Servizi
Contatti

Eventi


Damos la limpida chiesetta nel paese abbandonato

La piccola chiesa e il campanile si disegnano con linee purissime fra un breve pendio e il cielo: si presentano così per chi arriva, scendendo da Tai verso la pianura e deviando sulla destra poco prima della vecchia Cavallera e del ponte Cadore. E una costruzione che, al primo apparire, stupisce ed avvolge, tanta è l'essenzialità delle linee architettoniche.

Qui la devozione popolare è nata e cresciuta fin dal tardo Medioevo. Esiste infatti un documento che riguarda Azato da Pozzale il quale nel 1348, aveva disposto un lascito perché vi si celebrassero annualmente quattro Messe a suffragio della sua anima. E' la testimonianza di una spiritualità antica e convinta, del bisogno di collegare realtà. terrena ed eternità.

Damos è anche raggiungibile partendo dal paese di Valle e, superato il suggestivo ponte coperto di Rualan, seguendo il sentiero che scandisce il percorso d'epoca romana, a tratti lastricato, sul quale sono ancora visibili le tracce del passaggio del carri.

La chiesetta appartiene alla parrocchia di Tai ed al Comune di Valle, a 750 metri di altitudine.

Vengono celebrate Messe il 24 giugno, festività di San Giovanni Battista, il 14 agosto vigilia della festa dell'Assunta e il 29 agosto, giorno dedicato al martirio del Battista. Altre celebrazioni avvengono in memoria di defunti.

Davanti all'edificio esiste un piccolo cimitero recintato da un muro e assai curato, la cui realizzazione era stata autorizzata fin dal 1762. Alcune sepolture risalgono ad anni molto recenti. Vi è anche memoria di un caduto della "grande guerra", un ragazzo di vent'anni "La piccola Damos ricorda con orgoglio il suo caduto Da Damos Federico. 7° Alpini, 1897-1917".

Inizialmente quello di Damos era un tempietto di minuscole dimensioni, andato ampliandosi nel tempo, pur conservando caratteristiche di assoluta semplicità.

Sulla parete di fondo, sopra un piccolo altare, è stata affrescata sul finite del Trecento una Crocifissione di trascinante forza emotiva: il linguaggio pittorico è quello di un artista sconosciuto chiamato dal vicino Friuli e lascia trasparire una fede viva e sofferta, lontana da manierismi e leziosità.

Il Cristo ha un'espressione di dolore consapevole, accentuato dai capelli folti e scomposti, mentre un fiotto sanguigno spruzza dal costato e un velo trasparente avvolge il bacino e parte delle gambe.

Maria, accanto a lui, ha le mani giunte, in una implorazione che sembra raccogliere le umane debolezze, le contraddizioni e le atrocità, per riscattarle e risanarle. Anche Giovanni è sotto la croce e il suo volto esprime una calma certezza, quasi un rendimento di grazie.

Il dipinto, restaurato nel 1991-92, appare oscurato sui bordi superiori da due riquadri raffiguranti San Rocco e Sant'Antonio Abate.

La chiesetta di Damos e dedicata ai Santi Andrea e Giovanni Battista. Andrea, nativo di Bethsaida, era fratello di Simon Pietro e prima di essere "chiamato" da Gesù, mentre pescava nel mare di Galilea, era discepolo del Battista.

Alla costruzione iniziale sono state aggiunte nel XVI secolo la navata (un'aula quasi quadrata), il campanile e la sacrestia.

La devozione era andata radicandosi, in quella breve radura chiamata "pian delle forche", da cui si dominano la confluenza del torrente Boite nel Piave e il sottostante paese di Perarolo, su iniziativa dei boscaioli che avvertivano un bisogno profondo di protezione, esposti com'erano alle vicissitudini collegate al trasporto via terra del legname fino al fiume, per farlo giungere successivamente a Venezia. Assai delicato e impegnativo era soprattutto il trasporto delle lunghe "antenne", destinate a diventare alberi navali.

La borgata di Damos, abitata tuttavia fino agli anni Sessanta del '900, era andata spopolandosi dopo il 1830, in seguito alla costruzione della nuova strada di Alemagna che aveva spostato il traffico in diversa direzione. L'abbandono della chiesetta era durato fino al 1972, data di un primo intervento di manutenzione al tetto.

Oggi un perfetto silenzio regna lì attorno.

Sulla parete di destra è conservato un dipinto raffigurante una Madonna col Bambino fra i Santi Andrea e Giovanni: ed è significativo che, sullo sfondo, sia visibile un turbinare di acque tempestose sulle quali galleggia una zattera, evidente richiamo alla fatica e ai pericoli degli abitanti di un tempo.

Sull'arco che introduce nella primitiva struttura campeggia un'Annunciazione, su cui spicca la dolcezza del viso di Maria, attribuita al pittore carnico Paulitti, mentre sulla volta sono affrescate alcune scene della vita di Gesù, con in lontananza i profili delle montagne.

All'interno esiste anche un Crocifisso ligneo del XV-XVI secolo, scolpito con accuratezza di particolari: l'espressione di intensa, quasi rude sofferenza lo collega idealmente al Cristo trecentesco affrescato sulla parete di fondo e, quasi, obbliga il visitatore ad un confronto non superficiale con se stesso e con proprio percorso esistenziale.

autore
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza