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Ugolini

Liliana (Firenze), poetessa, vive a Firenze.

Ha condotto per 16 anni per Pianeta Poesia la poesia performativa e multimediale promuovendo la conoscenza di questa particolare modalità del linguaggio poetico. Questo è documentato, a cura di Franco Manescalchi,e Liliana Ugolini in 3 libri editi rispettivamente dal Comune di Firenze, da Polistampa, da Pianeta Poesia come Documenti 1,2,3 e dal DVD Esemplari percorsi di poesia performativa e multimediale curati da Massimo Mori (2008) per la X Edizione del Festival Internazionale A+Voci. Per 5 anni ha fatto parte del gruppo performativo di Gianni Broi sulla scrittura di Raymond Roussel al Père-Lachaise di Parigi. Ha realizzato il teatro da camera di poesia e opere in versi e musica collaborando con attori, musicisti e performers. Ha iniziato a pubblicare i suoi scritti dal 1993 (tolto una plaquette nel 1980). Fa parte dell'Archivio Voce dei Poeti e del Gruppo performativo Cerimonie crudeli per Multimedia91. È insieme a Vincenzo Lauria nel progetto/manifesto Oltre Infinito 1-2-3-4” (autoprodotto) per una poesia non solo intimistica ma aperta alla scienza e alla tecnologia.

Ha pubblicato diverse opere: Il punto (1980), La balanza scolorata (1993) Flores (1994, con illustrazioni di G. Ugolini), Bestiario (1995, con illustrazioni di G. Ugolini), Fiapoebesie/Vagazioni (1996, con opere di computer art di M. Zoli), Il Corpo. Gli elementi (1996), L'ultima madre e gli aquiloni (1998, racconto in versi), Celluloide (1998, con interventi di G. Coppola, G. Fiume, V. Finocchiaro, F. Arigoni, G. Ugolini), Una storia semplice (1999, con un intervento di R. Hayward), Marionetteemiti (1999, da questo testo è stata tratta una piéce teatrale itinerante giunta ad oggi alla 32° replica), Pellegrinaggio con eco (2001, da questo testo èstata tratta una mise en espace più volte replicata); Imperdonate (2002, con foto della scenografa L. Villani da cui è stato tratto lo spettacolo omonimo), La Pissera (2003, con R. Lo Russo e M.P. Moschini), Spettacolo e palcoscenico (2003, dal quale è stato tratto lo spettacolo omonimo), Delle marionette, dei burattini e del burattinaio (2007), Eterea (2005, con M.P. Moschini), TuttoTeatro (2008), Gli occhi di Prometeo - stereofonia scriabiriana (2009, co-autore Roberto R. Corsi), Gioco d'ombre sul sipario (ut fabula poesis) (2010, postfazione di G. Ferri), La pasta con l'anima / Pasta cu sufletul (2010, co-autori M. e A.S. Cernitu, G. Ugolini), Il Confessionale e l'Apostolato ( i luoghi, le signorine, le bambine) (2010, prefazione di A. Lentini), Cerimonie crudeli 1: Mito e contagio - Scrittura Azione. Omaggio a Joel-Peter Witkin (2010, co-autore G. Primavera, presentazione di A. Borsetti Venier), Oltre l'infinito (2010, 2012, 2015) Cerimonie crudeli (2-2011): Ironia nell'ombra. Antologia 1980-2011 (2011), Figurine (2012, monologhi in versi), Des marionettes (2012), Sororità (dal Diario 2009) ,In Boboli (2013, con foto di Marco Zoli), Cartoons (2014), Appunti sul taccuino del tempo (2016), La Corte degli Arlecchini (2016)

Sulla sua poliedrica attività letteraria è uscito il saggio di Sandro Gros-Pietro Liliana Ugolini. Poesia, teatro e raffigurazione del mondo (2005).

