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Premio Internazionale “Artisti alla Ribalta” 2011
Nota critica al Premio speciale per l'opera grafica
Kaminari
di Gianni Calamassi

Alfredo Pasolino

Un labirinto filosofico-grafico simbolista, un percorso esoterico che si diparte da un Cakra elementare dell’iconografica giapponese. Di un <Kami> = del tuono e dei fulmini; Kaminari-sama (tuono, e -sama, del fulmine: crea i suoni in analogia con i mantra-indù, Kaminari-Raden ( i tuoni=rai e -den, lampo, luce). Per venirne fuori, infatti uno dei compiti del critico è quello di suggerire e di svelare “l’attacco” criptico di Calamassi, di fornire il filo d’Arianna, permettente al fruitore dell’opera di ritrovarsi, nell’essere consapevole della propria energia: la Shiva Shakti degli induisti, insomma la Kundalini.

La grafica specialistica di Calamassi potrebbe portare a una certa difficoltà di lettura descrittiva e di superficie, ma se riusciamo a entrare nel simbolo suo equivalente, quello Tantrico, in sintonia con la lettura e l’interpretazione onirico-dinamica del titolo medesimo, ci accorgiamo che l’opera parla già da sé, ai cultori dell’energia occulta, il fuoco sessuale del Tao, ovvero quella del tantrismo indiano, non c’è che da osservarla con l’occhio dell’iniziato, con umiltà e con le stesse speciali emozioni che hanno suscitato nella percezione del critico, così dello studioso di religioni e mistiche orientali.

L’artista ha rappresentato graficamente quelle emozioni e quelli stati d’animo trasmessi da certe situazioni difficilmente traducibili in un modellato-schema grafico, delle forme di pensiero psichizzate sulla parte inferiore del rachide umano. Aperture di coscienza avvertibili filtrate attraverso sublimazioni della mente-inferiore, insegnate dagli specialisti dell’anima e della sua fisiologia occulta dell’energia “addormentata” e perpendicolare (nel suo risveglio) lungo l’asse sagittale, mediano che individua i Cakra, fino a quello Coronarico sulla sommità della testa. L’autore, sovviene logisticamente all’enigma logistico di certa scienza occidentale, completamente ignara delle dottrine mistiche orientali, e delle ricerche metapsichiche, preso spesso alla sprovvista dinanzi alle manifestazioni del Prana, e in specie di quell’energia “addormentata” che riposa alla base del perineo coccigeo (Il Mulhadara Cakra), ovvero il “fuoco serpentino”, quando è eccitato e stimolato dalla Kundalini-Yoga. Per il pensiero di alcuni ricercatori occidentali “Antropoflusso R.”, la cui radice soggiace alla ruota Cakra, attiva in questo Kali-Yoga post-atlantideo.

La scoperta di questo principio è interessantissima per i ricercatori Shintoisti e Zen, orientati nel campo dei fenomeni naturali e nella liberazione dell’anima dalle catene cicliche dell’ego illusorio.

La forza vitale, presente nel mistico libro indù Veda, e l’energia che si manifesta come elettricità, gravitazione, attività di vita, il principio vivente organizzatore mentale (la donna nella grafica, nel simbolo) di Gianni, e a cui è dovuto il ruolo importantissimo tenuto nella respirazione quanto nell’alimentazione…, che sfugge ai nostri sensi perché sottile e imponderabile, e a cui è dovuto il risveglio progressivo della coscienza umana con l’attivazione dei vortii di energia o Cakras, i centri di forza vitale, e come essi sono collegati l’uno all’altro e alle loro essenze. Per questo si dovrà comprendere nell’ottica di lettura dell’opera di Calamassi –graficamente pre-puntillista-, in quanto analista dell’anima, come nascono le polarità essenziali di Spirito e materia.

La gestazione dell’energia serafina “fuoco o lampo serpentino” che a guisa di serpente avvolge l’area tra il perineo e la vagina simbolista femminile del pensiero elementare, riassume il messaggio di quest’opera, espressione della Shakti o fuoco di Shiva, la polarità riflessa in quanto speculare al principio immortale spirituale che è in noi, è qui realisticamente e saggiamente rappresentata dalla mano grafica e matura per stilema, cui l’autore nel titolo ha voluto codificare tutte le fasi della Natura divina:

Kaminari, la mistica Scienza di Vayou, purché non si segua il lungo sentiero iniziatico dello Yoga della meditazione, le morfologie qui simbiotizzate in un susseguirsi del diagramma schematizzato di figure in perfetta armonia, il rapporto tra luce e ombra (l’illusine) crea nel grafico e nel suo plasticismo, un gioco vigoroso di tensioni dinamiche, che inducono lo spazio come energia strutturata (eterica). L’opera, si è detto, la risultanza di un’investigazione nel grembo immenso di un profondo stato d’animo…più profondo, asseconda più il cuore della ragione. L’opera è un omaggio all’atto estetico e della femminilità ispiratrice (riflesso di Dio) del mentale-superiore. Nella ricerca di quell’energia comunicativa che si trova in ognuno di noi. E che, nella grafica, può essere raggiunta con una parziale astrazione della realtà, assecondandone percezioni che vanno oltre il pensiero razionale dell’uomo. E’ un’autentica vera opera d’arte, in sintonia con il paradigma di Leonardo: ricerca, comunicazione ed emozione.
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