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Vailati

Alessio (Monza 1975) poeta, laureato in giurisprudenza, vive a Sesto San Giovanni.

Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia:

L’eco dell’ultima corda (2008), Sulla via del labirinto (2010), Sulla lemniscata – L’ombra della luce(2017), Piccolo Canzoniere privato (2018, Premio Poeti e Narratori per caso 2019 e finalista al Premio Marineo 2018), Orfeo ed Euridice (2018), Hirosaki (2019, plaquette), Il moto perpetuo dell’acqua(2020, prefazione di Paolo Ruffilli), Lungo la muraglia (2020).

Sue poesie compaiono in diverse antologie e sul sito Italian Poetry.

Hanno scritto sulla sua poesia:

Diana Battaggia [dalla prefazione a Sulla lemniscata – L’ombra della luce] «Nel percorso poetico di Alessio Vailati si ravvede un intreccio di linee, corde e fili che tesse la trama fitta della sua poesia, dove l’ordito è la pacata e profonda riflessione. […] Nella sequenza dubitativa, resa da Vailati con estrema eleganza e avanzata ricerca linguistica, affiora sempre con maggiore evidenza un rapporto di relazione certo, di equilibrio in opposizione alle inquietudini…»

Elisabetta Brizio [Il moto perpetuo dell'acqua] «Ma i testi di Vailati non si possono leggere a frammenti. Solidi, organici e coesi come sono, da lambire – anche nella liquidità sottesa al moto perpetuo dell’acqua – una neoclassica impassibilità, o viceversa un manieristico gusto dell’enigma, tanto più nebuloso quanto più è compiuto e fitto di richiami da decifrare e di elementi da ricomporre.»

Flavia Buldrini [Il moto perpetuo dell'acqua] «Tutto si slancia e s’india verso un’eternità che veleggia trascendendo la forza di gravità dell’umana miseria. Il pertugio tra le crepe della Storia consente di gettare lo sguardo sugli scrigni chiusi ermeticamente che celano i segreti. Trascorrono le immagini come affreschi di mosaici ove si depositano i sedimenti preziosi. L’empito di rivolta si risolve in tragico scacco, mentre si ostina “il brandello di vita che resiste / con fatica all’erosione, il vessillo / scagliato contro il nemico più crudele.” (Città fantasma). Alessio Vailati con i suoi versi evoca la suggestione maliosa de Il moto perpetuo dell’acqua che riecheggia la profondità degli abissi interiori e il mistero di questa “vicissitudine sospesa.»

Marisa Cecchetti [Il moto perpetuo dell'acqua] «I versi di Vailati cercano sempre la luce, la indagano su tutte le superfici – la distesa marina, gli scafi, le vele, la sabbia, il cielo col suo mutare nelle ore e nelle stagioni. Il mare gli offre lo spettacolo più ricco, con una “visione estatica dell’acqua”, nei montaliani mattini di cristallo, nelle voci che si moltiplicano come un sottofondo musicale che si associa all’onda, nella “smemoratezza estiva”, nella “sbornia estiva” della giovinezza.»

Stefania Crema [dalla prefazione a L’eco dell’ultima corda] «Vailati ci propone il fluire del tempo come personificazione della vita dell'uomo per rivolgersi infine all'eternità, come superamento dell'esistenza quotidiana, al di là del giorno e della notte. Lo scopo ultimo è quello di giungere a un equilibrio, a una stabilità immemore e infinita.»

Elisa Davoglio [Il moto perpetuo dell'acqua] «Alessio Vailati cerca di penetrare nell'impenetrabile attraverso una scrittura che è insieme concisa e pregna di dolcezza, che si fa espressione dell’immanente non svelato ma in perenne, tumultuosa ricerca di sé. Un “volto nella cenere” che condensa in immagini di statico movimento il conflitto interiore che si agita in azioni fatte di consuetudine ma che proprio nella loro apparente semplicità raccontano lo strazio dell’ineluttabile, dipanato in piccoli quotidiani gesti. Particolarmente da sottolineare nella poetica dell’autore è la struttura semantica e la capacità di raccogliere in versi brevi una intensa emotività suggerendo al passo del suo potere immaginifico la cadenza di sempre più grandi interrogativi.»

