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Alcune poesie

 

2004


Lanterne

Lanterne fra gli alberi
del lungomare,
abbandonati segni
di un’altra vita,
non fermeranno il volo
battente degli uccelli
sospinti da un fresco
maestrale, che al mare
strappa e sfilaccia onde
di schiuma. Chi troverà
la luce nell’incantesimo
di questa sera stanca?
Nel pozzo dei capelli,
dai vividi riflessi,
fruscia una mano lieve
ed il bambino, che teme
l’alba che spegnerà i lampioni,
riaffiora, perché non ama
il silenzioso lucore del mattino.

31 ottobre 2004

 

Il crepuscolo dei ricordi

Da nubi oscure, rari e improvvisi
scrosci di parole invadono
quello che non so,
quello che mi lega al tuo volto.
Misteriosi disegni tra gli scampoli
di fronde di un’estate trascorsa
trovano nuovi sfondi
in buie cappelle di pietra;
solitari anfratti di grotte color ferro
per sterili frammenti di storie mortali.
Seguo l’acqua lieve
sospingere lontano le foglie sospirate
da un indifferente vento d’autunno.
Nell’attesa dell’ultima spiaggia,
che è impossibile cercare senza fermarsi.
Non sorrido più, ma cocciutamente
scivolo verso lo struggente approdo
del tuo volto smarrito
nel crepuscolo dei ricordi.

4 gennaio 2004

 

2003


Non cercarmi

Adesso non cercarmi, è inutile,
il tempo dell’attesa,
sconosciuto all’anima del vento
si è consumato senza scopo.
Ti aspettavo incollato al selciato
di strade lungamente percorse,
allora attendevo che il sorriso
dei tuoi occhi carezzasse
la corsa verso la speranza,
ma accanto al sasso l’erba
non sussurra più la sua crescita.
Adesso non cercarmi, il tempo
dell’attesa si è esaurito.

Novembre 2003

Pace

L’amore si fa pace, dal Soglio
il Verbo ci conforta, prendi
per mano il tuo nemico e al petto
stringilo. Seduti all’ombra
dell’olmo del consiglio,
che ancora regge il cielo senza
tremare, chiedete abbracci alle frange
di aride colline e filanti scialli di pace
tessete con l’iride dei fiori.
La primavera schiuda gemme
dall’umido profumo dei meli
tra il tremolar dei rami :
che non accada adesso
sciogliere luce sulle croci
bianche a punteggiar la terra,
che adesso non accada udire
l’urlo mortale della guerra
spegnere il mormorio delle tue vene.
La vita non colga viole del pensiero
per orlare il tuo fresco sudario
fino al bianco gemito dell’alba.

3 aprile 2003

Ascolta

Ascolta, amica mia silenziosa,
in questo corpo impietrito
abitato da stracci di pensieri,
già suoni troppo lunghi,
che sibilano come spifferi d’aria
dalla mia testa ossuta, ascolta
il tenue filo incorrotto
che mi lega a te!
Troppe le lacrime da piangere
che annegano nel tuo cuore,
solo foglie defunte, per mia sfortuna,
cadono nelle tue mani
come pianti liquefatti.
Nella solitudine di quest’ora di morte,
sacerdote all’unione tra la tua alba
e la mia notte, il pensiero di te
mi accompagna ancora e testimonia
che il saper di tua vita mi consola.

21 febbraio 2003

 

Il mio amore ha nascosto
il suo cuore
dietro uno steccato di rovi
e fiori bianchi
anche le mie lacrime.

Il mio amore ha nascosto
i suoi occhi
dietro una nube di capelli,
dai riflessi lucidi
come i miei sospiri.

Il mio amore ha nascosto
il suo sorriso
dietro una chiostra di denti
e labbra rosse
della mia disperazione.

Il mio amore è nascosto
in un campo di grano
che il vento increspa,
ma ancora non scorgi
i rossi papaveri della mia disperazione.

 

1985


Fuoco

Il fuoco saccheggia e
purifica in una nube
aspra i semi della vita,
gli umori e i sopiti
frammenti di esistenza
racchiusi nella casa-scrigno.
Come l’amore, lo alimenta,
l’alito dei desideri
e gli occhi fissi,
non smettono di lacrimare.
Le fiamme si impennano,
si flettono lambendo
gli angoli più nascosti
alla ricerca di esche
disponibili, ancora ruggisce
e scoppiano i contenitori
più ermetici, lasciando posto
all’aria fresca di fuori,
che si scambia col fumo.
Il calore è forte, ha impregnato
di sé tutt’intorno e al diradarsi
dei vapori, non riconosci più
le tue cose: sono contorte, ostili
non si possono toccare senza
sbriciolarle e sporcano,
annerendoti.
La fine scivola con una lacrima,
solcando di pulito il cinereo volto.

11 marzo 1985


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