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Giuseppe Mario, poeta, saggista e critico letterario, vive a Bari. . Negli anni ’60, a Milano, incontra Sergio Solmi, di cui diventa allievo, e Salvatore Quasimodo e frequenta l’intelligencija milanese del Biffi. Intensa la sua attività editoriale sia per opere in volume che per interventi in riviste letterarie. Opere edite di poesia: Le barche di seta (1989, con prefazione Ivan Petkanov), Das Graüe Elend-La fredda impenetrabile notte di Pejo Javorov (2001, con prefazione Ivan Petkanov, primo premio al “Casentino 1987”, sul confronto tra il Simbolismo occidentale e orientale, unico in Europa, hanno scritto C. Bo, G. Pampaloni e A. Luzi), Orfeo al cibermondo (2006, con prefazione P.L. Kwok). Opere di saggistica: La luna è morta e lo specchio infranto (2009, con prefazione di Pasquale Pantaleo). Saggi in riviste letterarie, sulla letteratura bulgara: Poesie di Elisaveta Bagrjana. Interpretazioni (in: Sìlarus, 125/126, 1986); Letteratura popolare bulgara: canti e folklore fra tradizioni e storia (in: “ Poeti e scrittori allo specchio”, vol. n° 11, Firenze 1987); La visione della donna nella poetica javoroviana (in: Michelendelo Oggi, n° 62/63, Firenze 1987); La fredda impenetrabile notte di Pejo Javorov (in: Silarus, 131/132, 1987); Javorov, Baudelaire e i Maudits - Spleen ed Ennui (in: “Poeti e scrittori allo specchio”, vol. n° 12, Firenze 1988); Realtà e finzione nel mondo di Vasov (in: Sìlarus, 159/160, 1992); Pathos ed estetica nella poesia di Elisaveta Bagrjana (in: Corriere del Giorno, n° 09, 1997); Elisaveta Bagrjana ed Anna Achmàtova: tratti critici di un percorso parallelo (in: Sìlarus, 195, 1998); sulla letteratura russa: La crisi del concetto filosofico-sociologico della cultura del Realismo senza sponde (in: Sìlarus, 153, 1991); Avanguardia russa, una protagonista: Anna Achmàtova (in: Corriere del Giorno, 1991); Le terre dissodate di Solochov - Il romanzo politico e la partiticità della letteratura (in: Sìlarus, 167/168, 1993); Das Graue Elend del Simbolismo euro-orientale A.A. Blok e Pejo Javorov a confronto (in: Sìlarus, 182, 1995); Gor’kij ed il mito della letteratura cosciente. Dall’uomo-eroe al popolo-eroe, viaggio nel romanticismo rivoluzionario (in: Corriere del Giorno, 1996); Esenin: La poesia è morta! Viva la realtà (in: Sìlarus, 213/214, 2001); La luna è morta…! Sto col cilindro in capo e lo specchio infranto… (in: Sìlarus, 215/216, 2001); Comunismo e Capitalismo figli del ventre borghese. La provincia borghese del Novecento al microscopio del Realismo socialista e della critica al positivismo ottimistico americano (in: Corriere del Giorno, 2002); Gor’kij, l’autobiografismo realista ed il socialismo senza sponde (in: Corriere del Giorno, 2002); Maksìm Gor’kij e Sherwood Anderson, un duro attacco alla provincia borghese del Novecento (in: Sìlarus, n° 229, 2003); sulla letteratura internazionale: L’ebraismo orientale di Franz Kafka (in: Pensiero e Arte, 3/4, 1989); Radicalesimo e New Masses-Irving Shaw, lo scrittore americano delle due anime (in: Corriere del Giorno, 1993); Il mondo è assurdo, parola di Camus! Figure del Novecento (in: Corriere del Giorno, 1993); Psicologia delle realtà storiche, metafisica positivista e secolo dei Lumi. C.G. Jung: lo spirito, l’intelletto ed i misfatti dell’intellettualismo (in: Puglia nel Mondo, 1995); Il mondo è vero, il mondo è falso, parola di Hermann Kasack! (in: Pensiero e Arte, n° 0, 2004); Gli occhi tristi di Hany Karadzicove. Lo sradicamento dalla civiltà contadina, le lotte per l’emancipazione femminile, lo scontro tra Khasidisti e Khaluz sionisti ed il golet della comunità ebraica subcarpatica nella prosa d’Ivan Olbracht, padre del Realismo boemo (in: Sìlarus, n° 231, 2004); di sociologia: Proudhon e Marx: sociologia contro sociologia? (in: Corriere del Giorno, 1995); Scienze sociali contro scienze della storia (in: Corriere di Roma, 2006). Per la poesia si ricordano le affermazioni in premi nazionali e internazionali, tra cui: il Tolstoj, Città di Praga, il premio europeo Tivoli, Carlo Levi, Dante Alighieri, Manzoni, Tevere, Oplonti, città