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Note critiche a
Profili di letterati siciliani dei secc. XVIII-XX
(2002)
Mimmo Chisari
“La
gazzetta dell’Etna”, Paternò, 27.VI.2006
“Acuto saggista e storico della
letteratura, costituisce un punto di riferimento indispensabile per chi voglia
conoscere la storia della letteratura siciliana dei secoli XVIII-XX, corredata
anche di interessanti ed ampie notizie e riflessioni critiche su autori minori
che, meritevoli per l’impegno profuso nel settore letterario, si sono distinti
nell’ambito della loro cittadina o della provincia di appartenenza.”
Rita Calderini
“La
voce del Cnadsi”, Milano, 1.I-1.2.2004
“Sono quasi 200
pagine di ricerca e studio in cui si possono trovare i profili non solo di
autori che, pur essendo nati in Sicilia, sono vanto dell’Italia e del mondo
intero, ma anche di autori poco noti [...] Un’opera di tutto rispetto nel
panorama della Letteratura Italiana, che tratteggia vite, opere, correnti e
movimenti di pensiero, caratteristiche formali. Un libro che si legge con
interesse, anche perché scritto con stile semplice e chiaro [...] Insomma,
un’opera che conferma la profonda cultura e la capacità esegetica di Carmelo
Ciccia, quale conoscevamo già dai precedenti libri, compresi quelli in Lingua
latina.”
Guido Pagliarino
“Le
Muse”, Reggio di Calabria, feb. 2004
“Presenta le
biografie di oltre centosettanta letterati siciliani. I nomi di alcuni di loro
sono ormai compresi da tempo in manuali di storia della letteratura, quelli
degli altri sono più o meno noti. L’opera è dunque divisa in due parti [...]
Nella seconda parte dei ‘Profili...’ il Ciccia presenta più di centocinquanta
autori, che è impossibile anche solo elencare in questa sede, la cui fama, per
parte di loro, è già consolidata presso il grosso pubblico, mentre gli altri,
tra cui l’autore stesso, sono noti in ambienti letterari; su tutti però, non ci
sono ancora sufficienti, approfonditi studi critici, per cui non si può tentare
di prevedere se rimarranno o no nella storia della letteratura.”
Silvana Musso
“La
Sicilia”, Catania, 25.I.2004
“La peculiarità del libro, messa in
evidenza dal prof. Sciacca e confermata dalle parole dell’autore, è proprio
quella di essere un “invito alla lettura”, uno stimolo a riscoprire alcuni
personaggi caduti nell’oblio o a vedere in una diversa prospettiva letterati
siciliani molto famosi, dei quali il prof. Ciccia inserisce il saggio critico
corredato da una sua interpretazione della personalità scaturita in certi casi
dalla conoscenza diretta e testimoniata da scambi epistolari e immagini
fotografiche. Attraverso il ricordo degli episodi riportati è possibile
immaginare un ritratto completo, non solo critico, ma soprattutto umano dei
grandi personaggi cui il libro è dedicato. Giovanni Verga, Domenico Tempio,
Tomasi di Lampedusa, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sciascia, Vitaliano Brancati
e Giovanni Meli solo per fare qualche nome, e i meno noti, ma non per questo
meno importanti per la cultura siciliana, Luigi Russo, Concetto Marchesi,
Carmelina Naselli, Antonio Aniante, Gino Raya, sono alcuni dei letterati
siciliani che rivivono tra le pagine di questo libro attraverso il racconto, in
certi casi affettuoso e nostalgico, di Carmelo Ciccia.”
Horatius Antonius Bologna
“Latinitas”, Città del Vaticano, Dic. 2003
“Aliud opus,
nitidis typis nuper excusum, edidit Carmelus, quod acre auctoris ingenium,
singularem doctrinam atque eruditionem patefacit [...] Auctor in Siculos tantum
scriptores et poetas considerationes intendit; nullus adhuc eruditus vir
eruditorum Siculorum nomina in indicem eorumque opera in tabulas rettulerat
[...] Carmelus in eos necessarias inquisitiones perficit, ideoque perutilem
librum exhibet. Opus, quamvis mole mediocre, doctum et laboriosum iure meritoque
ducitur, propterea quod uniuscuiusque auctoris brevem vitam eiusque opera
memorat. Auctor nomina et opera cura et probabili diligentia notat, in quibus
archivis serventur perscribit. Opus illis destinatur vestigatoribus, qui, cum
ignotum auctorem ab oblivione vindicare velint, nomina et opera in promptu
habere cupiunt. Librum, parvum sed pretiosum, ut idoneum locum in bibliothecis
cum publicis tum privatis habeat, faustis votis prosequor.”
