Note critiche a
Il mondo popolare di Giovanni Verga (1967)
Salvatore Calleri
“La
procellaria”, Reggio di Calabria, gen.-mar. 1981
“L’autore reca,
con impegno e passione di studioso, un degno contributo agli studi verghiani,
interpretando le tradizioni popolari a cui l’autore dei Malavoglia e di
Mastro don Gesualdo ricorse nella sua creazione.”
Casimiro Nicolosi
“La
Sicilia”, Catania, 28.IX.1979
“Volumetto [...]
tanto prezioso e ricco di valide notazioni.”
Barbaro Conti
“La
procellaria”, Reggio di Calabria, ott.-dic. 1978
“Questo libro
rappresenta la sua prima opera di un certo impegno ed offre, accanto
all’interpretazione, una rassegna delle tradizioni esaminate. La dedica del
libro Ai miei genitori / tipici rappresentanti del mondo degli umili /
cantato dal Verga enuclea la tematica dell’opera, intesa a chiarire la
matrice popolare della narrativa verghiana.”
L. D.
“La
parola e il libro”, Roma, lug. 1968
“È questo lo
spirito animatore del saggio dell’A.: studiare il mondo popolare di Verga in
tutti i suoi
aspetti.”
Carmelo Musumarra
“Archivio storico per la Sicilia orientale”, Catania, fasc. II, 1968
“Il compito che
l’a. si assume non è né piccolo né facile, perché studiare il “mondo popolare”
del Verga vuol dire studiare tutto Verga, investendo tutti i problemi connessi
con la sua opera. Questa impresa è stata affrontata con grande amore. [Il libro]
ha il pregio di farsi leggere agevolmente per la chiarezza del dettato e
l’interesse degli argomenti affrontati.”
Gianfranco Contini
“La
rassegna della letteratura italiana”, Firenze, mag.-dic. 1968
“[...] nella
seconda parte del suo libro [...] egli dispone analiticamente [...] il materiale
folcloristico reperibile nell’opera verghiana e costituisce un utile anche se
non esauriente repertorio.”
Anthony C. Debellis
“Books abroad”, University of Oklahoma, Norman (Usa), apr.1968
“In this
critical review, Carmelo Ciccia analyzes and examines the component parts of the
popular world of Verga and the use made of such elements in his works.”
Luigi M. Personè
“Il
gazzettino”, Venezia, 15.III.1968
“Quest’aspetto
implicito nell’opera dello scrittore siciliano non mi pare sia stato finora
messo abbastanza in luce, neanche da Luigi Russo che rimane , a tutt’oggi, il
suo maggiore interprete; ed è là che Carmelo Ciccia ha puntato. Non poteva
scegliere, nel complesso dell’opera verghiana, alcunché di più suggestivo e di
meno studiato o conosciuto. Ha avuto un intuito sicuro.”
Aldo Priore
“Il
piccolo”, Trieste, 21.II.1968
“Nell’organicità
compositiva del suo libro, l’autore ha posto, come contrafforti di quanto va via
via affermando nei vari capitoli, molti richiami e testimonianze autobiografiche
del Verga.[...] Il libro è allettante. Propone questi ed altri temi importanti
facendo crescere a dismisura la grande ombra del Verga anche sulla zona —
apparentemente disinteressata o dimentica — della letteratura contemporanea.”
Carmelo Librizzi
“La Sicilia”, Catania, 21.XII.1967
“Ma il merito
particolare di questo libro è, secondo noi, quello di aver saputo documentare il
bisogno sentito dal Verga di prepararsi, con studi adeguati, alla comprensione
del mondo tradizionale, folkloristico, degli umili.”
Giovanni Tucci
“Rivista di Etnografia”, Napoli, vol. 21, 1967
“Alla vasta
bibliografia verghiana l’odierno contributo del Ciccia apporta un arricchimento
di ordine specialistico e come tale si segnala e si definisce ancor valido per
il suo svolgimento pacato e condotto alla luce di una indagine minuziosa.”
Aldo Majolino
“La
settimana a Roma”, Roma, 13-19.X.1967
“Si tratta di
un’opera che si distacca nettamente da tutta la saggistica sul grande scrittore
siciliano.”
Domenico Defelice
“La
procellaria”, Reggio di Calabria, ott.-dic.1967
“Il saggio di
Carmelo Ciccia, “Il mondo popolare di Giovanni Verga” , contribuirà
senz’altro a farci conoscere meglio il grande siciliano: è un cercare di porlo
nella giusta luce, un rendergli giustizia.”
Lorenza Rocco
“Sìlarus”, Battipaglia, set.-ott. 1967
“Studio profondo
e degno di lode.”
Gino Raya
“Biologia culturale”, Roma, set. 1967
“L’autore
dimostra una rara onestà critica nel rilevare tanto gli studi e i giudizi altrui
di cui si è servito, quanto quelli apparsi posteriormente alla propria indagine.
Tra i giudizi particolari abbondano i segni di una lettura attenta e sagace.”
N. G.
“Il
secolo XIX”, Genova, 25.VIII.1967
“Questo studio
ha in più il merito di chiarire l’importanza del Verga quale si presenta oggi di
fronte alla critica.”
Carmen Scano
“Il
giornale letterario”, Milano, lug.-ago. 1967
“L’autore ha
messo un freno alla critica esclusivamente estetica. Più che indugiarsi ad
analizzare le fronde, ha messo a nudo le radici dell’albero affondate in buona
terra siciliana. [...] Il più efficace intermediario tra il Verga e l’autore del
Mondo popolare ecc. è lo stile di Carmelo Ciccia: limpidezza tutta
italiana, scorrevolmente misurata.”
Ada Miliani
“La
sonda”, Roma, lug.-ago. 1967
“Il profondo
sapere, le ricerche accurate, la sottile analisi e indagine, penetrano lo stato
d’animo e il desiderio che ispirarono al Verga le sue opere, che, così
illuminate, ci appaiono in tutta la chiarezza del concetto animatore. [...] La
fatica di Carmelo Ciccia [è] fra le più degne di rilievo e di elogio, perché
arricchita da personali, profonde osservazioni che aiutano piacevolmente il
lettore a comprendere le opere di Giovanni Verga.”
Corrado Orsini
“Il
giornale letterario”, Milano, giu. 1967
“Il tema era ed
è del tutto nuovo: ma lo studioso Autore di questo interessante volume lo ha
affrontato, discusso, sviscerato intelligentemente. E l’opera verghiana ne trae
insospettate luci.”
Carmelina Naselli
Università di Catania, 7.VI.1967
“È una
monografia che non sfigura nel gran coro della letteratura verghiana e, per la
parte riguardante le tradizioni popolari, reca un contributo per molti aspetti
originale.”
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