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Gianni Calamassi

Arte

Disegni con poesie di altri autori


La Bellezza

Lungi da me
Vanità
scudo d'anime vuote
L'umiltà
mi accarezza l'anima
Com'è arduo
il sentiero degli stolti!
La bellezza
è un cielo di stelle
Nel silenzio
i tuoi venerandi occhi
Un rombo d'emozione!

Maria Iris D’Ippolito ©

1970 “La vanità umana” – Gianni Calamassi olio su faesite 50x70 cm ©  

Oltre un Diario Scritto dagli Occhi

OLTRE LA NUDITA' DI UNA DONNA
OLTRE L'INFINITO DI UN BATTITO
NEI LUOGHI LIMPIDI DELLA MENTE
OLTRE IL CALORE DI UNA SCHIENA SCHIETTA
NEI SENTIERI LIVIDI DELLA VITA
UNA DONNA È UN SAGGIO DI STELLE SDRAIATO SUI PRATI DELL'AMORE
OLTRE LA LIMPIDEZZA DI UNO SGUARDO
OLTRE UN DIARIO SCRITTO DAGLI OCCHI
OLTRE QUEL PROFUMO IL QUALE UN UOMO NON PUO' FARE A MENO

Gianluca Ciappi


Figlio mio ti stringo
Ora che sei bambino
Per poi lasciarti andare
Da solo a camminare
Sotto la mia protezione
Tu figlio, io madre
Questa è la natura
L'amor che non ha fine
Da cuore a cuore
Per l'eternità

Su ispirazione del disegno di Gianni Calamassi La Madonna della seggiola (Raffaello Sanzio 1513-14)

Olio di china

Soavi traversate nella valle
Bagni cromatici visionano soffiate grafite
Steli d’anima galoppano
decollando con ali d’incanto
Iridi rispecchiano il candore della vita
Un ramoscello unisce radici diamanti
Nei secoli molecole pulsano nel tetraedro
Luci soffuse diffondono cavalieri mascherati
Carezze olio di china
Occhiate mantecate d’estasi…

Gianluca Ciappi ©
08 / 02 / 2021

Gianni Calamassi, Natura Morta con ramo di quercia, 2006, grafite


Un leggiadro vespro di campane

Quella croce ricorda i silenzi del ‘paesaggio
Rumori energici sibilano tra i massi
Una soave esplosione di tratti
Un leggiadro vespro di campane
Mangiamo qualche caldarrosta prima di entrare in chiesa
Un calice divino poetizza le fauci
Allegramente rimbombano risate dei bambini
Sul selciato veli di anziane signore
Piovono steli memorabili sui pensieri dei sognanti…

Gianni Calamassi, La chiesa vecchia 1978, china

Gianluca Ciappi
07 / 02 / 2021

Sui binari della vita

In fila per assaggiare un
temporale cristallino
Una coppa divina doccia
Vigore dei palati
Curvano direttive del paesaggio
Archi di grappoli fulminano
La visibilità dell’incanto
Geometrie nel firmamento
Sfiorano deliri dei cipressi
Dritti signori osservatori
Voli della gente
Emozioni caducate sui
Binari della vita

Gianluca Ciappi ©

Gianni Calamassi ©, La fila, 2021, cm.12x21, china grafite


Assolati soli solatii

Attimi d’alba pettinano l’aurora
Scivolii di rugiada invadono
gli sbadigli del primo mattino.
L’asfalto è una diottria dispersa
Occhiate perse fra le trame del paesaggio
Gennaio saluto lame ghiacciate
Risvegli
Assolati soli solatii
Carezze nella nebbia sfiorano
anatomie invernali
Il cuore ricorda di essere felici
La mente rema sui fiumi del pensiero
Gioia e realtà si fondono in un cielo
giocondo ….

Gianluca Ciappi ©

Nebbia dalla finestra, foto di Gianni Calamassi ©


A Lorenzo”, 2020, china, grafite incollaggio logo e fiori passati al pressa foglie.

Mio Zio

Giocoliere immerso nei colori
Uomo dai racconti di paglia
Campi d'oltre tempo lucerne d'anima
Borgo d'avorio coltivato nell'orto d'alta gioia
Ricordo risate circoscritte in una sera
Occhi d'ocra avvolgono gli anni
Il diario di un gentil cuore
La luna legge i pensieri del tramonto
Siamo immersi nei tratti di un evo epocale
Ascolto il canto del fuoco
Balli contadini lupi colmi d'amore
Disegnasti emozioni mosse all'interno della gente
Sua altezza fuliggine scorri nei pensieri
I tuoi cappelli riscaldano i tetti del Morrocco
I tuoi sorrisi accarezzano graffi temporali
Ti vedo dipingere trame di un diario elettrico
Germogli nella terra degli amanti
Giocoliere immerso nei colori

