Servizi
Contatti

Eventi


Alida Casagrande:
il suo diritto (non finto) ai chiaroscuri d'amore

Domenico Cara

1. La donna in ogni rovo, qualunque siano l'estasi e il vetro

Innumerevoli sono le strade che portano il narratore agli argomenti d'amore. Sono i più immediati, i più sinceri, legati a filo doppio con la vita interna ed esterna della loro quotidianità. Le storie private contribuiscono al loro fomite continuo e i mass-media aggiungono assiduamente eventi, insidie, pessimismi, misure persino irreali e contrasti. I prodotti emotivi diventano delusioni e gioie illimitabili e brevi, altri lampeggiamenti di idillio, di felicità e di orgoglio individuale. Ogni caso di rapporto umano conduce alla donna: sofferente ed amata, tradita e abbandonata per sempre, in un delirium di contraddizioni e di curriculum normale, di malinconie ed ebbrezze. In più estasi e visioni reali e mentali è la Cosa di un sogno profondo e segreto.

2. Il riconoscersi dolce nelle fasi di un legame senza tempo

La favola più insignificante spesso ispira rapporti letterari efficienti o maliziosi. Ciò che s'invalvea lieto e segreto, diviene apparizione congelata nei moti d'amore istituisce un'ossessione, un tentativo in cui il pensiero e il vezzo si fanno entusiasmo privato, prepotente. La tensione implicita avviluppa dentro chiaroscuri ansiosi, finge di precisare un sistema di nuovo riscontro di se stessi, mentre molto non va per il giusto verso, e il cuore assottiglia i più sognanti aneliti. Qualche volta aggiorna l'impervio destino, proprio quando le risposte negative riassumono un contrasto, un po' indiretto, un po' appannato e assoluto, dove si riscontra un trionfo della morte dei sentimenti per poi ravvivarlo.

3. Interstizi e arpeggi di un sogno quotidiano

Così l'amore rinasce attivo e irregolare, si fa parodia della sopravvivenza, pittoresco e silenzioso, perde i suoi colpi cruciali, riacquista come al cinema un provvisorio divenire (come nelle fiction leste e leggere, i racconti ameni e amari delle riviste, le puntate abituali e fervorose delle telenovele di moda). La scelta del suo obiettivo è vivere per se stesso fino al rimbecillimento, con un domani affascinante: il volto (e il nome) dell'essere più proprio, sempre meglio fissato anche in foto, le insonnie dedicate a ciò che si ama e si detesta del soggetto in causa, in una ripetizione che ogni letteratura ascolta dall'identico rituale, dalla sostanza da cui rinasce, riesplorando ciò che conosce in più stili e sensazioni.

4. Emancipazione e fiaba della tenerezza (l'amore:: centro di costruzione)

L'amore diventa così entità mentale insepolta. La sua voce, i silenzi, le pause, coltivano comunque fuochi soltanto in apparenza trascurabili e in effetti attivi; si consuma e rinasce, e ribelle e si affida a un brusio inconscio, sembra il positivo e il negativo di un cliché risaputo e invece rinnova le sue estensioni! (Mi sembra che Alida Casagrande circondi di codesto esplicito umore la serie di interventi narrativi, dove saluta la musica di un incontro, un riavvio conosciuto in altro libro, il pretesto organizzato per sapere di più su un diverso personaggio, ecc. È un disseppellimento dell'amore, un volo attento, un portarsi meglio sulla posizione precaria di tale consapevolezza e fantasia, fisicamente preoccupata a dire il vero, mettendo in ordine fatti, casi scoscesi e inguaribili dell'uomo, ritorni consecutivi a figure contro le quali non è distante qualche aspetto della sua biografia di persona e di scrittrice senza autorità, ma incapace di sfuggire alle riflessioni del cuore, di dire sull'amore ciò che pensa in una sintassi non culta o eccentrica ma estemporanea e senza somigliare nella scrittura ad alcuno).