di Cassino , Alessandria, Scorrano, Piacenza, Spoleto ecc. Sue poesie figurano in numerose antologie in Italia, Usa e Giappone. Si sono interessati alla sua poesia: Quasimodo, Solmi, Petkanov, Bagrjana, Gruzinov, Piccioni, Fornaro, Ramat, Bellezza, Donchev, Vettori, Donati, Spinelli de’ Santelena, Di Poppa, Benagiano, Sciacovelli, Marcone. M.Dasilva Rio, Kwok ecc., i quotidiani Avvenire, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Corriere del Giorno, Puglia, Il Quotidiano, La Gazzetta di Ancona, Mattino, Bari Sera, le riviste Silarus, Michelangelo Oggi, Pensiero e arte, Stampa Europa, Il Temerario, Literaturen Front, Puglia nel mondo, ecc. Per la saggistica e la critica letteraria si ricordano le sue affermazioni: Trofeo delle nazioni, Casentino, Autori per l’Europa, Fucino, Roma delle arti, Maiella, Cannes, ecc. Si sono interessati ai suoi saggi: Bo, Pampaloni, Donchev, Petkanov, Kwok, Brunelli, Matino, Baldoni, Parri, Vannucci, Petrova, Tei, Testaferrata, Rocco, Benagiano, Marcone, Spinelli, Pantaleo, De Angelis ecc. Ha collaborato con il quotidiano “l’Umanità”, collabora con “Il Corriere del Giorno”, “Il Corriere di Roma”, le riviste “Sìlarus”, “Pensiero e Arte”, ecc.

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri: "Avvenire" «Nel nuovo simbolismo del T., l'uomo minacciato dalle intelligenze artificiali prende il fardello della sua solitudine e delle impotenze e si accosta a Dio. (1989)»; C. Baldoni «L'abisso dell'anima fra simbolismo occidentale ed orientale. Un'angoscia che è tormento interiore ed insieme fonte creativa nel vortice di pietre che si chiamano parole. (2002)»; G. Bárberi Squarotti «...nella nuova accolta di versi, il discorso poetico è intensamente inventivo, fra visionarietà e riflessione, fantasia e concetto. (2006)»; A. Benagiano «. è la coscienza della nostra società, di un mondo senza 'ratio', malato di ipocrisia, di intelligenze artificiali, di intellettualismi vomitati... (2003)» - «La qualità di questa poesia è, del resto, già attestata da voci letterarie insigni, dai anti riconoscimenti di rilievo attribuiti anche alla sua produzione poetica, dal Premio Lev Tlstoj, al Premio Oplonti, al Premio Cità di Scorrano, per citarne solo alcuni. La dimensione del T. ha una sua sacralità troppo alta per lasciarsi permeare da catrastrofismi tecnologici, da visioni rnunciatarie, dalla negatività di una 'voluntas'. (2005)» - [Das Graüe Elend] «T. ha il merito di un'analisi profonda, puntuale ed insieme vibrante, ed anche di aver allargato, non soltant con questo saggio,, l'orizzonte della ricerca culturale e etteraria al di là dell'Occidente. Il suo nteresse si propone come arricchimento per chi si è soffermato a guardare di più verso quel pensiero denominato 'occidentale', trascurando espressioni letterarie pregne di altrettanta profondità e bellezza lirica. (2005)» - [Orfeo al cibermondo] «L'autore considera quel che è la dinamica sociale dal comptiano progresso naturale dell'umanità alle elaborazioni di Sorokin e quindi alla visione di una fnitezza dei tipi trasformativi. E' la sconfitta dell'homo interactivus, la declarata perdita dell'anima o l'assnzione di una finta anima che porta il T. all'acme di un registro di sconfitte, dalle individuali a quelle collettive. (2006)»; M. Cristella «Le liriche di T. a volte sono tufi che vengono scagliati addosso al mondo, per scuoterlo, forse proprio punirlo, dai e per i suoi 'fertili inganni' fferti da 'ricercati imbonitori' e poeti, altre volte sono una anza nel sole, nelle brne, nell'arenaria, fra i fiori e le erbe... (2006)»; M. Dasilva Rio [Orfeo al cibermondo, dalla postfazione] «La poesia di T. è la condizione critca che assume 'coscienza', attraverso l'attività del poeta, di una rappresentazione tendente all'aspirazione di 'voce' letteraria, irriducibile, nuova e necessaria. Il poeta guerriero', di quasimodiana memoria che grida le sue impotenze e necessità, è una voce poetica che si rinnova di continuo, interminabile ed incompiuta, come megafono dela condizione umana. Il poeta è qui 'personaggio antieroe', non romantico, decadente, crepuscolare