|
| |
Note critiche a
Etica e società
(2009)
Silvano Demarchi
“Literary.it”, Padova, ott. 2009
“Gli argomenti del saggio vengono precisati nel sottotitolo: Riflessioni su
prostituzione,
televisione, sessualità, pudore, società alienata, ossessione ed educazione
sessuale, donna e famiglia.
Come si vede, argomenti di grande attualità, quell’attualità che per il suo
degrado crea disgusto e disorientamento, a incominciare dalle trasmissioni
televisive, dove trionfano le veline che mettono in mostra il loro corpo,
indubbiamente bello e seducente, ma che ‘per contratto devono infondere una
continua eccitazione sessuale negli spettatori’. Le femministe gridano allo
scandalo ma non si accorgono che gli stupri che avvengono assieme ad altre
violenze sulle donne dipendono anche dalle provocazioni che le donne esercitano
sull’uomo col loro modo di vestire, il quale non è immune dalle tentazioni:
‘Quindi la richiesta di pene più gravi per le violenze sessuali, periodicamente
avanzata dalle femministe, sarebbe apprezzabile soltanto nel caso che non siano
le femministe stesse, e ad ogni modo le femmine, a provocare le suddette
violenze con abbigliamenti e comportamenti...’ Un vero scandalo è dato dalla
prostituzione sulle strade, che non esiste, almeno in tale misura, in quei paesi
dove sono consentite le case di tolleranza: e pensare che S. Tommaso diceva che
‘la prostituzione va tollerata per evitare mali peggiori’, come ad esempio le
malattie veneree. L’autore, cattolico, condanna anche l’esagerazione opposta,
rappresentata dalla Chiesa cattolica che ‘se continuerà a proibire il matrimonio
ai suoi sacerdoti e il sacerdozio alle donne, potrà rischiare ‘d’andare in
fallimento per mancanza di vocazioni’. E aggiungiamo che richiedere la castità
fino al matrimonio, che per varie ragioni non avviene più in giovane età, lascia
quanto meno perplessi. Se tuttavia l’atteggiamento conservatore della Chiesa non
fa più presa sulla gente, ciò che sgomenta è la libertà sessuale oggi in voga,
anche tra i giovanissimi, le continue sollecitazioni offerte dalla TV, la
diffusione dell’Aids, verso le quali la critica di Ciccia è sferzante e
condivisibile. L’autore arricchisce questa descrizione del costume con continue
citazioni letterarie (Mazzini, Carducci, Leopardi) e da noto dantista non manca
di citare versi del divino poeta (‘l’andar mostrando con le poppe il petto’) o
casi come quello di Jacopo Rusticucci, divenuto sodomita per la frigidità della
moglie, assieme ad altri casi relativi alla sessualità. Accanto alla pars
destruens, l’autore, da educatore quale è stato nella sua attività di
professore e preside, avanza la seguente proposta: ‘I giovani potrebbero essere
educati ad
orientare le proprie pulsioni sessuali verso incontri d’anime, oltre che di
corpi: non in passeggere avventure, ma in intrecci di vite, con chiari progetti
di comune avvenire, per costituire e mantenere forti intese di sentimenti e di
caratteri, consolidate dalle gioie della prole e capaci di durare per sempre.’
Ci auguriamo che questa non sia una vox clamans nel deserto, ma che
serva ad aumentare i consensi di coloro che hanno responsabilità morali ed
educative.”
| |
 |
autore |
|