Gianluca Ciappi

Disegno “A Lorenzo” de "Il poeta del tratto” Gianni Calamassi

Il gioco del cuore è uno scacco matto al pensiero, è un muscolo che si emoziona della realtà, i silenzi della sera illuminati da una candela scarna, illuminano il bagliore di un quaderno, righe profonde, stilografiche eccelse... prima di dormire, seduto davanti a un tavolino, la luna ascolta i pensieri del cuore, la mano cammina danzan-do di pagina in pagina, la stanza apre il sipario, dal firmamento stelle caduche indelebili per tutta l'eternità.

Gianluca Ciappi


Due cipressi

Due cipressi
vicini, affiancati
osservano la natura
Fertile e generosa
Così è l'amicizia
che nel pensier si rafforza
E al cospetto di cotanto
vergine bellezza
si specchia fino a sera
nel ciel di variegate nubi
e nell'arcobaleno
Anche nel silenzio
parlano le emozioni
Tra le salde radici
a metà strada è il cuore
Nei coni d'ombra
sta la gioventù sfumata
Nell'infinito si dipana
l'idillio che sempre appaga.

Maria D’Ippolito “Iris” © Due cipressi in azzurro, 19-- - Gianni Calamassi ©

Ulivo a Ronta, 1978 - Gianni Calamassi ©

Dalla terra uscirono mani
Braccia si intersecano con i respiri dell'aria
Archi di cortecce trionfano per la luna
Luci di ombre e figure cupe ballano nell'arsura di felicità
Splendono sogni di radici gioconde
Incastri di olivi e cielo proteggono le emozioni dei passanti...

Gianluca Ciappi ©


Pothos e nautilus, 1998, Gianni Calamassi ©

Un suono in lontananza di marea
Librano petali d'acqua su vortici pensanti
Una conchiglia racconta fondali gloriosi
Un miracolo di fiori sboccia da un'onda
Terse compagnie di pesci scrutano il sorriso del mare
Una coppia di passanti seduti sul porto brindano ai torpori della luna
Effervescenze solari illuminano i ricordi dei pescatori
Corse lungo il viale della memoria
Fioriscono stelle marine nell'anima...

Gianluca Ciappi ©


Madre Terra

Occhi, di visione ancestrale,
ombreggiano un mondo
dove pace eterna
governa principessa
di terre copiose, di frutti,
bagnate di salubri acque
nei cieli azzurri e tersi.
Terre vigorose spargono profumi
Di dolce mosto o tenero raccolto.
Aromi di tiglio accolgono notti insonni
Rose rosse invitano le spose.
Filari di cipressi inducono alla calma
Sentieri di more e lamponi
rallegrano il cammino.
Un dolce vento produce una danza
tra spighe di grano e dorati girasoli.
Dimore di uccelli
Si adagiano su verdi fronde
Risuonano echi di canto
su colline in fiore.
Perduta mai sarà
questa sacra terra
nessun uomo toglierà
l’incanto e la magia
se vigile sarà il suo occhio
e tenero il suo cuore.
Madre terra mia che ti ribelli
e incalzi l’onda
di un mare in tempesta
o sputi fuoco e fiamme
da vulcani in eruzione
salva te stessa, non salvare me
se non saprò amarti e rispettarti
come Dio vuole.

Gianni Calamassi, Esotica 2009 – China e inserti di fiori pressati Maria D’Ippolito “Iris” ©

L’amore resta

Sento il peso degli anni
Incombe, inesorabile.
E tu sei clessidra
del mio tempo
inevitabile risorsa e diletto
Femme fatale,
eterna ragione, follia di sogni
dei giorni pregni di te
dell’odore della tua assenza.
Tutto appare e scompare
tutto muta,
l’amore resta.

Gianni Calamassi, la femme fatale 2020 © / Maria D'Ippolito “Iris” ©

Il sentiero

Un brivido mi pervade
quando l'attesa
è sentore di presenza...

Non m'arrendo
finché amore chiama
ma l'attesa corrode
l'anima già provata

Poesia e Natura
elevarmi devo, a voi
salvezze inaudite
oltre le terrene voglie

M'inerpico
nei sentiero sconosciuto
respiro essenze
odorose di mirto

M'inebrio tra filari di cipressi
dove arde la lampada
votiva di pace...
ma il desiderio ancor mi prende

Vorrei essere argilla
plasmata da mani d'artista
emozione tangibile
d'inaudita creazione

Il sentiero” poesia di Maria Iris d'Ippolito © 1.11.20 Gianni Calamassi, Il sentiero ©, 2020.

Presagio

Mi lascio andare
al flusso di coscienza
al tenebroso mare
di un’anima inquieta.
È tutta colpa delle maree
La luna mi attrae stasera
Sgombro la mente
dai ricordi ancestrali
Vivido è il paesaggio
il presagio di un’attesa.
E ti rivedo all’alba
preludio di un ritorno
sentore d’emozione.
Il cerchio è chiuso
L’amore resta.

Gianni Calamassi, Aspettando il suo ritorno ©, 2001.

Presagio”poesia di Maria Iris d'Ippolito ©


L'adulterio” di Gianni Calamassi ©

Libera(mente)

Assorta nell’ombra
rievochi giochi segreti
di parole non dette
di gesti compiuti
nel delirio di piacere
Libera(mente)
offri calici
di schiumose trasparenze
Eppur ti vedo
sprofondare nel dubbio
e nei tuoi occhi di pece
malinconia affiora.
L’alba del peccato
ha ore contate
Ti vesti in fretta
a ricomporre i tasselli
del tuo vivere
sommessa(mente)

Liberati” di Gianni Calamassi ©

Alba

Lucente
come perla
di conchiglia
ti lasci ammirar
come tenero fiore
è l’alba del mio ritorno
Con sinuose movenze
ammiro la bellezza
che i miei occhi
desiderano
estasiati
ancor

Libera(mente)”poesia di Maria Iris d'Ippolito ©

Alba”poesia di Maria Iris d'Ippolito ©


Passeggiando

L'acquerello mattutino
viene alla luce del mondo
e si distende al sole.
Scogli d'aria le nubi
passeggere sfiorano
l'accordo dei colori
e fruga nelle profondità
l'acqua delle fonti.
Qui prende una pausa
la mia vita tra ricamate
stradine ad anse strette
che precedono in silenzio
le finestre di una certa
casa che con mano
materna accarezza
di velluto il cuore.

Antonia Tursi

La fontanina di Ronta di Gianni Calamassi


Angeli stanchi

Vedo ancora volare angeli stanchi
e candidi abiti da sposa, tatuati
di trine e strascichi bianchi
come i vicoli rivestiti a festa
da coperte e tende per le nozze.
Camerieri fluttuano girando
tra i tavolini a pulire i marmi,
camminano su pellicole ondeggianti
nel vuoto, ma nessuno canta,
nessuno prega. Occhi senza luce
forzano la vita delle donne;
assorte vedove afgane col burka
attendono che arrivi la morte,
le madri impazziscono
con i figli stretti al petto e vestiti
senza corpi di uomini soli.
Vedo volare solo angeli stanchi,
come vele sospinte dal soffio della morte
raccolgono corpi senza nome,
gridano lontano – non ti conosco,
aspettami – che la notte non trema.
Non grida di freddo la pioggia
e l’azzurro la segue
disperso tra stella e stella.
Non vedo più volare angeli bianchi
occhi ciechi anneriti da una luna dimenticata,
cercano i figli inchiodati sulla terra:
a spegnere i fuochi tristi che li vegliano
incalza l’urlo silenzioso della guerra.

4 aprile 2003
Gianni Calamassi da Angeli stanchi ©

Angeli senza volto di Ivana Tognali ©

Fotografia di Gianni Calamassi

La stanza degli specchi

(poesia dedicata al borgo “Ugliancaldo”

Il mare riposa sui vetri dell'acqua
Sguardi d'onda s'imbattono su crinali apuani
Gorgheggi d'iridi incontrano litorali e alpe
La mente viaggia tra pensieri di ricordi esplosivi
Il cuore vibra nel folto verde cappello
Aliano gradazioni armoniche sul vertice montuoso
Simmetrie intagliate nel marmo
Tra il Pisanino e il Pizzo d'Uccello s'incassa una gemma
Alma rocciosa estratta dalle mani di dio
Un alito trasmuta nella stanza degli specchi
Un portale arcaico spalanca giostre dei nativi
Gli abitanti conservano memorie trecentesche
Slitto nei passi antichi del borgo di strada
Prego insieme a Sant'Andrea
Visita guidata tra le orazioni di San Rocco
Mi soffermo per lasciarci l'anima..

Gianluca Ciappi

2020 agosto

Frammento

C'è nella tua solitudine
l'alito impolverato delle stelle,
il pudore del pane impastato
di luce con la sacra maestria
delle madri. Separatezza
e assenza vibrano a stelo
d'erba nelle tue trame, bruciano
da un capo all'altro del tuo mondo
sospeso. Una chioma di voci
stormisce tra noi al breve vento
dell'ascolto e della cura.

Antonia Tursi


Chiaroscuri

L'infinito è nelle strade
che ho percorso, nel mio cielo
spesso solcato da velieri capovolti,
nell'ovatta dei silenzi che ascolto
al passo cadenzato di lontane
danze. È la figura delle antiche lune
disegnate tra la luce dei campi
coltivati e le leggere ombre
scanalate delle mie montagne.
L'infinito si raduna nei pensieri
a sera per riaprire un dialogo
col tempo che non c'è.

Antonia Tursi

2004 – La legnaia – 30x42 cm china su carta.

Scrittori di ogni tempo

Ascolto il silenzio di paesaggi apocalittici
L'estremità di una carezza sfiora cieli astrali
Alcune stelle bruciano
Momenti sparsi negli scorci fotografici
Stormi gioiosi portano doni
I primi colori nella chioma di una tela
Mi immergo nel paesaggio
Profumi dominano la fantasia di verdi sfumature
Movimenti di anime sguardi accecanti
Ricordo il periodo nel quale suonavano sorrisi
Cammino tra cromie gioconde
All'improvviso si erge la voce dei cipressi
Nello spasmo letture di racconti eleganti
In un attimo soffi di luce incontrano il vento
Rami scrittori di ogni tempo
Balli ritmici nelle radici
Foglie avvolgono la bellezza di tratti infiniti..

Gianluca Ciappi
Aprile 2020

Cipressi, 2020, china e grafite su cartoncino, 12x21 cm.

Assaporo tramonti dai colori psichedelici

Viali brulli presentati da cipressi mascherati
La luce filtra attraverso gli occhi
Un bosco di lecci sale verso l’alto
Cammino ai confini dell’incredibile
Un cuore pellegrino sorseggia fantasie
Tuffi fluorescenti nelle sorgenti
Tratti pungenti trafiggono la campagna
Fresche brezze estive accarezzano il travertino
Osservo frammenti di grani danzare in piazza
Il sole si tuffa in un calice di brunello
Madre primavera prepara
un banchetto delizioso
Il tempo viaggia tra i rami della vallata
Luci immense avvolgono preghiere
Stormi di Etruschi abitano l’anima
La mente si fonde con
la geometria dei campi
Questa terra è un paradiso che tuona
Il silenzio mistico padroneggia l’estasi
Il tragitto nel paese incontra
lo spazio infinito dell’acqua
Viaggianti sostano persi in
un piatto di pici e pecorino
Si avvicina la sera
Altezze medievali mostrano
madonne estrose e colorate
Sospeso dalle cinte murarie
assaporo tramonti dai colori psichedelici

Gianluca Ciappi

19 aprile 2020

San Quirico d'Orcia, 2020, 12x21 cm, china e grafite

Dalla finestra di casa 1l-13 dicembre 2019 di Gianni Calamassi

Firenze

La città è una cascata di manie architettoniche
Le guardie della notte sorvegliano un cappello malandrino
Un bicchiere d'amore
Una volata in tempo breve
Nelle vie si giostrano i passanti
Le vetrine si preparano a riempirsi di clienti
Sbuffa il caldarrostaio
Suona il vecchio all'angolo del tempo
La città è un Borgo emozionale
Vive in bilico tra estasi e cromie
Una sciolinata avventuriera vespertina e assolata
La città è pioggia di miele sopra i tetti da dove potremo osservare l'anima...

Gianluca Ciappi


Nella Città

Hanno fatto un dono
Un tratto libero fra i terreni di queste vie
Crollano attimi lineari
Verticali erranti scoscese continue
Nella città quel tepore induce al tufo
Profumi irrompono fra i silenzi del dirupo
Vorrei entrare nei violoncelli morbidi dei tetti
Quale forza
Quale induzione potrà sorvolare i cieli
Potrebbe essere un’aquila che attraversa i cuori
E’ una barca lunare quella che naviga all’imbrunire
Questa città è un acuto stile Callas
Camminando fra i chiassi si aprono finestre
Davanzali di fiori orizzontali
Essenze centralizzano note tenorili
Vedo una mano tratteggiare poesie danzanti…

Gianluca Ciappi


Da Itaca a New York

Solito mare, solita storia, da Itaca a New York
Valige e baci, al vento delle vele e del vapore
E poi mare… mare… e mare ancora
Terra all’orizzonte, terra uguale alla terra

Poi, attese in ordine e silenzio
Domani… sempre domani
E il domani che arriva veramente
E non è uguale a ieri
Rimani ciò che eri
Affiorano pensieri che offuscano i ricordi
Che oramai si lamentan sordi
Giorni lenti, da buio a buio
Lettere affrancate, spedite e ricevute
Pianti di notte, al buio o di candela
Rimpianti… freddo, caldo e sofferenza
Inesistenza

