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Presentazione a
Quando s'apre palude di cielo
di Angela Ambrosini

Luigi Alfiero Medea

«Una Silloge intensa, con contenuti forti e vibranti, ritmati da uno stile di grande efficacia, che utilizza simboli e metafore per descrivere la dura realtà esistenziale, senza indulgere, però, al pessimismo, ma aprendosi alla speranza».

Questa la motivazione della Giuria, composta dal critico letterario, prof. Vittoriano Esposito (Presidente), dalla poetessa e operatrice culturale di Prati di Vezzano Ligure (Sp) Ines Betta Montanelli, dalla prof.ssa Angela Filena Farina e dall'Editore Renato Cannarsa di Vasto, per il primo premio, attribuito alla presente raccolta poetica di Angela Ambrosini.

Un significativo riconoscimento, da parte dell'Histonium, ad una poetessa di grosso spessore letterario, che da tempo sta collezionando premi e positivi consensi in tutta Italia.

L'Ambrosini non fa mistero sulla visione che ha della vita umana, da lei considerata come un "antro / tetro", che appesantisce il cammino, brucia i sogni e "inasprisce battito su battito la ruota / dei giorni".

In altri testi emergono le difficoltà, vissute da persone, conosciute o in­contrate dalla poetessa: il vacillare delle speranze e delle umiliazioni di Giuseppe "ventenne vecchio e randagio", che è stato costretto a barattare "il suo nome / algerino per una manciata d'avvenire"; il triste destino di una badante, che ha dovuto lasciare la patria, inghiottendo "larve di vita, di affetti, / di addii"; l'inviolata agonia dell' arnica Maria.

Eppure, oltre i passi incompiuti e la morsa stretta dei lutti, s'insinua "prezioso" nel testo l'anelito della poetessa a ritrovare con tutta la sua forza interiore, sorretta da un'autentica fede, un sentiero sommerso che le dipani "bava d'infinito".
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