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Fabio (San Severino Marche 1983) poeta vive ad Esanatoglia (Macerata).

Ha pubblicato: Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo (2014, Edizioni Il Foglio), Un’allodola ai bordi del pozzo (2015, Edizioni Il Foglio), Dal proprio nido alla vita (2016, Edizioni Il Foglio), Al di sopra di un uomo (2017, Edizioni Il Foglio), Periodo di transizione (2017, Bibliotheca Universalis), Aforismi scelti vol.2 (2017, Edizioni Il Foglio), L’esigenza del silenzio (2018, Le Mezzelane Casa Editrice), Sguardi composti... e un carosello di note stonate (2018, Apollo Edizioni), Quiete (2019, Edizioni Il Foglio), Concertino per melograno solista (2019, Apollo Edizioni), Discernimento atrabile (2019, Macabor Editore), Lungo la strada un cammino (2019, Transeuropa Edizioni).

Ha pubblicato anche poemetti e aforismi. È presente in diverse riviste e antologie letterarie. Da ricordare Il Segnale, rivista letteraria fondata a Milano dal poeta Lelio Scanavini. La rivista Sìlarus fondata da Italo Rocco. Il bimestrale di immagini, politica e cultura Il Grandevetro. La Gazeta Dielli. 451 Via della letteratura della scienza e dell’arte.

Sue poesie sono state tradotte in romeno, in bosniaco, in spagnolo, in albanese, in francese e in inglese, mentre in lingua catalana, è stato tradotto da Carles Duarte i Montserrat, e in lingua croata, dalla poetessa Ljerka Car Matutinovic.

È inoltre il direttore della collana poesia per le Edizioni Il Foglio e cura una rubrica poetica dal nome Retroscena sulla rivista trimestrale del Foglio Letterario.

Primi premi conseguiti:
- Gruppo Euromobil Under 30 per la poesia durante la manifestazione poetica FluSSidiverSI/8 2015.
- 23° “Amico Rom“ 2016.
- “Borgo di Montiano”.

Sulla sua produzione letteraria, hanno scritto, tra gli altri:

Massimo Acciai Baggiani [Dal proprio nido alla vita]. «Il linguaggio semplice con cui è scritto il poemetto non tragga in inganno: si tratta di un testo profondo, filosofico, complesso, estremamente poetico e tutt’altro che leggero. Il tono talvolta crepuscolare con cui il poeta dichiara la propria fragilità e inquietudine fa da contraltare alla voglia di infinito e di vita racchiusa nel desiderio di volare (“Volare è un po’ come sognare, / e sognare è un po’ come volare!”)».

Gianluca Bocchinfuso [Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo]. «Quella di S. è una poesia di particolari. Di messa a fuoco di elementi che conservano nel loro essere significati impliciti (a tratti remoti) da sviscerare con una lettura locale e globale che faccia emergere i concetti ultimi della parola, pensati dall’autore e costruiti nel verso».

Cinzia Demi [Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo]. «Poesia pensata come sul pentagramma, quella di Fabio Strinati, giovane autore alla sua prima esperienza di poesia. Poesia pensata come attraverso il respiro delle spighe di grano - sottotitolo del libro stesso. Del resto S. musicista lo è davvero e anche ragioniere, il che significa che conosce bene i numeri e le note, che pratica una disciplina di conteggi e partite doppie, e una metodologia di rimandi continui a qualcosa che deve tornare, il cui senso e il cui ritmo non possono essere lasciati al caso».

Paolo Lago [Periodo di transizione]. «La recente raccolta del poeta e musicista F. S., Periodo di transizione, possiede una profonda ricchezza: una doppia dimensione che si esplica sia in superficie, a livello grafico e formale, che in profondità, a un livello più prettamente tematico e contenutistico. I componimenti, infatti, a fianco della forma grafica italiana, sono presenti nel testo anche in traduzione rumena, realizzata da Daniel Dragomirescu. La parola poetica, in questo modo, assume una veste indiscutibilmente polifonica: si arricchisce di un suono che, vellutato, giunge a lambire nuove rifrazioni lessicali e nuovi lettori e ascoltatori, pronti ad assorbirne l’intrinseca aerea musicalità».

Gordiano Lupi [Dal proprio nido alla vita]. «Quando ho letto il manoscritto di S. mi sono detto che era valsa la pena aver scritto Miracolo a Piombino solo per aver ispirato un'opera in versi così profonda. Per me è un grande onore aver coinvolto un'intelligenza così attenta nella lettura di un romanzo a tema adolescenza, giovinezza, difficoltà di vivere e di spiccare il volo verso l'ignoto. Miracolo a Piombino è piaciuto persino a Pupi Avati - ho messo la sua lettera in quarta di copertina-e non è cosa da poco, ché di queste piccolezze viviamo noi autori underground, non certo di copie vendute».

Mauro Mazziero [Aforismi scelti vol.2]. «Come Leonardo intuì in certi paesaggi dipinti, dove le montagne si facevano azzurre per l’aria che le avvolgeva, così le parole di F. S. si colorano di zaffera in questo libro estremo. L’aforisma, è il distillato di una vita, l’orizzonte che un uomo tocca non alla fine ma nel culmine della sua storia. Nella sua maturità raggiunta e consapevolmente vissuta il poeta si sente forte, capace di alzare lo sguardo nel giusto mezzo, la stessa misura di cielo e di terra, con le parole che si ergono come montagne guardiane del mondo».

Katia Debora Melis [Dal proprio nido alla vita]. «L’autore ricuce i vari quadri ricorrendo alle ripetizioni anaforiche, che divengono quasi parossistiche in alcuni tratti, atte a fungere da anello di congiunzione tra ciò che è stato, che è e ciò che costituisce l’orizzonte dei sogni: un anelito al volo e alla poesia come terapia dalla vita dura e crudele, con uno sguardo e un orecchio sempre tesi alla Natura, bella, forte, accogliente, consolante, a volte, comunque giusta».

Laura Margherita Volante [Dal proprio nido alla vita]. «Come il grande compositore Luciano Berio, nella sua ricerca artistica, è riuscito a connettere vari linguaggi espressivi realizzando la sua opera multipolare, frutto di idee ed esperienze, così F. S. ha intrapreso un percorso artistico musicale e poetico ove l’uno si introietta nell’altro. Se per Luciano Berio lo spartito musicale carpiva il linguaggio della letteratura, per F. S. la situazione si capovolge, ovvero la poesia viaggia su righi dello spartito musicale».

Michela Zanarella [Dal proprio nido alla vita]. «F. S. ci porta, con un'estrema semplicità di scrittura, a comprendere l’esistenza, il passaggio dall’adolescenza alla maturità: una fase di crescita molto delicata. E lo fa con parole spontanee, musicali, che diventano un flusso poetico ‘visivo’, da approfondire ed ascoltare».

E-mail: strinati.fabio@tiscali.it

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