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Saggia natura

4° premio al Concorso “Giovanni Papini” 2012
Firenze, 21 ottobre 2005

Una giornata sola a raccontare,
in quest’eremo di solitudine,
il ricordo – ormai dimenticato –
delle nostre parole inutili,
dette così, tanto per dire.

Io devo essere ancora infantile
se ho trovato soltanto assenza,
e non sento l’indifferenza
di chi non dice mai niente,
né di chi può dissetarti
co’ una goccia e non lo fa.

Ho tanta voglia di cantare
ancora, modulo la voce e seguo
una traccia in questo cielo spento,
con la luna prima e ultima luce
di latta arrugginita dal tramonto.

Ormai, dopo esser scivolato
senza più peso nell’ignoto
del cielo, l’erba del ciglio
ed aspri roveti ho piantato lassù,
nell’universo fatto in fretta,
ove – in fondo – c’è di tutto, anche
l’arcobaleno e il sorriso dei bimbi…

Saggia natura insegnami come
l’unica foglia in cima al ramo
aspetta, fin dall’inizio,
l’eterna smorfia del vento.

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