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Premessa dell'autrice a
Il quaderno del fante

"Il quaderno del fante" è uno dei quindici racconti di "Fermare il tempo"(Prefazione di Gaetana Rogato, Postfazione di Roberto Pasanisi), edito nel 2003 nella Collana di narrativa dell'Istituto Italiano di Cultura di Napoli in quanto il racconto eponimo della raccolta era risultato nel 2001 vincitore del Premio "Nuove Lettere". Viene, in occasione delle celebrazioni novembrine massafresi del Centenario del 1° conflitto mondiale, stampato celermente a sé stante (scegliendo anche due tra le significative immagini presenti in “Fermare il tempo”: una lettera da Pordenone del 26 maggio 2016 e la Messa della Vittoria a Piazza Vittorio Emanuele di Massafra) dalla tipografia "La Tecnologica” di Piergianni Ardito, per amicale interessamento del prof. Nino Bellinvia, Presidente del Circolo Filatelico "A. Rospo" di Massafra. Può così essere presente al Convegno di Studi "1915-1918. La guerra a Taranto e nel suo Distretto", tenutosi in Massafra il 3 novembre 2015, e poi il 7 novembre alla Giornata della Filatelia dedicata alla Grande Guerra.

Del racconto, su invito dell'Associazione Nazionale Carabinieri "S. D'Acquisto" nelle persone del Presidente Luogotenente Vincenzo Zanfino e del Maresciallo Donato Cito, si è parlato anche al numeroso pubblico convenuto lo scorso 23 novembre nella sede massafrese. In rilievo, al di là di ogni retorica bellica, rovinosamente presente ovunque in ogni tempo, quindi anche nell'Italia del primo Novecento volta a perseguire un diverso ruolo, il valore della pace da opporre alla "più stupida di tutte le arti" (Voltaire) poiché distrugge quanto ha costruito per poi faticosamente impegnarsi a ricostruire. E non è, inoltre, per niente risolutiva se ad una guerra segue, come il cammino dell’uomo dimostra, prima o poi, sempre un’altra, al 1° seguì infatti il 2° conflitto mondiale con disumanità smisurata; e in Italia, nell'irrompere della guerra civile, scomparve pure quella solidarietà che aveva unito i fanti del '15-'18 di ogni regione.

"Il quaderno del fante" è memoria di un fante massafrese al fronte, delle sofferenze in trincea, del dolore per la perdita di tanti compagni, delle sue amare riflessioni sulla guerra, sui Potenti che prendono decisioni di morte e rovina. Il racconto contempla pure altri piani narrativi, come quelli relativi ad aspetti economico-sociali del primo Novecento, alla psicologia del protagonista e di quanti ruotano attorno alle sue drammatiche vicende. E nell’incipit del quaderno il fante Andrea che, anche prima di essere mandato al fronte, sapeva bene il valore della pace, scrive: La guerra non è come la raccontano i libri di storia, o è quella in parte; l’altra la sanno coloro che combattono, che la vivono sulla propria pelle. La so io che fui quattro anni a marcire in trincea, all’assalto sotto il fuoco nemico… Ma, a contatto della tragica realtà della guerra, si spegne, nei giovani dotati di qualità “umane”, il fuoco del nazionalismo che li aveva portati a inneggiare all’intervento. E Ungaretti in “Fratelli” canta: …Nell’aria spasimante/ involontaria rivolta/ dell’uomo presente alla sua/ fragilità...

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