Lacrime e sangue si mescola al sudore
La gente che ti guarda con disprezzo
L’odio non ha prezzo
Abbassi gli occhi e cerchi di portar pazienza
Di quella, certamente ne hai avuta a sufficienza
Indifferenza, inefficienza

Passano gli anni e cambian le stagioni
Non le radici e le popolazioni
Saluta tutti col fazzoletto in mano
Dagli occhi, al vento che l’asciuga
Sguardo lontano

Onda su onda… e un’onda ancora
Solita terra, solita storia
Da Itaca a New York

© Fabrizio Finetti, Aprile 2019
A proposito di “Da Itaca a New York” di Fabrizio Finetti


La valigia del Musichiere errante

Distinzioni artistiche dopo
Una sera di serenate
Allegorie eccentriche nella pelle e nello scatto
Unioni al chiaro si luna
Sapori di ottoni nei gorgheggi del clarinetto
Quel motivetto intonato dai manti del tempo
L’aria fu lesta onestà del musicista pensante
Sogni sul pentagramma
Note sul cuore
Ore scandite dal jazz
Musiche allietate dagli angeli
La valigia del musichiere errante
Un clarinetto e volate d’azzurro
E ti sussurra vieni a suonare con me…

Gianluca Ciappi © diritti riservati

Gianni Calamassi: Natura morta con clarinetto.

Il pozzo

C'è un buio più' fondo
E' l'oscurità blu
del mio umido pozzo
Antiche e lisce le grandi pietre
incoronate dal verde tenue
della capelvenere
come nobile alloro
Lieve e fresca la brezza
di muschi morbida carezza
e il cielo si fa acqua
Filtra piano la luce dall'alto
calde dita dorate
sulla fredda superficie
E sotto ancora
suona l'eco di ciò
di cui non ho memoria cosciente
tra mille minuscole gocce colorate
In fondo al pozzo
l'acqua si purifica nella terra
guarda il cielo
e lui si specchia in lei
come il sole nella luna
E tutto laggiù'
è silenzio e
infinita pace

© Marina Marini Danzi

© Il pozzo dello Spedale di Luco di Mugello, 2011 Gianni Calamassi


I giorni della memoria

Lontani e vicini gli echi
dei muri addossati
a abiti scarni
di moltitudine deportata.

Lucido passato
inciso nella collettiva
scala delle generazioni di poi.

Colori opachi, che per essere evidenti
necessitano testimonianza
di sempre nuova e generosa linfa.

Animi che per trasformare
disperazione e vergogna in pace
vogliano portare alla luce
ricordi che il tempo seppellisce.

Uomini e donne impegnate
a che non succeda che la storia
si ripeta, anche se elegante
e attraente vestita.

Da allora, alta sul vessillo è salita
e mai più senza memoria.

© Anna Maria Lombardi, 21.1.2019

© 2010 Shoah di Gianni Calamassi


Amano anime amazzoni

Nella realtà di un cielo morbido
Si sdraia un manto fluttuoso
Terra lamina lama
taglia questa sensazione d’oltretempo
Amano anime amazzoni
Vedo brillare il corpo tropicale di una femmina
la notte cerca di esportare linfa dal cuore
Un essere scorre scivolando nella simbiosi
Terrea occhi divini
Accogli i desideri infiniti di questa amazzone

Gianluca Ciappi
30 giugno 2018

Su l’Amazzone morente di Gianni Calamassi


Sbeba

Scendono fra scapole irriverenti
Ciocche d'estasi si raccolgono nel fermaglio
Non ti potresti voltare?
Vorrei osservare la luce dei tuoi occhi
Specchi
Riflessioni di prato indenni
Hai una foglia per coprire le tue vergogne
Godo del tratto sensuale
Regalo dell'artista concepito

Gianluca Ciappi su “Marcella”


Gianni Calamassi, Casa Volpi – china e grafite su carta grigia – 2018 – 35x50 cm

La casa

E' una casa senza porta:
vuote le nere finestre,
come occhi curiosi su infiniti orizzonti,
casa dei mille venti:
dolce brezza ed inclemente libeccio;
abbracciata a gialle, selvagge ginestre
e a rossi dorati corbezzoli,
tra foglie verde scuro.
Profuma di aspro elicriso e di saggia salvia,
di intenso spigo e di dolci rose.
E' una casa sul mare:
dal salmastro corrose,
le balaustre dei suoi impettiti balconi,
ma non ha catene.
Il maestrale nel caldo meriggio
sfiora le tende ingrigite



d'organza sfilacciata:
fantasmi e chimere,
ovattata ombra di felci,
a ristoro dell'anima
e odore intenso di muschio
tra spesse pareti di ruvida pietra:
per la carne ed il cuore.
Ogni giorno il sole entra furtivo,
ascolta le note di piano
che incessantemente suona e suona...
nella vuota stanza del camino.
Ogni sera la luna accarezza le bianche lenzuola
tra sussurri di teneri abbracci
ancora desiderati.

