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Tiralongo

Antonio (Noto 1954), poeta, vive a Noto. Trasferitosi giovanissimo a Milano nel 1966, conosce il cantante Mino Reitano e per alcuni anni lavora con lui nelle tournée come tecnico del suono e delle luci,  entra in contatto con noti personaggi (autori e cantanti) del mondo della canzone, in particolare con il paroliere Luciano Beretta, Maurizio Vandelli il solista dell'Equipe 84, il cantante Luciano Virgili, la compositrice Elide Suligoj, il cantante Enrico Musiani, il presentatore televisivo Nuccio Costa, l'attore Aldo Reggiani, Gianni Morandi e molti altri. Nel 1977 ha fatto parte come disc-jockey di "Radio Brugherio". Ha pubblicato diverse opere letterarie: Uomo I (1977), Tutti uniti (1977), Dedicate a Quasimodo (1980), Uomo II (1984), Al principe Antonio De Curtis (1989), Ricordo dell'Equipe 84 (1989), Versi graffiati dall'anima (2003), Io, gli amici artisti e tanta poesia (2005). Sue poesie sono inserite in numerose antologie: "Raccolta di poesie" (1986), "Antologia poetica" (1989 e 1991), "Europa oggi" (1993), "Agenda Arte e pensiero" (1996),. "L'autodidatta" (1997 e 1998, Artecultura, Milano), "Agenda" (1997), "Poesia Pace" (1997, Artecultura, Milano). Hanno scritto sull'attività poetica di T. i giornali: "La Sicilia", "Gazzetta di Siracusa", "Il Giornale di Sicilia", "Gazzetta del Sud" e molti altri. Nel 1998 ha organizzato la serata "Omaggio al sacerdote Pietro Battaglia"e nel novembre dello stesso anno il “Benvenuto al nuovo vescovo mons. Giuseppe Malandrino”. Nel 1988, assieme ad altri artisti, ha fondato l'Acla (Associazione Culturale Lettere e Arti) ed ha organizzato recital di poesie e mostre di pittura. Nel 1994, nel 1997 e nel 2002 ha organizzato a Noto un incontro di poeti come "Omaggio al paroliere Luciano Beretta"e gli è stata dedicata una pagina nel volume “Piacere, Luciano Beretta il paroliere di...” (1999, Edizioni Aisthesis, Milano) curato da Elisabetta Tosi.

Sulla produzione letteraria di T. hanno scritto, tra gli altri: T. Adorno «L’impatto psichico con il poeta T. è stato stupendo. M’era capitata fra le mani una bozza poetica titolata”Uomo”, con la prefazione di Luciano Beretta, e scorrendo quel rimario m’ero convinto che in lui vi fosse pregiata “stoffa artistica”. I suoi lavori entrano nell’animo del lettore in punta di piedi; non hanno un rumore enfatico, ma viceversa un bisbiglio essenziale che le rende soavemente captabili! Sono versi ‘essenziali’ per il lettore, concatenati uno all’altro con una paziente tessitura d’amore al tempo giusto ed al posto esatto. Vi è una continuità nella ritmica poetica di questo giovane estro che assomiglia al ritmo di un respiro. Le sue composizioni sono sempre di questo stampo, parole semplici, nate da un gettito dell’animo; uno zampillo poetico fresco e piacevole, quasi silente. Chi, pregno di dolore, si accosta al suo rimario, avverte un senso di lenta ma inarrestabile marcia di avvicinamento alla soglia della gioia; una gioia semplice ed ignara di un modo di vivere che sembra del tutto per il comune lettore che lega la felicità ad un elevatissimo numero di accessori. Scorrere la sua poesia dà benessere mentale e fisico; ecco perché se ne consiglia la lettura e lo accostamento.»; L. Beretta «Tu, sei tu ! | Tu non sei Quasimodo, | né un altro, né quell'altro! | Sei puro nelle tue rime, | non scaltro, né falso profeta | come una cometa dalla lunga coda di seta | e poi… e poi cade!» «...quante serate insieme a raccontarti come la poesia è | un gabbiano bianco che cerca nel tuo | cuore le rime e poi ...vola via!»; O. Berti «Grazie e complimenti per i tuoi scritti.»; A. Bertoni «Semplicità e genuinità dell'autore, | trasparente come acqua di fonte | che scende prepotente | a dissetare l'aridità degli alvei. | Acqua fresca, | tormentata e purificata da spigoli di roccia. | Goccia di rugiada | che fà più bella la rosa. | Amore per la terra-madre, | generosa