Sergio Sciacca
“La
Sicilia”, Catania, 27.XII.2003
“Carmelo Ciccia,
dirigente scolastico e narratore dalla vena verista, i cui racconti (Storie
paesane, 1976) hanno suscitato attenzione anche internazionale e traduzioni
nelle maggiori lingue europee, è soprattutto saggista. Il volume dedicato ai
letterati di Sicilia (Profili di Letterati siciliani dei secoli XVIII-XX,
CRES, Catania, 2002, 192 pagg.) è allo stesso tempo un prontuario e una squisita
raccolta critica. Offre al lettore una raccolta ragionata della vita e
dell’attività di quasi duecento scrittori dell’Isola; da Giovanni Meli a
Domenico Tempio, da Salvatore Quasimodo (nella foto) a Leonardo Sciascia. Ma
accanto a loro ci sono i riquadri dedicati a figure non altrettanto celebri,
seppur non meno rilevanti nella formazione della cultura siciliana: Gino Raya e
Antonio Aniante, Carmelina Naselli e Concetto Marchesi. Poi ci sono i personaggi
che pur di decisivo rilievo storico normalmente vengono esclusi nei manuali di
comune consultazione. È il caso dell’epigrafista Gabriele principe di Torremuzza
(1727-1792), che dette ospitalità a Goethe e per molti versi fu creatore
dell’archeologia siciliana a carattere scientifico.
Anna Maria Gallo
“Talento”, Torino, lug.-set. 2003
“Un lavoro di
paziente ricerca che l’Autore ha chiaramente affrontato con passione e
competenza, a giudicare dai risultati [...] Se per gli autori maggiori e
relativamente recenti è facile trovare notizia, la raccolta di Carmelo Ciccia:
‘Profili di letterati siciliani’, sarà senza dubbio traccia preziosa anche per
seguire un percorso storico e insieme bibliografico di quegli autori siciliani
meno popolari, nonché strumento, non di tortura, per gli studenti a cui occorra
una pronta e affidabile consultazione.”
Pippo Virgillito
“La
gazzetta dell’Etna”, Paternò, 17.VII.2003
“Le
Muse”, Reggio di Calabria, dic. 2003
“Il lavoro
sembra una ‘mini enciclopedia’ di letterati siciliani [...] Carmelo Ciccia,
insigne studioso, scrittore, saggista, critico letterario, giornalista,
conferenziere, specialmente su Dante Alighieri: un vulcano nel campo letterario,
una fucina di sicilianità come l’Etna in perenne eruzione! [...] Ne ha fatto di
fortuna letteraria in Italia e all’estero, ricco di un bagaglio culturale che lo
ha sempre contraddistinto per la sua competenza e professionalità, la sua
profonda cultura multidisciplinare. Ha fatto e continua a fare onore alla sua
terra; adesso è cittadino del mondo, ambasciatore di sicilianità in Italia e
all’estero.”
Egidio Finamore
“Nuovo Frontespizio”, Rimini, giu. 2003
“La chiarezza
espositiva e la scoperta di particolari inediti o quasi dimenticati rendono
questo libro di Carmelo Ciccia un’opera unica, che finisce con l’essere non
soltanto un testo di consultazione per chi studia per esami, ma anche di
interessante lettura letteraria [...] Abbiamo dunque, con questo, un lavoro di
grande impegno di ricerca e rielaborazione, distinto nel suo genere, di uno
scrittore ormai provato da esperienze molteplici con pubblicazioni e analisi
critiche su argomenti di livello universitario [...] Resta comunque da poter
dire che la selezione compiuta dal nostro critico è senza dubbio esauriente, in
linea di massima, per i nomi già affermati e noti nella storia della letteratura
peninsulare e per quelli emergenti.”
Sebastiano Saglimbeni
“La
voce di Mantova”, Mantova, 15.VI.2003
“In questo agile
lavoro, un tributo di memoria per la scrittura dell’Isola del sole, la Sicilia.
Vi figurano pure i minori di ieri, e quelli contemporanei e quelli viventi in
carne e ossa. I profili sono limpidi, come se si leggessero nelle indovinate
antologie scolastiche.”