ma 'resistente' anonimo di un futuro ricattatorio davanti a sé. T.  il poeta più vero del nostro tempo che lotta per una letteratura con un suo ruolo ed idetificazione.»; A. Gruzinov «La poetica di T. è quella delle contraddizoni e del linguaggio simbolico, dell'evoluzione del capitalismo maturo. Nuovo ansie sociologiche e ruolo del poeta nel 'microcosmo' dei versi di questo cantore di fine secolo. (1989)»; P. W.L. Kwok [Orfeo al cibermondo, dalla prefazione] «Il linguaggio della paoesia è successivo: nel discorso lirico è sottesa una dimensione temporale che tratta una contemporaneità smarrita nella 'vertigine' della scienza e tecnologa. Le lirche s distinguono, elevandosi ad alt livelli, per la musicalità, perché non solo le immagini ma, anche, i versi sono stati scelti con cura e ponderazione. L'niverso poetico di T. sembra riflettere su se stesso, contemplare la socità e porre divisioni tra figure e sfondi. In sintesi è un cosmo privo di 'punti di vista' defniti o privilegiati: preferisce esaltare l'insieme.»; "La Gazzetta del Mezzogiorno" «T. ricostruisce l'ebraismo orientale di Franz Kafka. (1989)»; "Literaturen Front" «Un poeta contro il suo tempo borghese ma al centro dei bisogni della società. (1982)»; M. Marcone «Le poesie di T. sono coinvolgenti, forti nell'impianto espressivo e concettuale. (2003)» - «Saggista di rara potenza, acuto critico letterario, poeta di alta affabulazione che nulla concede alle mode, l'autore dissoda senza attenuanti la sua severa visione del mondo e degli uomini, pur serbando amore infinito all'habitat naturale, l'unico capace di suscitare passioni primigenie. E' così che oggi il poeta si fa vate nell'estremo tentativo di drizzare il timone della barca che affonda. (2006)»; L. Nanni [Orfeo al cibermondo] «Liriche che partono da un principio etico e mostrano, linguisticamente, l’incontro-scontro fra una struttura tradizionale e aperture perfino sperimentali, spingendo l’intuizione in territori inesplorati...Una semantica propulsiva libera le occulte energie della parola, procede per tratti labirintici con arditi accostamenti. È forse il poeta portolano (nel senso antico) ‘in un mare d’altri tempi’ o artefice di un nuovo verbo? (2006)»; P. Pantaleo «T. condanna l'equivoco mitologic ed il travestimento della letteratura del Novecento che non risolvono, nel tentativo originale delle correnti futuriste, surrealiste, informali, i mali dei secoli precedenti.» - [Orfeo al cibermondo] «Lo scrittore pugliese affronta il discorso sul rapporto tra poesia e cultura con sequenze ardite ed immagini sugestive che implicano ininterrottamente, le metamorfosi delle strutture estetiche, decomposte nella vitalità dell'arte, che troionfa 'dell'altra caligine' della superstizione tecnologica e dell'indistinto soverchio della superificialità. (2006)»; I. Petkanov «La fervida poesia di T. recepisce la trepidazione e l'affanno della società moderna e ritiene gradita una scintilla lucente che possa illuminare la strada di quella società tanto preoccupata e ansimante. (1989)»; S. Quasimodo «Post-ermetismo e Neorealismo nella poesia di questo poeta moderno e gueriero, che recepisce le ansie dei tempi nuovi e sferza la coscienza della socità. (1967)»; L. Rocco [Das Graüe Elend] «T. nell'individuare ragioni intenzionali e preterintenzionali, nel dare un senso a discorsi 'cifrati' e nell'interpretare il non detto sembra avvicinarsi al critico ideale vagheggiato da Pedullà: il 'fiuto' di Debenedetti, i 'polmoni' di Barthes, le 'parole' d Contini, la 'mano' di Macchia. (2002)»; A. Sciacovelli «Nella poesia di T., Dio vigla nel macrocosmo di tutte le coscenze libere, senza vincitori e vinti, padroni e servi. (1989)»; S. Solmi «La poetica di T. , che considero degno figlio della musa, dimostra una grande disposizione ed una vasta reale sensibilità. (1966)»; G. Spinelli de' Santelena «Possiamo riconfermare in questo poeta quei fermenti della lirica contemporanea da noi già avvertiti in Goethe e Hofmannsthal, l'impeto creativo che regola la vita del poeta. (1989)».

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