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Note critiche a
Specimina Latinitatis (2010)
Silvano Demarchi
“Sentieri molisani”,
Isernia, gen.-apr. 2011
Carmelo Ciccia,
noto critico letterario, con quest’opera ha voluto raccogliere composizioni e
interventi in lingua latina, tenuti pubblicamente in varie occasioni. L’autore,
italianista e latinista, tratta vari argomenti, come si evidenzia già
dall’indice, che così si articola: Vitae, Ad Ecclesiam catholicam,
Varia, Existimationes librorum, Appendix. Egli parla quindi
di Dante, di Petrarca, di cultori della latinità, per passare alle tematiche
della Chiesa cattolica, fra cui la controversa questione del celibato
ecclesiastico. L’ultimo capitolo è dedicato ad autori recenti come Vincenzo
Rossi o Mario Marzi traduttore dei Carmina catulliani e Sebastiano
Saglimbeni delle Georgiche virgiliane. Conclude il libro una nota
biografica, sempre in latino, da cui si evince che l’Autore, nato da famiglia
numerosa e povera, riuscì coi suoi mezzi e la sua forza di volontà a conseguire
la laurea in lettere, a divenire poi assistente universitario e professore di
Liceo e preside, ultimamente a Conegliano Veneto. Un esempio di tenacia e di
smisurato amore ai classici. La sua prosa latina è scorrevole, di non difficile
lettura per chi ha una discreta conoscenza della lingua; ci pare più vicina a
Tacito che a Cicerone per quella concisione del periodare che non si concede
divagazioni ma si attiene rigorosamente all’argomento.
Angelino Cunsolo
“Ricerche”, Catania,
gen.-dic. 2010
“Sicilia sera”,
Catania, 31.XII.2010
Nel secolo corrente è risultata
interessante la monografia in latino del prof. Carmelo Ciccia ‘Ioannes Baptista
Nicolosius’ nella rivista vaticana ‘Latinitas’ (dicembre 2000).
A. T., Treviso
“Literary.it”,
Padova, 27.XI.2007
In una delle mie abituali passeggiate all'interno di Literary mi sono
imbattuto nei materiali scritti in latino del prof. Carmelo Ciccia. La cosa mi
ha molto incuriosito, sia perché mi ha riportato alla memoria il latino dei miei
anni di liceo che per aver trovato all'inizio di questo terzo millennio in uso
una lingua da più parti definita ‘morta’.
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