Sebastiano Saglimbeni
“Gazzetta del Sud”, Messina, 3.VI.2003
“Carmelo Ciccia, dopo gli anni del suo
magistero di docente e di dirigente scolastico al Liceo classico [...], fagocita
con costante appetito il tempo della sua quiescenza costruendo scritture che,
come ancora abbiamo scritto, sono puri e sofferti saggi su grandi autori come
Dante e altri classici [...] Ciccia — va informato — scrive recensioni in
latino, ad onta di chi vuole completamente bandire questa lingua dei padri,
questa lingua, forte luce, di base. Questo suo ultimo lavoro è un’impresa agile
di circa 190 pagine [...] Quanto, però, può sembrare modesto altro non è che
assai utile per chi volesse conoscere, per approfondirle, volendo dal 1700 a
oggi, le storie creative di tanti siciliani [...] Ma sconosciuto può
considerarsi tanto percorso della scrittura [...]”
Paolo Ziino
“La
voce dell’Unitre”, Catania, mag. 2003
“SiciliAntica”, Catania, mag. 2003
“Il testo può
essere consultato come un dizionario ma si lascia anche leggere come una
piacevole serie di biografie [...] In parecchi casi il Ciccia fa riferimento a
sue numerose recensioni giornalistiche di opere degli autori trattati.”
Giuseppe Risica
“L’attualità”, Roma, apr. 2003
http://www.giuris.org/receciccia.htm
“Opera che si pone in una posizione di
tutto rispetto tra quelle del suo genere. L’Autore è il prof. Carmelo Ciccia,
uomo di cultura nel senso pieno del termine, che ha dedicato tutta la sua vita
alla Letteratura, sia come docente sia come apprezzato poeta, scrittore,
saggista e critico[...] Con pazienza certosina e scrupoloso metodo, ha raccolto
nel prezioso volume [...] i profili di 170 letterati, setacciando attentamente
tre secoli di storia della Sicilia [...] Di ogni Autore è tracciato un esaustivo
profilo bio-bibliografico, con importanti rilievi critici, utilissimi per la
comprensione del suo pensiero. Il prof. Ciccia, ha compiuto un’impresa
sicuramente encomiabile, profondendo un grande sforzo, nell’intento di offrire
ai lettori un’opera il più possibile completa. Da apprezzare, l’organicità ed il
rigore di questo riuscito libro, autentica “summa biografica”, scritto con
passione.”
Silvano Demarchi
“Il
Cristallo”, Bolzano, apr. 2003
“L’opera è costituita di profili
critico-biografici di celebri e meno celebri scrittori siciliani [...] che
svelano particolari inediti o poco conosciuti ai non addetti ai lavori. [...]
Carmelo Ciccia di origine siciliana, vinto il concorso a preside di liceo
classico, visse a Conegliano veneto, ma non scordò mai le sue origini, dedicando
studi critici al Verga in particolare, e ad altri celebri personaggi come
l’antico legislatore Caronda di Catania, di cui abbiamo scritto in queste
pagine.”
Salvatore Calleri
“Il
corriere di Roma”, Roma, 28.II.2003
“Il
corriere degli Iblei”, Palazzolo Acreide, feb. 2003
“Sentieri molisani”, Isernia, gen.-apr. 2003
“Il metodo usato
da Ciccia è quello certosino: della pazienza e dell’impegno nella ricerca,
assieme a una certa curiosità nel vedere addentro nella vita degli uomini. Ciò
gli ha permesso di mettere in luce per tre secoli di vita e di civiltà (dal
XVIII al XX) non soltanto letterati di chiara fama quale Giovanni Meli che, per
usare le parole che Dante fece rivolgere da Sordello a Virgilio (Purg. VII 17),
“mostrò ciò che potea la lingua nostra” poetando delicatamente nel dialetto
siciliano (con ammirazione anche del De Sanctis), ma anche altri letterati
altrettanto bravi, anche se meno famosi. Questa è la lezione della vera cultura
che Ciccia ha fatto sua: rivelare talenti inesplorati, ma autentici, e non
soltanto osannare quelli già abbastanza conosciuti.”
