureata in Materie letterarie all'Università di Palermo; ha superato concorsi statali insegnando in scuole di ogni ordine e grado e presiedendo dal 1998 al 2001 un istituto d'istruzione di secondo grado. Operatrice culturale molto impegnata, è stata capo-redattore della rivista "Il nuovo Ciclope"; attualmente è membro della giuria dei premi letterari "Villaroel" e "Giuseppe Pitrè: la civiltà dei popoli" e promotrice di varie iniziative culturali. Negli anni Sessanta, giovanissima, venne inclusa nell'antologia "Poeti italiani del Novecento", pubblicata da "La Nuova Italia Letteraria" di Bergamo. È Dottore Honoris Causa en Litterature dell'Accademia "Antero Quental". È inclusa nella "Storia della letteratura italiana" (Edizioni Helicon). Sue liriche sono state tradotte in lingua portoghese e rumena. Nel 2007 e nel 2008 è stata invitata alla prima e alla seconda “Biennale della Poesia” tenutesi a Verona presso la Biblioteca Civica per una lettura di alcune sue composizioni edite ed inedite.

Ha pubblicato diverse opere letterarie: Poesia per una conversazione (1993, poesia), Conversazioni per una poesia (1999, poesia), Il ponte necessario (2001, poesia), Il coraggio di cantare ancora (2002, poesia), L'essenzialità della speranza (2003, poesia), Da Quental all'inquieto Novecento (2005, saggistica), Per versi necessari peregrinando (2006, poesia), Nei meandri del tempo a ritroso (2007, poesia), Indagine postuma - Posthumous Research (2007, poesia), Inedita per vestigia (2010, poesia), Poesia per una conversazione (2013, poesia).

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri: E. Andriuoli [Nei meandri del...] «Affiora da queste poesie una visione pensosa del proprio come dell'altrui destino, così come affiora da esse il "nodo della memoria" che unitamente al "sentimento del tempo" viene acutamente analizzato da Franca Alaimo nella sua postfazione al volume.» - F. Buldrini [Indagine postuma] «...si distingue per un intenso lirismo immaginifico, nonché per la profondità dei contenuti.» - M. Cacciari «...ho ricevuto impressioni favorevoli, la testimonianza di un percorso di vita e di scrittura strettamente intrecciate e entrambe "sofferte" con grande partecipazione. Il Suo cammino si è svolto – vorrei dire inevitabilmente – a partire dalle fondamentali interrogazioni, che tutti ci agitano, e si è nutrito abbondantemente di letture classiche. Gli echi e i versi di Saffo, di Mimnermo, di Anacreonte, così come le figure di Elettra, di Ulisse, di Didone risuonano e rivivono nella sua interpretazione, soprattutto nelle prime Sue cose. poi il contatto con la realtà, l'esperienza concreta della vita, una riflessione meno "mediata" e più diretta hanno reso più essenziale la Sua poesia, che è in qualche modo ripiegata al soffio di un più intimo sentire.» - G. Ladolfi [Nei meandri del...] «Duplice è il terreno d'indagine della poetessa: l'esigenza di superare le barriere della letteratura nazionale coinvolgendo modelli interpretativi mutuati da altre culture e la necessità di ampliare lo sguardo oltre il solco della poesia coinvolgendo tutte le discipline atte a fornire contenuti di conoscenza.» - Il Giornale di Sicilia (29.03.2000) «C'è molta eredità nella poesia del Novecento, nelle liriche di questa poetessa palermitana, quella grande fascinazione che hanno esercitato autori come Ungaretti e Montale; e c'è il bagaglio di una cultura umanistica di cui Francesca Simonetti si fa scudo contro il materialismo dei nostri giorni. Ma c'è anche un'elaborazione personalissima, una metrica originale e un'ispirazione che va oltre quel pessimismo che il Novecento ci ha insegnato come se la riflessione, certamente amara,  volesse farsi tramite di una nuova speranza, di un riscatto che oltrepassa i confini del privato e si espande trovando nuovi stimoli anche nel sociale.» - F. Lepre [Nei meandri del...] «Una poesia straordinaria, lievitata dalla gioia, dal dolore, dalle delusioni, da certi momenti di accorata disperazione ma, soprattutto, elevata da una forte dose d'esperienza e di molteplici tradizioni. Ne vien fuori così un quadro di lettura assolutamente interessante e piacevole, moderna, aggiornata al gusto del pubblico d'oggi.» - M. Luzi «...il rapporto interiore tra il suo dono e la sua facoltà è tutto suo, singolare: e questo influisce sulla morfologia e sulla pronuncia dei suoi versi nei quali si riflette la sua personalissima ispirazione. Lei è un caso letterario vivo e originale indipendente dalla koiné corrente...» - F. Mandrino [Per versi...] «Non mi pare che mostri la necessità di un interlocutore possibile, nemmeno probabile, questa poesia; credo che la considerazione da cui nasce la parola le basti per creare l'ambientazione, la situazione e perfino il dialogo...» - L. Nanni [Indagine postuma] «C’è un carattere denso nella poetica dell’autrice, come se la materia linguistica tendesse a consolidarsi riportando la parola alla natura stessa dell’oggetto.» - A. Pasolino [Nei meandri del...] «Una cura estrema di gesti minuziosamente indiziari, il linguaggio del sogno che s'accampa come segno d'altro, consentendo una lettura a più livelli, stratificata, mentre la scrittura ha una struttura quasi tattile, come specchio di una tensione drammatica, derivata dalla complessità della comunicazione, che chiede, alla partecipazione del lettore, lo sforzo di semplificazione che scavalchi ogni misura, annullando le esigenze di ciò che, non sarebbe che verosimile. Poesia dell'«io» che parla alla vita, all'amore e dell'amore, che parla dell'accoglienza e della vita che guarda dentro di sé, per scoprire le vibrazioni più profonde...» «...raramente in un poeta ho visto sprigionarsi tanta luce interiore, che si fa magma attraverso l'essenzialità e il calore del linguaggio, inesauribile nello scavo introspettivo.» - A. Pes «...di S. mi era nota l'attività di poetessa dalla tempra robusta. Non era invece a conoscenza della sua vena critica, che la porta ad indagare con sottigliezza sulla genesi inquieta di Antero De Quental.» - T. Romano «...S. è poetessa autentica perché vive intensamente, profondamente, la poesia... Le sue figure di donne sono solenni, come scolpite nel marmo, eppure sono dinamiche, scaturite appunto, evocate da una spiccata sensibilità femminile.» - C.M. Turco [Per versi...] «La poesia da parte dell’autrice viene concepita innanzitutto come forma di conoscenza e come strumento d’indagine, ma ovviamente essa resta un enigma per quanto concerne i tratti fondamentali che la definiscono...» - S. Valli «...la bella poesia Le donne del Mediterraneo ci trasmette in una rara e personalissima sintesi, vibrante di femminilità e di grazia, la visione sofferta della maestosità mediterranea.».

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