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Il tempo dell'attesa
brevi note critiche
Luciano Nanni
in: Punto di Vista, n. 46/2005:
Poesia. La raccolta dimostra come il
poeta, senza tradire la spontaneità dell’ispirazione, affidi la parola creativa
a una forma in cui l’eco dei classici può certo ritrovarsi, ma si prefigura
personale grazie allo stile: taluni incipit infatti sono rilevanti per purezza
espressiva e/o descrittiva e per il ritmo (numerosi gli endecasillabi), per es.
‘Veniva da un’onda remota il suono’ (Parole di ombre) o ‘Cade il suono
dell’ora dai salici bianchi’ [7+6] (Pareti di ombre), caratteri che non
si disperdono ma fissano immagini e traslati la cui bellezza rimane nel tempo.
Paola Lucarini Poggi
(Firenze, 4 agosto 2006):
Il tempo dell’attesa” si rivela libro
“pensoso”, maturato al fuoco di esperienze profondamente sofferte, in una
stagione – direi – di attenti bilanci da valutare Sono pagine che invitano alla
riflessione, in questo senso coinvolgono molto il lettore stimolando a fare
altrettanto: passi coraggiosi per raggiungere il cuore intimo di se stesso. Di
pena e di dolore è tramato il testo, così denso di addii accorati, e tuttavia
soavemente limpidi.
Redazione
in: Il Convivio n. 13/2003
Bruno Bartoletti, quasi una vita
intera spesa per la scuola, gli studi, la poesia, è nato a Montetiffi di
Sogliano al Rubicone (FC), dove tuttora risiede. Laureatosi nel 1967 in Materie
Letterarie, presso l’Università di Genova, con una tesi su Giovanni Pascoli,
dopo una breve esperienza come assistente ordinario di letteratura italiana
presso l’università degli studi di Torino, si è dedicato all’insegnamento
svolgendo in seguito la funzione di preside negli istituti tecnici. Si iscrive
nel novembre del 1977 all’Università d’Aix en Provence, per conseguire il
Dottorato di ricerca del terzo ciclo d’Etudes Romanes, nella sezione d’Etudes
Italienne, con uno studio sui “Miti e Simboli in Dino Campana”.
La poesia è stata sempre il soggetto
principale dei suoi interessi, sia come studioso, sia come autore, ma solo da
alcuni anni ha cercato di dare una organizzazione più completa ai suoi scritti,
pubblicando nel 1997, per conto di Libroitaliano - Editrice Letteraria
Internazionale, Ragusa, il suo primo volume dal titolo “Trasparenze - Frammenti
di Memorie”, Premio selezione poesia 1996. È presente con nove liriche
nell’antologia “Santarcangelo della poesia” uscita nel 1998, per conto di Luisè
Editore, Rimini. È presente nell’antologia “Poeti nel Mondo” e nella relativa
traduzione in inglese, Libroitaliano 1998, e in numerose altre antologie. Sue
recensioni e disanima di alcuni testi sono apparse sulle riviste: La Rocca
Poesia, Oggifuturo, La Nuova Tribuna Letteraria, Il Convivio, L’Alfiere. È
inserito nel sito web: www.literary.it/ali/bruno.bartoletti e nell’Atlante
Letterario Italiano. Dal 1997 ad oggi ha ricevuto numerosi e qualificati
riconoscimenti nazionali e internazionali.
Ha
pubblicato: Trasparenze, Frammenti di memorie, Ragusa 1997. Le Radici, Milano
2000. Parole di Ombre, Reggio Calabria 2001. Ha istituito il premio nazionale di
poesia “Agostino Venanzio Reali”, giunto quest’anno alla sua seconda edizione.
Nell’anno in corso (2003) ha vinto il primo premio nel Concorso Nazionale di
poesia “Il Golfo”, con la seguente lirica:
Mi dilaga nell’animo la selva
Mi dilaga nell’animo la selva
dei pensieri tra spigoli di mura
di questo borgo chiuso al suo silenzio.
Il freddo non dà tregua, taglia la macchia
brulla, scopre la montagna e scende
tra queste quattro case, screpola la pelle,
penetra. E oscure apparizioni lasciano
presagi incerti sulla selce ove gioca
un riflesso d’acqua e mutamenti.
Tempo che fu raccolgo dalle ceneri
del vento, grani di giorni uguali,
come uguale è questo sentimento
che preme come un lume sotterraneo
tra maceri di lacrime e di foglie.
Ciò che regna è un silenzio d’altri tempi,
di tenebre, di cose, oggetti sparsi
su una materia opaca, invisibile,
che il cuore non ravviva, muore.
Sono i piccoli specchi in cui si frangono
sembianze sconosciute, presagi
inafferrabili di cenere e di assenze,
è la parola oscura, senza voce,
eco perduta nella polvere e nel vento.
Il mio tormento è risorgere ogni istante,
è vivere e durare oltre quest’attimo.
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