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Note critiche a
Antonio Fogazzaro fra arte e propaganda
U. MB.
[Umberto Morbidelli]
"Bibliografia generale della lingua e della letteratura italiana", Roma,
2007
Ciccia
[...]
Giudica 'Malombra' e 'Piccolo mondo ant." i capolavori di A. F. per la
naturale tendenza della scrittura ai toni della lirica, tendenza altrove
inibita da eccessive preoccupaz. extraletter. (soprattutto il riformismo
religioso ne 'Il Santo'). Rec. Demarchi Silvano, in Crist. n. 2-3 2005, p.
180: not.
Nunziata Orza Corrado
"Il Salernitano", Salerno, 2.VII.2006
Questo pregevole saggio del critico, professore Carmelo Ciccia, si presenta ai
lettori con una semplice e chiara veste tipografica, atta a mettere in rilievo
l’importanza del contenuto, che è una disamina critica, attenta e perspicace non
solo della produzione letteraria di Antonio Fogazzaro, ma anche della sua
difficile personalità, spesso ambigua e sfuggente, in realtà sensibilissima alla
temperie del fervore eroico risorgimentale e del faticoso assestamento della
nuova Italia. Nell’introduzione al suo lavoro, il professor Ciccia ci dà,
appunto, una rappresentativa sintesi della personalità del Fogazzaro, vissuto in
un’epoca complessa, ricca di fermenti innovativi e, spesso, contraddittori.
Poiché riteniamo che lo scritto del nostro illustre ermeneuta sia degno di
altissima considerazione, opereremo degli stralci dal testo per sollecitare nei
lettori il gusto alla lettura di argomenti estremamente interessanti, per
l’obiettività della loro trattazione, ricca per altro di significative curiosità
e notizie insolite e inusuali [...] Ringraziamo il professore Ciccia per
l’interessante lettura che ci ha procurato il ‘suo’ Fogazzaro, che rimane una
grandiosa lezione di arte, di fede, di letteratura e di storia. Del resto già
conosciamo la sua fama di eccellente dantista, di livello internazionale e
mondiale. I suoi interessi culturali sono poliedrici e si rivolgono egregiamente
anche alla narrativa e a scritti pedagogici d’immensa portata. A lui auguriamo
ulteriori e magnifici successi, perché la sua figura di studioso e di scrittore
onora l’Italia tutta.
Vincenzo Rossi
"Cronache italiane", Salerno, apr. 2006
Il
merito maggiore di questo scritto, a nostro giudizio, consiste nell’abilità di
condensare in poche pagine (45) un esame pressocché sufficiente (con proposte e
valutazioni personali) per una valida sintesi su quanto più interessa oggi
dell’uomo, del religioso, del patriottico, dello scrittore Antonio Fogazzaro.
Nell’agile e piacevole lettura del libretto/estratto troviamo, oltre a varie
notizie riferentisi a tutto il corso movimentato della sua vita, una valutazione
specifica e giusta delle opere e nell’ambito del mondo dell’autore e in quello
del tempo in cui visse e operò, con utili e numerosi confronti con altri
scrittori, nonché citazioni da giudizi e da lettere [...] Il critico dimostra
con precise indicazioni il destino dello scrittore [...] lo giudica uno dei
rari e fermi precursori del rinnovamento della Chiesa, quasi anticipando con le
sue proposte il Vaticano Secondo di Papa Roncalli. Dichiara altresì che i
suoi libri ingiustamente furono messi all’indice dei proibiti e che bene farebbe
la Chiesa se ritirasse il decreto. Per quanto riguarda il narratore afferma che
il Fogazzaro ha fatto arte soltanto in Malombra e in Piccolo Mondo
antico [...] Degli altri romanzi valuta, con motivazioni valide e
giuste, il valore filosofico, religioso, ideologico e politico: in essi
riconosce più che il narratore un popugnatore di nuove idee e di riforme miranti
a generare una nuova età, rispondendo a quanto avvertiva nell’anima del popolo.
Silvano Demarchi
"Il Cristallo", Bolzano, dic. 2005
In
questo saggio l’Autore, noto critico e dantista, passa in rassegna le opere del
Fogazzaro, osservando che i suoi due capolavori sono il romanzo d’esordio
‘Malombra’ e il successivo ‘Piccolo mondo antico’ per cui viene maggiormente
ricordato. Ciò perché in esse il romanziere ha dato piena e coinvolgente
espressione alla sua vena creativa e artistica [...] Nelle altre opere il
romanziere è troppo preso da istanze riformatrici relative al suo tempo e in
particolare alla Chiesa [...] ma in quell’epoca in cui vigeva ancora l’Index
librorum prohibitorum valsero allo scrittore la messa all’indice delle sue opere
[...] Nel rapporto tra Fogazzaro e Verga, l’Autore rileva il cordiale rapporto
che correva tra i due e come il Fogazzaro ebbe maggior fortuna in vita e il
Verga invece dopo la morte.
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