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Prefazione a
Fermare il tempo

Gaetana Rogato

Nei racconti della Benagiano, autrice dotata di sottile sensibilità e che ha il merito di farsi apprezzare per la vivacità immaginativa, scorgiamo una semplicità che colpisce per la sua forza e per la capacità di cogliere aspetti reali di una quotidianità affannosa e incerta.

Le emozioni che vengono fuori dai racconti, diversi tra loro, ma tenuti insieme da un unico filo conduttore rappresentato dalla difficoltà di vivere, rendono tutti insieme conto di quanto possa aiutare il nostro vivere se stimolati alla riflessione.

Nella lettura siamo guidati dalla vibrante mano dell’autrice che, con crescenti capacità liriche, ci accompagna attraverso tematiche complesse: dalla morte, all’amore, alla distruzione di mondi possibili (Escrescenza, Redeuntes, Irrefrenabile brama).

E il titolo, che dà anche il nome ad uno dei racconti, parla chiaro: questa raccolta è dedicata al tempo, e le storie che la compongono offrono al lettore il piacere di una scrittura scorrevole e ritmata, scandita con abilità intorno alla consapevolezza propria di tutti i protagonisti della mutevolezza e dell'incostanza della vita. Non è tanto l’intreccio delle storie a conquistare la centralità del nostro riflettere e a scandire la narrazione, quanto le inquietudini dei protagonisti.

Gli spazi dell’anima sono colti nella loro completezza e mettono in risalto un’umanità disillusa, affaticata dalle quotidiane perplessità, nella quale «bisogna proteggere anche i ricordi». Un raccontare nel quale si trovano certamente accenti di struggente malinconia (Fermare il tempo) e di rimpianto (Coincidenze) che costituiscono la ‘materia prima’ di angosciose domande ma che qui, sono come stemperate e ammorbidite. Forte di tale consapevolezza, l’autrice raramente si abbandona ad un descrivere puramente estetico; al contrario, anima i suoi racconti di impressioni, voci e metafore, tutte ispirate al tempo che incastona i luoghi della memoria e dell’immaginazione in parole che, come specchi bizantini, sembrano fatti di rame e di oro, restituendo così al lettore figure spesso inafferrabili. Allo stesso tempo, e con la stessa intensità, ci mostra un mondo che va in pezzi e, in questa sua frammentazione ne focalizza l’immagine veritiera.

Ci presenta dei personaggi che vivono le loro storie gli uni accanto agli altri, e che nel contempo, appaiono separati: una serie di riflettori costruiti per guardare il mondo dal suo interno, puntati su «enormi schermi sui quali scorre la loro storia».

Il tema della memoria - tanto caro all’autrice – non è mai solo accennato e, a seconda dei diversi racconti, diventa più manifesto; è recupero, attraverso luoghi e voci, di istanti di vita; ponte tra un passato e un presente altrimenti impenetrabile; attimo di dolcezza senza retorica o compiacimento malinconico: «...a volte basta fermarsi un attimo a riflettere, a ricordare l’amore che c’è stato per ricominciare. Quando c’è stato si può ritrovare. La preziosità dimenticata per lungo tempo improvvisamente riappare. Sì, vale la pena fermarsi, pensare al calore dimenticato... riscoprire noi stessi. Solo ciò che non è stato non si può ritrovare...».

In Voi non morrete ci dà conto della sua visione esistenziale e del complesso di angosce, sogni e paure, che sono parte integrante di una personalità che, nonostante il forzato distacco, mantiene saldo il rapporto umano e ideale con la propria terra.

Una terra dalla quale la protagonista si è allontanata, ma che pure continua a rappresentare un approdo sicuro cui ritornare, per non disperdere le proprie radici, punto di partenza su cui poggiare rinnovate certezze. La parola si snoda sofferta e immediata mescolando in modo del tutto naturale aspetti di sapore strettamente realistico con squarci ricorrenti di visioni surreali. Una raccolta, dunque, che offre molteplici spunti di lettura e che non deluderà chi nella scrittura cerca parole nuove per riflettere su interrogativi senza tempo e, forse, senza risposte.

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