5. Verbali d'amarezza, psicopatie della contemplazione, ombre, ricami

Questa musica ebbra (l'amore è come un perdersi in una culla fra le sterpaglie) non può avere serenità. Le ascese intime sfuggono e la disperazione ritrova momenti di fremente dialogo, ardori sine qua non; rispolvera le iniziali glorie, riaccende il piacere di esili e soffici contingenze per abitarsi, vivere. Quando è in fieri sogna, quando è adulto si riproduce per gemiti e convulsioni gagliarde. Più spesso è capovolto dal vento che tira in certe poco amabili sieste, quindi trova formule morbide, si riassesta nella turbolenza efficace e turgida. Sono memorabili i dialoghi chiusi, radiosi, le ribellioni che si trasformano in arabeschi. Esistono nei suoi itinerari vette splendide, bagni di sudore, pastiches zelanti e scaltrezze ben condensate, presto sostituite da urti, sospensioni, arresti definitivi, dubbi di comportamento, illazioni di non-senso, fascini e torpori che simulano la altera esistenza e una serie di piegature forti. L'amore!

6. Oscillazioni della sorte in un innamoramento di ignote figure

La stessa distanza un grumo insormontabile a volte, e certe liceità sono insopportabili per diversità di carattere di coppia, gergo, annunci di maniera, esibizioni ridicole, false misure, provocazioni e malintesi. Nella medesima eloquenza (mai logora) Alida Casagrande scova immagini assai distinte di donne che risolvono o no un problema nella proposta che suggerisce al lettore disattento di questi anni. Antonia e Madame De Arbasine, Allegra Rampini e di Norma Elsira Mescali, Mara e le altre. Un commento intrigante e audace, una fiducia o qualcosa che assale la riflessione su "una repubblica delle donne" non del tutto sicura o garante di qualche successo portato in questione per raccontare il suo sesso. C'è materiale per iniziare un archivio di presenze lecite, umane, discrete. Tutto avviene per sorprese, referenti del contrasto nell'epoca in cui vive.

7. Specchi e luoghi variati, in una limpida comunicazione degli occhi

Indubbiamente molto non si risolve in un argomento fondamentale dell'essere come l'amore. Il peso è rivelato dall'insistenza del trauma che un amore può offrire. Gli aspetti del caso possono essere infiniti e l'Autrice traccia cronache civili, istintuali moniti di punti di vista istantanei. Lui e Lei ombre e altalene di uno spettacolo riconoscibile, di un muoversi mai specioso, raccontato dal vivo, con sopportazioni, soluzioni spesso senza gaudio o poteri. La possibile isteria scompare dai fermenti emozionali, la devozione rarefatta dopo esperienze avvolgenti e tristi. E di là ricomincia la veglia ad ogni amore assassinato o agonico.

8. Cielo e prassi delle metamorfosi, davvero suggestivi e non del tutto espressi

S'insinua nei racconti una serie d'impronte sognanti, ma non invulnerabili. Le voci (mai astratte) contengono una relazione delle ovvietà della prassi, rosicchiata alle radici di un sogno non sempre favorevole, sistematicamente scomode ma normali in una verità d'amore. L'Autrice coltiva un giardino in esperimento non calcolato sugli atti a disposizione perché il narrare è il movimento in cui più rappresentativamente regola l'intima armonia femminile. E dove ricostruisce gli effetti dell'intesa post-romantica, in connessione con la follia di raccogliere intorno ad un'affabulazione disincantata lettori disponibili (come accade a molti scribi, in un'eta di congegni elettronici e di comunicazioni visive dilatate). E questa è la forza, che regge il diritto personale di servirsi di parole (d'amore) per individuarsi, in una libertà di monoghi e di sussurri. Ed è cio che è più invidiabile (e forse a lungo nascosto, come si fa con i "diari", taciuti spesso agli altri).

autore
Literary © 1997-2024 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza