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Antonietta Benagiano, autobiografia

Antonietta Benagiano, scrittrice, poeta e saggista italiana di terra jonica (è nata a Massafra, dove vive), ha, al momento, al suo attivo (tra romanzi, racconti e saggi, sillogi poetiche e drammi) una ventina di libri pubblicati. Brevi saggi sono inoltre presenti nel sito Literary (alcuni stazionano ‘in evidenza’ alla homepage), in quotidiani e riviste letterarie e d'arte di confermato prestigio, insieme a tanto altro materiale, frutto della sua attività di critico, della partecipazione a eventi culturali, anche a Convegni e attività dell'Istituto Italiano di Cultura di Napoli, il cui Comitato scientifico l’ha più volte dichiarata vincitrice del l Premio Nuove Lettere .

Lo stesso Istituto l'ha, tra l'altro, insignita nel 2008 del Premio alla Cultura e nel 2014 della onorificenza di Scrittore benemerito, inviando inoltre alla Biennale Internazionale di Poesia di Alessandria la poesia Mercato tratta dalla silloge Multa paucis. Di formazione classica non escludente l’amore per il sapere nella accezione più ampia, con un percorso scolastico e universitario alquanto ostacolato da problemi familiari (ma non privo di gratificazioni: tra l’altro l’illustre prof. Adriano Prandi, allora Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Bari, le proponeva di divenire sua assistente), già docente nei Licei (con l’entusiasmo di porre in atto il docere come ardore verso il sapere da inculcare nelle giovani menti insieme alla consapevolezza della nostra limitatezza a difesa da sciocco orgoglio, quindi propensione per l’altro nella sua diversità biologica e psico-intellettiva), ama sin dalla giovinezza esprimere anche attraverso la parola scritta il suo mondo meditativo e poetico, rinnegando topoi ritriti, sentimentalismi, banalità e sciatterie fatte passare per spontaneità.

Giorgio Bárberi Squarotti, a proposito de La soluzione, tra l'altro scrive: "... dramma originalissimo come argomento, impostazione e linguaggio. E’ un’opera di intensa speranza e fiducia e amore in contrapposizione a scienza astratta e razionalismo arido…” E su Berlino-Roma e viceversa annota: “… romanzo molto ben costruito, molto elegante e suasivo quanto a scrittura, e molto avvince nell’alternanza di storia e di vita, d’amore e di pensiero, lungo gli anni e le tragedie e le inquietudini e gli errori della nostra Europa, fino all’attualità più difficile e contraddittoria. I personaggi sono fissati con alacrità e con ironica malinconia (se posso usare questo ossimoro)… “.Roberto Pasanisi così conclude il Saggio introduttivo alla silloge poetica Multa paucis (libro nel 2014 inviato dall’Istituto Italiano di Cultura di Napoli alla Fiera Internazionale del Libro di Francoforte): "... la sostanza più profonda di questa poesia resta comunque lirica e sentimentale: è il dolore leopardiano del poeta che ci propone l’altro versante dell’analisi del mondo, quello delle emozioni turbate e della bellezza ferita. E' una Weltanschauung, quella della poetessa di Massafra, che mira a una conoscenza e a una denuncia della realtà mediante lo strumento della poesia: ovvero l'intuizione, la percezione immediata e immaginosa, l'espressione iconico-verbale petrosa attraverso un universo di poesia che racconti, con accenti accorati -talora sommessi, talaltra rabbiosi- la deriva inesorabile del mondo, la fiamma di un'antica civiltà che nell'inciviltà ed in un esiodeo ritorno al chàos primigenio sta spegnendo -sotto la guida impersonale e imperscrutabile dei fati- per sempre se stessa”. E lo stesso Pasanisi, nella Postfazione alla silloge narrativa Fermare il tempo, pone in rilievo la particolarità della scrittrice “in tempi non solo, non tanto di ‘prosa debole’ (come si potrebbe chiamare riprendendo un sintagma da tempo vulgato in filosofia), ma proprio di ‘para-letteratura’ (come dicono i Francesi)”.

Un pensiero che, come tra l’altro scrive Giorgio Bárberi Squarotti nella nota a Multa paucis, “è sempre appassionato fino alla luce piena della rivelazione del vero”. “Scrittrice di proteiforme versatilità –la definisce Lorenza Rocco nella recensione al suddetto romanzo-. Una conferma della radialità della scrittura, che rifugge dai paletti dei ragionieri dei generi letterari, se l’ispirazione nasce dall’esperienza di vita e si sostanzia di creatività, di cultura, di arte”. tipologia letteraria con cui l’autrice si presenta, si incontra sempre una bella sorpresa, e sorprendente è anche questo romanzo che –raccontando di un amore che riesce a superare tempi, luoghi e difficoltà- risulta innovativo come impostazione, pur nel tema per così dire ‘tradizionale’. Novità di forma, poiché gli otto capitoli si articolano in ‘strutture’ che stimolano la lettura e la rendono varia e interessante, grazie al pensiero divergente. Sulla vicenda dei due protagonisti, poi, si stende la trama degli anni –si ha persino l’impressione di una ‘sincronia’ narrativa- e il fascino dei luoghi, cui si aggiunge l’eleganza dello stile… ”.

E Francesco di Ciaccia evidenzia nel saggio Simone Weil. Il dominio della Forza e la Libertà “ il pregio della chiarezza… un taglio investigativo. L’interrogativo iniziale è di natura teorica, filosofica: il problema se “il nostro tempo” sia “abitabile”; l’interrogativo finale è di natura biografica, fattuale: l’ipotesi che Simone Weil abbia scelto di abbandonare questo mondo… perché lo riteneva “inabitabile”. Con il medesimo sguardo critico l’autrice espone il pensiero di Simone Weil, sia in campo sociale, sia in campo politico-ideologico… fa anche capire un’altra caratteristica fondamentale di Simone Weil: il primato dell’esperienza pratica sulla astrazione teorica…”. Svariati critici (in Literary diverse recensioni) pongono, tra l’altro, in rilievo il particolare pensiero volto a un meditare filosofico. La constatazione della realtà del male s’allarga agli universi segnati da sofferenza e morte, una “deriva del mondo… (per richiamare Roberto Pasanisi) dolore leopardiano del poeta che si propone l’altro versante dell’analisi del mondo, quello delle emozioni turbate e della bellezza ferita”. Dolore senza esiti nichilistici o di rassegnazione: la speranza diviene quasi dunamis di denuncia, sentimento costruttivo di una umanità autentica. Antonietta Benagiano scrive sin dalla giovinezza, ma per decenni il dubbio se cestinare o pubblicare produce, ipercritica in primis nei riguardi di sé, la prima azione; poi qualcuno casualmente legge, vivamente la sollecita a pubblicare, a partecipare ai concorsi. Lascia trascorrere ancora degli anni, alfine si decide, e l’apprezzamento di quanto andava proponendo (tanti primi premi di rilievo nel quinquennio di partecipazione –pur nel trionfo della “para-letteratura”- , inoltre vari premi alla cultura, onorificenze e altro ancora, e literary ne serba, in parte, memoria) ha come effetto anche le prime pubblicazioni, e alcune sono premi editoriali che riscuotono consenso nel corso di eventi culturali nella capitale e in altre città d’Italia.

Ma sue opere saranno in seguito accolte anche da riviste e istituti di cultura esteri o verranno dal Prof. Roberto Pasanisi, nel corso della sua docenza alla Università MGIMO di Mosca, proposte agli studenti per approfondimenti tematici. Tra le successive pubblicazioni, presentate in sedi istituzionali di cultura con grande interesse di numeroso pubblico anche di giovani, i saggi Simone Weil. Il dominio della Forza e la Libertà (Wip Edizioni, Bari 2009, Nota in quarta di Giorgio Bárberi Squarotti, Premessa dell’autrice) e Quale Patria? (Wip Edizioni, Bari 2011, nuova edizione 2012, Nota in quarta di Roberto Pasanisi), i romanzi Anormalità normale (Besa Edizioni, Nardò-LE 2007, Premessa dell’autrice) e Berlino-Roma e viceversa (Besa Edizioni, Nardò-LE 2014, Nota in quarta di Giorgio Bárberi Squarotti, Premessa dell’autrice) , le sillogi di racconti Fermare il tempo (Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, Napoli 2003, Prefazione di Gaetana Rogato, Postfazione di Roberto Pasanisi) e Focolari (Wip Edizioni, Bari 2009, Premessa dell’autrice), i drammi teatrali Nel cosmo (Antonio Dellisanti Editore, Massafra-TA 2005, Premessa dell’autrice) e La soluzione (Wip Edizioni , Bari 2011, Nota in quarta di Giorgio Bárberi Squarotti), le sillogi di poesia Poetiche sinapsi (Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, Napoli 2008, Prefazione di Roberto Pasanisi, Premessa dell’autrice) Di quell’amor… (Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, Napoli 2012, Nota in quarta di Giorgio Bárberi Squarotti, Prefazione di Roberto Pasanisi, Premessa dell’autrice) Multa paucis (Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, Napoli 2014, Saggio introduttivo di Roberto Pasanisi, Nota in quarta di Giorgio Bárberi Squarotti, Premessa dell’autrice). Per le celebrazioni del centenario della Grande Guerra è stato ristampato a sé stante il racconto Il quaderno del fante (Tipografia “La Tecnografica, Massafra, novembre 2015), tratto dalla silloge narrativa Fermare il tempo. “Avvincente” : il giudizio dei lettori. A completamento le opere pubblicate anteriormente: sillogi poetiche Appunti al tramonto (Antonio Carello Editore, Catanzaro 1998, Premessa dell’autrice) Vento nelle mani (Edizioni dell’Accademia dei Micenei, Reggio Calabria 2001, Prefazione di Michele Alemanno) Invano cerco (Spring Edizioni, Caserta 2001, Prefazione di Francesco D’Episcopo) Dove il mirto… (Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, Napoli 2002, Prefazione di Maria Peruzzini); saggi E’ l’amor uno strano… (Edizioni Passaporto, Roma 2000, Prefazione di Giuseppe Mario Tufarulo) e Nikolàj Stepànovic^ Gumile:v acmeista romantico (Edizioni Pensiero e Arte, Bari 2004, Prefazione di Giuseppe Mario Tufarulo); romanzi brevi Neppure soffrendo (Edizioni Passaporto, Roma 2000, Saggio introduttivo di Pasquale Pantaleo, Postfazione di Clementina Magliulo Podo) e Patér (Edizioni Passaporto, Roma 2001, Saggio introduttivo di Pasquale Pantaleo, Postfazione di Giuseppe Mario Tufarulo). Dal finire dello scorso secolo ai tre lustri del nuovo millennio ha, in minima parte, tradotto sulla pagina ciò che, a livello di pensiero/ sentire, vive nel suo imo: non è semplice invenzione il verso o la pagina, esiste già, attende la vis della ispirazione, del porre in atto con originalità, senza sbavature concettuali e di forma quanto pullula nella mente e nel cuore. Deve, purtroppo, fare anche i conti con tanto altro ancora che incombe nello scorrere quotidiano, con la disponibilità di tempo per quel che si ama, non a tutti concessa in sorte.

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