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Gabriele Bacilieri
Dal 1970 al 2001 insegna negli Istituti superiori serali
padovani ed ha modo di “osservare da un punto di vista privilegiato i
differenti ‘sessantotto’ di chi contesta e fa il rivoluzionario di giorno, senza
problemi di vitto e alloggio, e di chi prima di fare la rivoluzione deve
lavorare per vivere. Rari sono i ventenni ‘diurni’ che hanno l’onestà critica di
asserire che l’orgia di anarchia famigliare, sessuale, scolastica, istituzionale
è follemente inebriante per sé stessa; i più sentono il bisogno di
giustificazioni libertarie che non reggono ad una critica serrata. Gli studenti
adulti delle serali, invece, hanno come un fondo inconscio che li rende molto
pratici: sanno che è più facile distruggere che costruire; sembrano meno
idealisti e sognatori ma più ricchi di sete vitale. I due filoni della stessa
generazione vanno avanti paralleli fino agli anni ’90: dai primi anni Ottanta
sbucano i paninari e su su fino ai no global”.
Nel 2001 lascia l’insegnamento e torna alla scrittura, attività a cui si era
dedicato nei primi anni Settanta (in concomitanza con la nascita della prima
figlia), come collaboratore del “Gazzettino di Padova” per la critica musicale e
teatrale e coautore di sceneggiature cinematografiche. Nel 2003 pubblica il
romanzo Suoni e ultrasuoni.
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Suoni e ultrasuoni
Editrice Nuovi Autori, Milano 2003, pp. 352.
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