Sicilia. | Mito del poeta antico. | Amore per la donna amata, | con insistenza di bambino. | oltre i difetti, oltre l'odio, oltre i confini della tradizione. | Fede di cristiano | che augura e vuole | soltanto cose buone.»; C. Calvo «Netino di nascita, T. intitola la propria sezione al Principe Antonio de Curtis, in arte Totò, e spazia con le sue liriche dal mondo dello spettacolo (Il Principe Antonio De Curtis, Al mio amico Luciano Beretta) all'amore per la propria terra e per la città che gli ha dato i natali (La dolcezza della mia terra, Noto si colora di fiori), agli affetti familiari, sentimento religioso. All'interno del volume disegni dello stesso T. e di Salvatore Rizza, impreziosiscono la raccolta. Il T. sin dal lontano 1977, anno in cui diede alle stampe il primo volume "Uomo", ad oggi non frena la sua vena di poetare.»; A. Carrisi (Al Bano) e R. Power «Abbiamo gradito moltissimo la tua poesia e te ne ringraziamo di vero cuore.»; F. Castellani [Versi graffiati dall’anima] «Dal suo saper osservare e dal suo sapersi osservare, ecco così che fuoriesce un arcobaleno di vibrazioni e di ricordi; un arcobaleno che il profumo e il calore della sua terra d’origine, e che ci consente di respirare un’aria a dir poco salubre in quanto a freschezza espressiva ed a sentimenti solari d’amore e di comprensione.»; L. Coniglione «In un’epoca in cui essere ermetici, poco comprensibili, talvolta anche narcisisticamente chiusi nella sfera di un linguaggio ricercato, è una ‘moda’ molto diffusa, trovarsi di fronte un T. con le sue parole scandite, semplici e chiare, potrebbe facilmente indurre a un giudizio negativo di tutto rigore. Ma se ci si addentra con umiltà e con animo libero da pregiudizi, nelle poesie di T. si scorge una affettuosa volontà di comunicare con gli altri i propri sentimenti di amore, di carità, di comprensione del prossimo oltre che una angoscia di fronte ai comportamenti umani deviati e non in linea con principi etici e religiosi. Continui T. a regalarci altre gemme preziose di un linguaggio che è aperto a tutti ed evoca certamente buoni sentimenti.»; N. Costa «...le sue poesie le trovo molto interessanti, anche per la loro esemplare semplicità (per fortuna, niente ermetismi ma immediatezza d'immagine, ma chiarezza, che ne costituiscono pregio). La sua sensibilità d'animo e la sua memoria d'uomo comune la fanno apprezzare come fresca acqua di fonte.»; Q. De Ieso «Il poeta T., nei suoi componimenti, si ispira quasi sempre a fatti e a momenti della vita quotidiana, alle storie che toccano da vicino la sensibilità dei protagonisti, sia nelle gioie profonde che nelle ferite dell’anima. Il Nostro, nei suoi versi, non cerca mai artifici, vocaboli difficili, astrusi, inutili rime; egli usa termini limpidi, chiari, come chiaro e trasparente è il suo animo. Le sue poesie assomigliano alla luce di una vibrante aurora primaverile e toccano da vicino il nostro cuore.»; M. Del Rio [Versi graffiati dall’anima] «Liriche propositive a risvegliare la memoria, versi che accompagnano il lettore lungo un vasto orizzonte in cui compaiono di volta in volta, personaggi di culto nazional-popolare, altri che seguono il percorso della fede, infine c’è quella lirica dedicata ad Alfredino Rampi, che ricordo l’avvenimento come fosse ieri incollato alla televisione e quell’uomo chiamato Sandro Pertini, amato Presidente della Repubblica italiana, anche lui lì come un normale cittadino.»; A. Fortuna «T., poeta che crede nell'uomo, canta nei suoi bozzetti lirici i sentimenti semplici e forti della gente comune. In lui la poesia è impulso diretto a cogliere l'eternità di un gesto, la gioia che fugge ed il dolore che affatica e umanizza, la nostalgia del tempo passato, della terra natia, le esperienze vissute, lo stupore del sentimento amoroso, così come il raccoglimento della solitudine. La sua scrittura poetica è rivolta, ma anche accettazione consapevole della condizione umana