Performances: 2003: Sala Vanni-Firenze- Performance sulle Marionette di e con L. Ugolini. 2003: “Les Pièrres de la Crypte” materiali per una poetica della maschera organizzata al Père Lachaise di Parigi (Francia) da Gianni Broi e Marcello Caly con contributi internazionali. Performance “Marionette” di L. Ugolini con L. e Giovanna Ugolini. 2003: Certaldo, Palazzo Pretorio, istallazione per video e voce a cura di Alessandra Borsetti Venier su documentazione di 4 spettacoli di “Imperdonate” di L. Ugolini. Voce di L. Ugolini. 2003: “Di nuovo” Rassegna d’arte fra neofigurazione e citazionismo a Villa Strozzi (Firenze), “Testa Mozza” di e con Gianni Broi. Lettura di Gianni Broi e di L. Ugolini con la partecipazione di Simona Maionchi. 2004: Per “Margini” al Père Lachaise di Parigi (organizzazione Gianni Broi) è stato presentato “Palcoscenico” su testo di L. Ugolini con Giovanna e L. Ugolini. 2004: Per la rassegna “Parole a caso” è stato di nuovo presentato “ Palcoscenico” alle Giubbe Rosse. 2005: A Fano alla Rocca Malatestiana è stato presentato la performance “ Marionette” e “ Palcoscenico” con L. Ugolini e Gianni Broi. 2005: Parigi, Performance “Le due Maschere” (organizzazione Gianni Broi e Marcello Caly). 2006: Creativa “Maschere” con Giovanna e L. Ugolini e “Eterea” con Maria Pia Moschini. 2006: Parigi, con l’organizzazione Gianni Broi sulla scrittura di Raymond Roussel performance sulla “Bellezza” di e con L. Ugolini.

Suoi testi sono presenti in numerose riviste: Poesia, Il filorosso, Pietraserena, Mito, L'Area di Broca, La brevità speculare etc.; così come sue recensioni: Tarsia, Semicerchio, Il filorosso, Nuove Lettere, Dismisura, Punto di Vista, Poesia, Erba d'Arno, Magazine di New York etc.