Marina Marini Danzi


Minuzioso canto

Obelisco smeraldo
domina forme
smussando vetta
come collinebbre
a giogo d’uomo.

Assorda-dolce
minuzioso canto
che triangola estremi
sfamando insaziabile
mano in gioco d’equilibri.

Penetra fulgido e
solingo richiamo
d'affabulanti muri
ingordi di futuri chicchi
spremuti fra maglie di sole.

Silvia Calzolari

Ispirata a
"Vigneti a San Casciano" di Gianni Calamassi


Precipitano diavoli nello stomaco
Scivolano maree sanguigne
Nella creazione dell’acqua un uomo
Osserva il suo recipiente calarsi nel pozzo
La corda trama i suoi spazzi
Occhi sprofondano nel cunicolo
Salgono molecole liquide
Si fondono a epidermidi scarlatte
Sul bordo abitano evi
Padri e madri
Centurioni intimidatori
Aleggia il vespro della sera
Il buio del pozzo s’inombra di bramosie…

Gianluca Ciappi
17 gennaio 2018

Gianni Calamassi,
San Quirico d'Orcia, il pozzo della Collegiata, 2011.


‘A luna

'A luna se veste d'argiento e, appare ncielo comm'a na grossa stella...chella cchiù bella e,
pare na modella ca sfila ncopp'a passerella e nuvole bianche a ppecurelle!
'A luna, 'e vvote bbianche 'e vvote ggialla...pare na palla
ca nun rimpalla,
sta llà ferma aspettanne ca vene ll'alba ppè se j' a cuccà!
È all'impruvviso ca spond'o sole e, pure si nc'è ttempesta,
tutt'o juorno ppè jsso è sempe festa!
'O vide llà, giallo e pimpante
cu 'e raggi suoje caver'e ballante e annanze, 'e nnuvole pazzeano cu jsso,
ca fa capolino
tra 'e pertuse dò viento,
ca s' arapene comm'e mmane e, pare ca, nc'accarezzano chiano!
E mentre fanno sti scherze terrestri...se torn'a ffa sera
cu 'a luna chiena!
E chesta è 'a vita ncopp'a
sta terra...mentre è ghiuorno
pò 'a notte torna,
cu incubi, ammore 'o suonne d'oro...basta ca lascia arete tutt'e dulure!...

© “A luna” di Marynzia Panico Borrelli

© Gianni Calamassi “Solitudine” – 1970 – Olio su faesite – 50x70 cm


Gianluca Ciappi su “Abbadia San Salvatore il pozzo nel chiostro” - 2012

Il pozzo di Gianni

Tu che lo chiami pozzo
Prova a guardarci dentro
Troverai quello che la vita ti vorrà donare…
Ama scrivi il tuo essere nel cuore
Donalo alle anime più tristi
Lascia che il pozzo possa contenere
La tua guerra contro il malessere
Prendi la corda tira fuori l’acqua dal buio

Vedrai che dal fango nasceranno fiori
AMA SCRIVI IL TUO ESSERE NEL CUORE
DONALO ALLE ANIME PIÙ TRISTI
LASCIA CHE IL POZZO POSSA CONTENERE LA TUA GUERRA CONTRO IL MALESSERE
PRENDI LA CORDA TIRA FUORI L'ACQUA DAL BUIO
VEDRAI CHE DAL FANGO NASCERANNO FIORI...


Per partecipare al concorso “Poesia a Colori” indetto da “Arte per Amore” che si è svolto nel mese di aprile di quest’anno (2017), con votazione via web, su facebook, alcuni amici poeti e poetesse mi hanno chiesto di poter abbinare i loro versi ad alcuni miei disegni.
La mia disponibilità è stata di massima adesione alle loro richieste, alcuni hanno partecipato, altri hanno trovato difficoltà nell’inserimento dei materiali ed hanno rinunciato, come altri che poi hanno deciso di non partecipare rendendosi conto che il vantaggio acquisito da chi si era iscritto subito, sarebbe stato irraggiungibile.
Personalmente sono stato lusingato dalla scelta operata e mi è sembrato doveroso, pubblicare questi abbinamento, tra i miei “Materiali”.
A loro va il mio sentito ed affettuoso ringraziamento.


A – Sete di foglia

Fra ali d’ignoto
s’annida terzocchio
intrecciando instabili fili
s-composti in (dis)equilibri
a-sete di foglia.

Esplode cromatico
in-costante soffio
a spirito di piuma
come peso di cuore
ove odora s-mosso
ogni spirito udito
in brividi di colonna.

Segrete affinità
a fronte di fronde
come destino e scelte
secrete a linfa di luce
d’eterno mutamento
sino a volatile rivelazione.

Silvia Calzolari

Gianni Calamassi, Metamorfosi


Su vigneti a San Casciano

In un giorno qualunque
Nel momento più caldo di maggio
Decidemmo di partire
Attraversare la noia per sollevarci
Andammo fra le dolci colline del Chianti
Dove gli orologi dormono
I silenzi sono spaccati dalla natura
Mi incontrai con una risata
Feci due chiacchiere con il tempo
La strada in salita tra filari e coloniche
Vecchi cancelli con colonne attempate
Il giglio ci offriva qualche papavero rosso
Sembravano inchinarsi al nostro passaggio
Cieli brillanti fatti di pensieri
Avrei voluto conoscere quei desideri
Salimmo sulle guance morbide di San Casciano
Alle porte del sogno ci aspettava un cipresso
Folta chioma rispetto di un signore nobile
Trovai ricordi scritti sui suoi rami
Un passerotto vi pesava le membra
Il cipresso con voce imponente disse:
Benvenuti in Paradiso
Che i vostri occhi si sazino di bellezza!

Fra i filari sulla collina

Nel momento in cui sto per scrivere un sogno
Mentre il vento accarezza la pelle
Quando il movimento è emozione esplosiva
Se nel silenzio cadono lacrime lunari
Anche per lo scorrere del tramonto
Nei giorni d’oltre ceruleo
Nella stanza ove Morfeo si riposa
Gli anni si alimentano di linfa
Linfa è terra che calpesto
Sono grilli saltellanti nel campo
Osservo un uomo arare la sua vigna
Carpisco il succo della vita
Quegli zampilli d’estasi
Ho dentro me il sogno ilare
Lascio l’amore riposare nel Chianti
Ogni tanto torno nella casa dei tempi
Dove il mio sangue bolle estasiato
Sono sommerso da luce vera.
Nel cuore in cui si sparge un pianto
Nel colore divertente di una volpe
Assimilo respiri velati
Osservo un cipresso fra le linee di una china
Esagero i miei sobbalzi fra i filari della collina…

Gianni Calamassi, Vigneti a San Casciano, 2012.

© Gialuca Ciappi


L’abbinamento tra la poesia di Marina Marini Danzi “E’ lei” con il disegno “Marilyn 1965” si è guadagnato il premio della critica.

É lei

E' lei
Cammina nel sole
e sorride al mondo
Passi leggeri

freschi di felci

Orme di sabbia

carezzate dal mare
E' lei
Pensieri puri
comunque,

qualsiasi cosa faccia

Lei
Riso che canta
come cascata

Vita che scorre col fiume

E' lei
piccola mano

Accarezza sogni e ricordi
Culla speranze e bambini
Lei si sfiora i capelli

e con un gesto veloce
cancella il dolore
E' lei
Con grande coraggio
e infinita costanza
affronta tempeste
e gode le gioie
Lei può' tutto
mentre sorride all'amore

© Marina Marini Danzi

G. Calamassi “Marilyn 1965” ©


Non più laceranti catene

Non più laceranti catene
che trattengono dietro sbarre di spine
intrise dalla paura e dal sangue
di persone denudate dell’intima dignità,
private della gioia e a milioni della vita,
dell’integrità, della speranza,
c’invita a raccogliere il testimone
d’ogni infame storia presente e passata,
e a procedere
- tagliando il nero ferro dei recinti-
perché ogni uomo possa, da ora in poi,
volare nei celi sereni della libertà.

© Anna Maria Lombardi

G. Calamassi “Momenti difficili” ©


Olocausti d'oggi

Amari giorni nostri passano davanti alla coscienza:
tristezza e dolore per le tante vittime,
per i bambini “consumati”, uccisi,
per le assurde violenze in inutili guerre.
Gente che al bene ha scelto l’abisso più nero.
Provo un senso d’impotenza per gli innocenti,
persone che non possono difendersi né possono più parlare.
Non possiamo più tacere, lo dobbiamo a loro,
vittime sacrificali di supposti ideali "divini" e non.!
Olocausti, tali sono quelli che oggi
facciamo fatica a credere veri,
eppure sono sotto i nostri occhi,
e le sofferte pene ci trapano le orecchie.
NON CI STO,
mi oppongo a tali assurdità,
a tale assenza d'umanità nel mondo: la nostra casa.
Non voglio restare muta
facendo finta che nulla accade:
mi sento impotente, ma non indifferente.

© Anna Maria Lombardi

G. Calamassi “Shoah” ©


Come una rosa

Rosa bianca
pura
rosa bella,
illuminata da una stella.
Lei…
che libera la mente
inebriante,
stupenda amante.
Rosa impura
dura con il mondo e con se stessa
imprigionata dal destino,
mostra al mondo le sue spine.
Rosa ribelle, sfuggente,
percorso di luce …
tutto si placa,
senza spezzare.

© Francesca Ulivelli

Puro amore
Caro diverbio di litigio
L'amore è la spina combattono per averti
Ti paghi al profumo razionale
Voglio stringerti per darti il mio sapore
Guardami
Insegnami ad amore le tue spine....

© Gianluca Ciappi

G. Calamassi “La rosa del deserto” ©


Imprigionati dalla vita

“a Fortuna”

Bambole di porcellana
gettate sul selciato da perversi
imprigionati dalla vita;
ìl loro nido è l'immondizia
culla della loro esistenza,
-morti anche se nati-
così
l'alba è già appassita nel sole
che mai vedrà la luce.

Il mio pregarti Signore è senza voce,
pieno di specchi di chi vede e non sa reagire.|

Riaffiora il silenzio,
due occhi sbarrati e vetro trasparente
ove scorrono lacrime di sangue,
nell'innocenza pura di chi non si difende.

Dentro un sacchetto di plastica
posso solo guardare,
nulla più.

Sento che la mia anima ha toccato il fondo
senza fondo, nel domandarmi perché
quelle mie preghiere non hanno ascolto
ma solo un tonfo d'eco, senza ritorno.

La mia anima incontra l'infinito
e rimbalza contro muri di vuoto.

Vorrei essere come una farfalla
con ali trasparenti,
vivere in un giardino fiorito
invisibile al mondo ferito.

Luciano Manfredi ©

G. Calamassi “Non cadere” ©


Anima deserta

Un'anima deserta
rifugia pensieri.
Spazio
Nell'intricato mistero
un cielo di polvere nera
... indugia...
tra strade di pietra e irti filari di grano
Spazio.
Lontano l'ultimo sole sorride
non scalda il cuore
racchiuso in una matassa di dolore.

© Marinella Fois - 4 Novembre 2015

Ancora credi

Come per incanto
l'alba rosa cancella
il tuo notturno pianto,
nel cielo blu sparisce
il buio dei pensieri
e con essi svaniscono
i cupi ricordi di ieri.
Col sole torna il canto
degli uccelli e ascoltando
la loro melodia
con la sua foto accanto
aumenta la tua malinconia.

© Bruno Chisu

G. Calamassi “Dopo il temporale” ©


Dove vivi

Dolce amica mia,
sei pura come l’acqua
che dall’alto scende,
cercando tra le pietre
la sua strada.
Vuoi diventar ruscello,
per scendere a valle,
nulla ti può fermare.
Poi piano, fatta fiume,
scenderai a baciare il mare.
Da una bianca schiuma
ti torni a trasformare
in nube di vapore,
per volare in alto
ad incontrare il sole
rivivere e sognare.

© Bruno Chisu

G. Calamassi “Il Lucido a Monzone” ©


Abbraccio

Ritorno volentieri al tuo abbraccio
perché in esso, amarti fu divino,
anche se duole toccare adesso,
da un oceano lontano la riva,
mentre corrono gli anni
e d'amor più non si vibra!
Perciò resterò in quell'abbraccio
per sentir la tua forza,
respirando la vita,
mentre navigo nel tuo mare assorto,
sazia di ogni momento,
in quell'abbraccio, sparita!
Tornerò in quel tepore
che ora sa di mare affogato,
adagiando sul tuo cuore di pietra
le vele che ho sognato,
consapevole che solo l'amore è vita,
mentre fuori da me,
torna e si accende Estate!

© Anna De Filpo

G. Calamassi “Da Marina di Carrara” ©


Un pomeriggio parole ai siedono fuori porta

Girano e scrutano i passanti
Una rondine le atteggia
Un passero si disseta
Voci di un paese in festa
Triangoli nudi
Giostre fraseggi curiosi
Sai tutto di tutti
Hai sguardi per gli altri
Vivono due signore sulla sedia
Un ricamo da finire
Il corredo per il nipote
Trapela un filo ventoso da un pertugio
Giocoso porta via il fazzoletto
La signora borbotta solenne
Dove sono quelle donne chiacchierine?
Vuoti annunciano malinconia
Anni persi una brezza li ha portati via

© Gianluca Ciappi

G. Calamassi “Le ultime notizie” ©


autore
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