sotto quelunque cielo. È coscienza diffusa della dignità di uomo.»; P. Limiti «...ti ringrazio per avermi fatto pervenire le tue poesie che ho avuto modo di apprezzare personalmente e per le quali desidero complimentarmi con te...»; mons. P. López Quintana (della segreteria dello Stato Vaticano, marzo 2000) «Con devoto messaggio augurale, Ella ha voluto inviare al Santo Padre l’omaggio di una pubblicazione. Il Sommo Pontefice ringrazia per il cortese gesto e per i sentimenti che l’hanno suggerito e, mentre auspica che il Grande Giubileo rechi a Lei e alla Consorte doni copiosi di grazia e di pace, anche in occasione dell’anniversario del Loro matrimonio, di cuore invia l’implorata Benedizione Apostolica, estensibile alle persone care. Profitto della circostanza per porgerle cordiali saluti.»; G. Malandrino «L'opera poetica di T. è tutta permeata di una delicata sensibilità e di un sommesso fascino che sono come la carta d'identità dell'autore. In essa rivivono non solo le esperienze artistiche vissute a fianco di famosi cantautori, ma anche e soprattutto l'afflato corroborante della fede. ... la poesia di T. è una poesia che vuole cantare il valore salvifico della sofferenza e che crede ostinatamente nella vita e nell'uomo nonostante tutto...»; G. Morandi «Grande il poeta T., l'amico del poeta-paroliere Luciano Beretta. Grato per avermi dedicato una lirica in cui ho apprezzato la sincerità e la chiarezza dell'esposizione, il mio vissuto a Monghidoro, una poesia che mi ha fatto rivivere i miei lontani trascorsi.»; L. Nanni «T. preferisce uno stile dal registro colloquiale e perciò canta in versi (almeno in questa silloge) personaggi di vario tipo: da Padre Pio a Salvatore Quasimodo, da Madre Teresa di Calcutta a Domenico Modugno. L'afflato religioso e l'amore per l'umanità sono cardini sui quali si fonda la sua poetica: la scrittura è quindi luogo deputato ove approfondire la propria personalità intrecciando 'pensieri su un foglio nudo'.»; P. Nigro «La poesia di T. cattura per la spontaneità e la freschezza delle immagini. Natura e sentimento si fondono dando luogo ad espressioni di delicata dolcezza e di esaltazione dei sommi valori a cui l'uomo aspira in nome dell'amore. Il canto si fa accorato quando da terre lontane dove le sue propaggini si sono allungate a creare nuovi percorsi di vita, il suo pensiero va alla sua terra, alla sua Sicilia.»; A. Reggiani «A me pare che T. abbia capito molte cose. Prima di tutto si pone delle domande, le domande eterne alle quali, quando l'uomo trova la risposta, corrisponde una più elevata comprensione della vita. La forma poetica, qualunque essa sia, torna ad essere un veicolo e non la sostanza stessa della poesia stessa, che nasce dal bisogno di portare nel mondo fisico della parola lo sgomento, la gioia, la trepidazione che pervadono l'essere dal momento che diviene sempre più consapevole e si chiede: Che fare? T. non ha rinunciato alla primaria attività di osservare, qualità sempre più rara in questa società dove il guardarsi negli occhi in un ascensore è considerato imbarazzante.»; D. Scarfì «La poesia di T. fluisce limpida come acqua di fonte e giunge direttamente al cuore e alla mente del lettore; è la poesia di un uomo che costantemente cerca un vivo rapporto con il prossimo. ... Dalla sua poesia emerge costantemente questo ricordo, questo attaccamento alle piccole cose della sua terra...»; M. Vandelli «Nelle sue rime traspare una genuinità spontanea, siccome fresca acqua sorgiva e pura di incontaminati mondi lontani. Evidenzia all'amore tenero della sua calda terra, il magico incanto della sua città d'oro e si ferma al passato nel ricordo vivo di amici perduti. Nasce, incontrastata, in questi originali versi, una grande fede cristiana e l'amore senza limiti per le cose più care, in un travaglio di sensazioni e di emozioni che scaturiscono di getto dal suo essere umile.».

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