Sulla produzione poetica di U. hanno scritto, tra gli altri: G. Bárberi Squarotti «Acume di identificazione del segreto sensuale oltre lo spunto descrittivo sempre tanto limpidamente felice.» - M. Bettarini «Colei che scrive ha di sicuro inteso che la poesia non è (tantomeno per una donna/poeta) semplice sfogo del cuore o dei sensi, morbida memoria del tempo che fu, blando diario in salsa/lingua stucchevole, edulcorata. Poesia è dura essenza di sé, ermafrodita realtà surreale, gioco serissimo e confuso delle carte...» - C. Bello «Il corpo.Gli elementi è un libro di poesia orientato alla sonorità, ricco di omoteleuti, di assonanze, di stridori tra parola e immagini. È una raccolta che coniuga lucidamente usi metaforici e concreti del linguaggio, usi comunicativi e salti semantici, di significato. Versi che accostano il fatto al concetto, l'oggetto fisico, sensibile, all'idea, il concreto all'astratto.» - A. Cappi «Citazioni, piccoli incantesimi, fluenti note, memorie fantasmagoriche, ouvertures, ritmi, segreti accadimenti, dolci loquele vengono accolti dall'aria che li accorda e loro dà voce e ne gratifica la lettura.» - D. Cara «Incombe nell'astuto poemetto Pellegrinaggio con eco una passione mai prima d'ora rievocata, una memoria insistita ed elettiva e il richiamo continuo fino alla fine dei suoi versi che viaggiano con lei su sentieri interrotti, immersi in una narratio molesta, che contrasta le sonnolenze post-crepuscolari di tanta poesia italiana incapace di ribellione e forza d'urto epocale.» - R. Carifi «...una silloge [Bestiario] costruita in modo complesso, con linguaggio tutt'altro che elementare dove un posto di rilievo occupano la riflessione e il pensiero.» - M. Chiamenti «...è un volumetto [Fiapoebesie/Vagazioni] ben congegnato: poesie associate a fiabe e poesie associate a ouvertures d'opera. Tutti, dunque, rigorosamente, prodotti squisiti della grande cultura europea del secolo scorso ... perché la poesia è (anche) questo, è memoria, macchina del tempo e modo per ricordare le cose passate...» - G. Cusatelli «Lo stile sviluppa e arricchisce per spessore ermetico e simbolista, quello già collaudato nei Flores» - Gio Ferri «La materia verbale dei Flores è densa e forte, il ritmo serrato, la straneazione totale.» - L. Fontanella «I fiori sceverati in tutta la loro creazione visiva e speculativa di riporto, con un'attenzione da parte della U. a tratti minimale, iper-analitica che dilata l'oggetto a dimensioni metafisiche d'indubbia rapinosità.» - S. Lanuzza «Aperto spazio teatrale, il testo pluriespressivo e multicolore quanto i costumi, le posture, i soprassalti emotivi, modulatissimi, degli attori che lo interpretano, assume un plastico valore d'uso ai fini della sperimentazione d'una peculiare "poesia scenica".» - R. Lo Russo «Interessante la movenza ritmica dei versi e la proposta di un linguaggio accattivante, ricco di immagini del quotidiano trasfigurate e di immagini, invece, desuete che prorompono, con sorpresa, nel parlato familiare.» - M. Luzi «Levità e acume si interessano, le parole e i segni si appuntano e si compenetrano.» - G. Maleti «…pur nella sua complessità, questa poesia è stesura lineare del pensiero, in una formulazione di immagini spesso utilmente astratte (immagini, cioè, che di gran lunga superano il reale e il sentimentale)…» - G. Manacorda «La U. ha battuto una linea tutta sua lungo la quale il dato appena iniziale trova il suo inveramento.» - F. Manescalchi «Caos, caos, cosa sono qui in un unicum sorretto da moderna sapienza di indagine del proprio es.» - C. Mezzasalma «Come il personaggio di Palomar, nell'omonimo e bellissimo romanzo di Italo Calvino, la voce poetante di queste poesie di U. sa non potrebbe mai soffocare in sé il bisogno di tradurre, di passare da un linguaggio all'altro, da figure concrete a parole astratte, di tessere e ritessere una rete di analogie tra la parola viva e la vita.» - P. Pettinari «Un mondo completamente onirico in cui l'io è invisibile e ha la conicità di certi emblemi seicenteschi, magari rielaborati da un pittore cubista, in cui ogni elemento rimanda a qualcos'altro.» - G. Pontiggia «Invenzioni vivide e lievi, sempre bloccate in una costruzione nominale che non ne annulla ma anzi ne prescrive l'interna tensione, le modalità.» A. Satta «Poesia 'elementale', materica, laicamente sapienziale quella di U. Il corpo e gli elementi con opere di grafica al computer di M. Zoli ricorda a tratti certa produzione di Zanzotto (Il Galateo in Bosco e Fosfemi) con una tensione linguistica ripartita tra fuga concettuale e parlato, tradizione colta e popolare.» - A. Spagnuolo «... Il raccontarsi nel fascino di cui sono intrisi gli strabilianti aspetti del mondo della fantasia, cercando di sovrapporre la parola armonica e bilanciata, pronta all'incrinarsi dell'inesauribile tormento di una drammatica opposizione alla quotidianità onnivora, diviene in queste poesie una plastica significazione della universalità delle iperboli dei paradossi, della evanescenza del ritmo sulla indefinibilità del cosmo.» V. Vallini «Costringersi in una cornice può essere un elemento in più per sentirsi liberi. Liberi di spaziare all'interno, di trovare veicoli, assonanze, associazioni d'idee pur o proprio in virtù del ristretto orizzontale. le cose, le concrete cose e animali diventano scandagliati a volte con tecnica iperealistica un concatenato susseguirsi di libere associazioni, di rimandi, di testi pre-testi per un ricco ventaglio lessicale e linguistico.» - A. Ventura «…che fonde i due motivi conduttori della poesia di U. [sono] l'osservazione della realtà (osservazione acuta, attenta scevra da qualunque pregiudizio) e il gusto della parola.».

Ha lavorato per 45 anni nell'oggettistica d' Arte. Tutte le opere e i carteggi sono consultabili presso il fondo Liliana Ugolini all'Archivio di Stato di Firenze - Archivio per la memoria e la scrittura delle donne Alessandra Contini Bonacossi e una parte all'Archivio Voce dei Poeti settore multimediale alla Barbagianna, una Casa per l'Arte contemporanea.

web www.lilianaugolini.it
www.multimeia91.it

e-mail                lilianaugolini@vodafone.it

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