Carlo di Francescantonio [Hirosaki] «Alessio Vailati, torna con una plaquette minima un anno dopo aver dato alle stampe Orfeo ed Euridice e di fantasmi si parla già nel titolo Hirosaki (interessante composing da Hiroshima e Nagasaki) e nella tragedia che viene ricordata (rimessa in scena, ancora una volta e mai abbastanza), a memoria di un dramma umano che, nonostante tutto, sembra ripetersi sotto altre forme non meno atroci. Leggendo le poesie, poche, undici in tutto, scorrono nella mente immagini in bianco e nero, di miseria – fatica – sopravvivenza – speranza, una sorta di caleidoscopio neorealista esistenziale acuto quasi incredibile (viene gelida la domanda:ma è accaduto davvero?) eppure Little Boy quasi ogni giorno ci esplode ancora accanto, senza scalfire la nostra comune indifferenza, il nostro così essere attaccati a ritmi cannibali e sempre meno umani nei confronti del dolore e del disastro che mettiamo in piedi. E così, seppur protagonista la Seconda Guerra Mondiale, diventa discorso indiretto per raccontare l’uomo, il corpo fragile che muove, passo dopo passo, dentro quello che resta del mondo. C’è tanto materiale di riflessione, nonostante la brevità del libro: spazi vuoti – fantasmi – scenari che non si vorrebbe avere, perché generati da una furia umana che diventa disastro anche per i posteri, ma mai come oggi si avverte il bisogno di memoria e riflessione, di prendere nuovamente atto delle brutture del passato e di impegnarsi affinché non si ripetano.»

Stefano Leoni [L’eco dell’ultima corda] «Trovo in Vailati un linguaggio suadente, elegante, di chi ancora sa coniugare la ricercatezza del suono e la rappresentazione di immagini che stanno “fuori dal tempo”, di chi apprezza il pensiero puro e l’indugio su temi fondamentali, di chi non teme di porsi a margine di una stagione che raramente offre spazi diversi dalla cronaca e dalla rappresentazione letterale del mondo.»

Luciano Nanni [Il moto perpetuo dell'acqua] «Che Vailati sia esperto di metrica lo si nota in diversi punti particolari, utilizzando la sineresi o la dialefe. In genere i versi sono piani, più raramente tronchi o sdruccioli. Questo però non esclude una qualità creativa che la tecnica semmai porta al massimo grado.»

Raffaele Piazza [Orfeo ed Euridice] «Cifra essenziale della poetica di Vailati espressa nel volume è la sua vena neolirica che spesso sfiora l’elegiaco e non poteva essere diversamente vista la materia trattata. Si avverte nel leggere i versi il senso di un sogno ad occhi aperti che produce nel lettore emozioni forti e sentite. Nel linguaggio di Alessio emergono nitore e chiarezza e lo stesso linguaggio presenta una forte patina classicheggiante che s’inserisce in atmosfere dal tono fiabesco. I versi, che sgorgano fluidi come da una sorgente, sono connotati da una grande musicalità e da un ritmo incalzante e sincopato. Si ritrovano spesso squarci naturalistici rarefatti e si respirano atmosfere teatrali nei dialoghi tra i due innamorati corredati da didascalie in versi per la qual cosa il libro potrebbe essere letto come una sceneggiatura. Una cadenza cantilenante produce una melodia incantatoria nell’affondare nelle pagine.»

Anila Resuli [dalla prefazione a Sulla via del labirinto] «Una poesia molto tormentata quella di Alessio Vailati, con tratti che paiono sussurri silenziosi, quasi urlati, talvolta, perché vivo rimane sempre l’animo del poeta; una poesia con aulicità moderna che a tratti sorprende per come, anche nelle immagini più fievoli, evidenzi una forza intrinseca, turbolenta, fantastica.»

Paolo Ruffilli [dalla prefazione a Il moto perpetuo dell’acqua] «Così la poesia di Vailati si fa veicolo immaginoso attraverso una cadenza e un ritmo di natura musicale che penetrano in profondità. Non opera per astazione, ma concretamente dentro e attraverso le cose che nomina e ha come protagonista sempre la persona, che continuamente si misura e confronta con l’altrove che sta dentro ciò che nomina. Il fascino risiede in primo luogo nella scrittura che la plasma e in quella incantata limpidezza di linguaggio che rinnova nel miracolo ogni volta la trasparenza aurea della realtà che si rivela come una splendida sfinge, che affascina e intanto suscita domande senza risposta.»

Antonio Spagnuolo [Il moto perpetuo dell'acqua] «Scrittura che avvia al ripensamento, che si presenta con un aspetto estetico di corretta fattura, nella sua versificazione che si compatta ampiamente con gli slanci dell’immaginazione, avventura ed azzardo ad oltrepassare il limen della nostra vicenda umana.»

Emanuele Spano [dalla postfazione a “Orfeo ed Euridice - o della Poesia perduta] «Se è vero che le possibili letture, le interpretazioni possono essere le più diverse, resta la parola di Vailati, la sua abilità nel giocare con i generi, con il linguaggio, con l’intonazione a ricordarci , ancora una volta, quanto la poesia possa essere duttile e malleabile, quanto non esistano confini o limiti, come in fondo il “canto” sopravviva a chi l’ha pensato e viva in un presente eterno, al di sopra dei nostri fragili presenti.»

Email: Alessio.vailati@alice.it

Sito: https://alessio-vailati-poesie-libri-riflessioni-e-letture.jimdosite.com/
Pagina personale: http://www.italian-poetry.org/alessio-vailati/

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