Francesco Giordano
“La
gazzetta dell’Etna”, Paternò, 25.I.2003
“Con i suoi Profili l’autore porta a
compimento un affresco ben disegnato della letteratura siciliana degli ultimi
tre secoli, attraverso i suoi numerosi rappresentanti [...] Emerge una grande
profonda realtà culturale che mostra, come detto prima, la coincidenza della
letteratura italiana con quella siciliana. Forse, fin qui, niente di nuovo; la
critica letteraria già da tempo ha evidenziato questa identità. Ma uno studio
approfondito della letteratura siciliana, con i suoi nomi presentati in un unico
ventaglio biografico, è un discorso nuovo, che impone una nuova coscienza
letteraria [...] Tra i profili noti più interessanti, sono da leggere: quello
che affronta le problematiche legate al valore dell’attività poetica e
letteraria di Salvatore Quasimodo, e del suo “discusso” Premio Nobel, oppure la
figura quasi dimenticata di un grande letterato del ’900, Antonio Aniante; ed
ancora, le figure di Mario Rapisardi, Michele Amari, Lugi Russo, Leonardo
Sciascia [...] Letteratura e vita: Carmelo Ciccia, con questo libro, ha dato
prova e testimonianza dell’esistenza di questa felice simbiosi. Accanto al
valore assoluto ed intrinseco, il libro può vantare — con le sue storie
biografiche appassionanti e vivaci — quello di stimolare la conoscenza, la
riflessione, ma anche la curiosità di tutti. Carmelo Ciccia, ancora una volta,
ha saputo mostrarci la grandezza d’ingegno e la dignità umana dei siciliani.”
Fausto Politino
“La
tribuna di Treviso”, Treviso, 6.I.2003
“Cadrebbe in
errore chi considerasse l’opera un assemblaggio di note di colore. L’autore in
realtà consente al lettore di farsi un’idea attendibile dei molti autori che
analizza. Ne ‘Il Gattopardo’ l’attenzione è rivolta al tema ricorrente della
morte. Alla sensualità come ‘desiderio di annullamento e superamento della
corporeità’.”
Vincenzo Rossi
“La
procellaria”, Reggio di Calabria, gen.-mar 2003
“Il pregio maggiore (unificante) di
questo ampio lavoro di Carmelo Ciccia, (C.R.E.S. Catania) a nostro vedere,
consiste nel presentare la Sicilia in un’attività letteraria ben radicata e
motivata [...] Il lavoro di Carmelo Ciccia offre alla sua isola nativa un
altissimo contributo, una solidissima proposta di precisazioni e di
coordinamento [...] Di ogni autore il nostro saggista, oltre le generali
specificità e temi più o meno conosciuti, adduce sempre osservazioni personali,
valutazioni e notizie inedite, ricercate in loco con instancabile passione di
conterraneo e di attento ricercatore [...] Le annotazioni, le rivendicazioni, le
difese in fondo i giudizi pronunciati da Carmelo Ciccia ci trovano sempre in
pieno accordo, come, per addurre almeno un esempio, quando con fermezza e
appropriata terminologia difende Salvatore Quasimodo dall’aspro e ingeneroso
giudizio di Giovanni Raboni [...] Molto ci sarebbe da scrivere su quest’opera,
ma essa richiede soprattutto di essere studiata pagina dopo pagina e non
soltanto dai siciliani, ma da tutti gli studiosi che si interessano di critica
letteraria e di storia della letteratura. Ci sembra doveroso concludere che se
alle numerose opere già pubblicate aggiungiamo tutti i precedenti
bibliografici indicati in questo libro in fondo ai “profili” (precisiamo che
quasi tutti non sono profili ma saggi che presentano ordinata conoscenza
degli autori) la produzione letteraria di Carmelo Ciccia assume un peso
rilevante nella storia letteraria del Secondo Novecento e di questi primi anni
del Terzo Millennio.”
Rai
Televideo, “Libri/Saggistica”,
settimana dal 7 al 13.X.2002, pag. 570, 8/12
“Quasi 200
autori trattati, fra cui Meli, Capuana, Verga, Pirandello, Lampedusa, Quasimodo,
Bufalino, Sciascia, Camilleri, Consolo.”
Giancosimo Rizzo
dalla presentazione
“Carmelo Ciccia
[...] è riuscito a realizzare una summa biografica, niente affatto impersonale o
soltanto riduttiva, che aggiunge qualcosa in più al mero profilo dei narratori
di indiscusso talento e di conclamata tempra, senza tralasciare quelli che non
hanno goduto di popolarità, ovvero siano appena emergenti. Le pagine che seguono
formano un lavoro organico, che si rivolge a quanti apprezzano la vitalità della
letteratura siciliana, testimoniata dalla profondità etica e poetica delle
generazioni vissute nell’arco di tre secoli e che certamente ci aiuta a capire
meglio ed a classificare le forme d’arte ed il travaglio interiore di un’epoca
appena conclusa.”
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