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Ho visto per voi

“Il mondo in un collage”
Marta Sarti

Locandina.

Articolo di Alessandra Bruscagli.

Opera del 2015.

Opera del 2016.

Opera del 2017.

Presso la Galleria “Simultanea Spazi Arte” - Via San Zanobi 45R a Firenze - si è svolta la mostra delle opere di Marta SartiIl mondo del Collage” inaugurata il 13 ottobre ed aperta fino al 24 ottobre 2017.

La mostra curata da Daniela Pronestì e Roberta Fiorini con la stessa artista è stata preceduta dall’articolo di Alessandra Bruscagli, che partendo dal collocare Marta Sarti tra gli artisti di Sesto Fiorentino, ne indica la sua appartenenza alla “prestigiosa Compagnia del Paiolo e all’Associazione LiberArte”.

L’Artista ha presentato oltre trenta opere, di cui solo una piccola parte riportate in questo articolo, che sono state scelte perché, personalmente, sono attratto dai suoi interni, così ricchi di fascino e di creatività, con la sensibilità di una donna che ha portato avanti una famiglia di artisti assieme al compianto coniuge Adriano Corsi e ai figli.

2014: La stanza dei balocchi.

2017: Interno con stoffe.

Il termine collage indica la tecnica utilizzata per la realizzazione di opere prodotte per mezzo della sovrapposizione di carte, fotografie, ritagli di giornale o di riviste, ma anche di oggetti incollati su un supporto generalmente rigido e come afferma Daniela Pronestì non è il caso “di attribuire a questa tecnica una posizione ancillare”.

Mi piace citare alcuni grandi artisti, scelti tra i tanti, che mi sono particolarmente cari che hanno creato ed utilizzato questa tecnica, tra questi George Braque (Argenteuil 1882-Parigi 1963) esponente del cubismo insieme a Picasso, che lo adottò sin dall’autunno  1912 con i cosiddetti papiers collés, ma che oltre alla carta utilizzò anche pacchetti di sigarette, scatole di fiammiferi, carte da gioco.

Si concretizzò così una sorta di 'polimaterismo' (tecnica mista) che condusse sia ad una corrente Collage classica, sfociante nel Futurismo e nell'Astrattismo , sia ad una corrente collage a tre dimensioni, chiamata più esattamente assemblage che trovò spazio nei movimenti Neo-Dada, nella Pop art.

2017: Internocon due modelle.

2017: Interno con scala.

Tra gli altri precursori Max Ernst (Brühl 1891-Parigi 1976) che dagli studi di filosofia approda all’arte attraversando i movimenti Bauhaus e Dada per arrivare al Surrealismo, nei suoi collage inseriva anche incisioni in b/n di inizio secolo. Il collage nella seconda metà del Novecento è approdato al dècollage, ossia carte strappate, che viene utilizzato da artisti appartenenti alla Pop art.

Tra gli artisti italiani voglio ricordare Umberto Boccioni (Reggio Calabria 1882-Chievo 1916) che è stato un esponente di spicco del futurismo e con Filippo Tommaso Marinetti, Gino Severini ed altri scrisse il Manifesto dei pittori futuristi (1910); lo stesso Gino Severini (Cortona7 aprile 1883 - Parigi26 febbraio 1966) è stato un artista che durante il periodo parigino svolse  un importante ruolo di collegamento fra gli ambienti artistici francesi e italiani, in particolar modo tra le sensibilità cubiste e futuriste.

2017: Interno liberty

2017: Interno veneziano.

Come si evince da queste poche note il collage ha potuto contare su importanti personaggi dell’arte che ne hanno tracciato quella tipologia che Marta Sarti oggi segue con sensibilità e amore.

Nella sua mostra a Palazzo Medici Riccardi a Firenze nel 2014, nella quale esponeva lavori che iniziavano nel 1993, sul catalogo dell’evento Luigi Bicchi così descriveva la sua arte: “In Marta ho sempre visto l’originalità di un pensiero, di un occhio osservante, di una sintesi raffinata da sembrare solamente elegante…Ed è facile perdersi in quelle prospettive metafisiche, in quell’affastellarsi ordinato di oggetti, in quella sospensione di tempo che Marta ci propone.”

Se Bicchi non è un critico Daniela Pronestì si, ed ecco come sullo stesso catalogo illustra la sua opera precisando che: “…non è sufficiente incollare dei pezzi di carta su di un piano per creare una composizione artistica.” ma “…nei collage della Sarti i ritagli cartacei convivono ed interagiscono sul supporto in maniera così armonica che sarebbe impossibile risalire alla loro “vita” precedente…”.

2017: Salotto con modelle e fragole.

2017: Vintage.

E’ necessario lasciare che la propria fantasia, proiettando le immagini in una atmosfera incantata raggiunga la consapevolezza che le potenzialità dell’artista le consentono di trasformare l’ordinario in straordinario, “capaci di raccontare storie, creare mosaici, edificare città” come scrive Massimiliano Corsi.

Seguite nel suo percorso Marta Sarti, una donna semplice, ma carica di intuizioni e di pacata ironia che il pubblico, anche all’estero, ha potuto apprezzare perché “il lungo e minuzioso percorso ci mostra una donna consapevole della propria bellezza” – interiore – “e del richiamo amoroso che suscita” così conclude Eleonora D’Aquino nella sua analisi..

dicembre 2017

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