Servizi
Contatti

Eventi


Antonio Bruno / Nicoletta Corsalini

Catalogo d'arte

Antonio Bruno

Note introduttive di Andrea Bolognesi e Marcello Meucci. EstrArte, 2000.

Quel che colpisce nella scultura di Antonio Bruno, è la capacità innata di usare con naturalezza un metallo freddo come l'acciaio, per dare vita ai propri pensieri e alle proprie emozioni.

Ed è così che l'acciaio, uno dei simboli della moderna società industrializzata e spersonalizzata, diventa anche mezzo per riaffermare la propria creatività individuale e fuggire alla banalità, dagli oggetti fatti in serie, da un mondo programmato. È questa l'intima contraddizione insita in tutte le opere dello scultore. Una contraddizione che da sola denota la natura è la validità dell'esperienza artistica di Antonio Bruno: che se da una parte si trova a dover produrre per esigenze lavorative oggetti amorfi e privi di vita rispondenti alle categoriche leggi di funzionalità e convenienza, dall'altra si serve dello stesso metallo per dare libero sfogo al proprio pensiero e alle proprie fantasie. Sembra quasi che la sua sia una necessità di nobilitare il proprio lavoro quotidiano, restituendo al materiale usato e al proprio agire dignità artistica.

Nascono opere che trovano nella creatività e nell'intuizione, una forte carica espressiva e liberatoria, tanto che si potrebbe addirittura dire che in certi casi è il metallo stesso la vera e propria fonte di ispirazione, suggerendo ora composizioni naturalistiche come fiori, erba e piante; ora pure forme geometriche di risplendenti voli di uccelli o di vele tese da un vento impetuoso; oppure composizioni che possono essere considerate vere installazioni, che accolgono lucenti vetri colorati quasi a restituire cambiata e viva quella luce che l'acciaio riflette.

Alla fine, per l'opera creativa dello scultore, il freddo e inanimato metallo diventa parte viva e integrante della natura stessa: sembra quasi che la fantasia dell'artista riesca da sola a restituirlo, nobilitato, a quella stessa terra da cui, materia informe e amorfa, un giorno era stato strappato.

Andrea Bolognesi



 

Antonio Bruno, nato a San Nicola dell'Alto (Catanzaro) il 16 gennaio 1942, residente a Montemurlo in via Alta, 2, (Prato). I suoi lavori, sono per la maggior parte provenienti dalla combinazione tra l'acciaio inox e il vetro, non sono vere sculture, ma le chiamerei più semplicemente installazioni.

Le sue presenze in questi anni sono state molteplici, in varie piazze, in ville, in gallerie d'arte e perfino in qualche isola, riportando di sovente risultati positivi, successi, miscelando movimenti armonici con una forte fusione spirituale.

Marcello Meucci

   
le poesie di Nicoletta Corsalini le opere di Antonio Bruno

Nella notte

Inerme nel vagare della notte
stringi cuscini al petto
attutiscono battiti violenti
colmano vuoti spazi
scaldano lo scorrere
delle spente ore -
scrutando il nero
cerchi barlumi di luna
dietro colli lontani
per raggiungere spiagge
su cui i marosi
tracce mai lasciano.


Un nuovo giorno

L'alba rosata di un nuovo giorno
silenziosamente si affaccia
alle porte del cielo perforando
con dita sottili le fitte tenebre.

A poco a poco, prendono consistenza
le forme e i colori delle cose
e le ombre mute figlie della notte
discretamente tornano a dormire
nascondendosi negli angoli più bui.

Il mondo, sbadigliando, riprende a vivere
i dormienti si destano,
la vita ricomincia a scorrere
portandosi dietro il suo fardello
di gioie e dolori, di speranze e delusioni.


Esortazione

Spingersi al di là,
le brume dei secoli fendere
con alzate di spalle
ed andare oltre, oltre...
mai appoggiare il pensiero
su foglie di felci,
su umido muschio,
l'incanto svanirebbe
e la riflessiva maledizione
in pensante perdizione
tramuterebbe.


Ti ho esaltato amore

Ti ho esaltato Amore
nei miei giorni di sole,
nelle mie notti di luna,
su verdi prati, su morbidi letti.

Ti ho visto nascere
in pupille multicolori
tremante e famelico,
adorare idoli di carta
belli ma falsi,
racchiudere
in stanze di vetro
persi amanti.

Ti ho creato un mondo
senza spazio e senza tempo,
lontano da tabù
e false credenze,
un mondo di fuoco,
solo mio, solo tuo;
eternamente nostro.

da: Fiore di Loto


Compagna di vita

Non più mia questa immagine
del tempo è l'estraneità,
si soppesa con critici occhi,
soqquadra
ogni lembo
di espressione
riconoscendo la compagna
antica far capolino
tra le pieghe dell'epidermide
sobbalza.


Spiritelli dispettosi

Spiritelli dispettosi
stuzzicano i miei sopiti istinti
con piume di curiosità.

Solleticano l'immaginazione,
ridendo li rincorro
per sentieri sconosciuti,
per lande deserte,
ammiccano, spariscono,
poi, ricompaiono
più birichini di prima.

Mi sfidano i malignetti
non sanno, ora ricordo,
vivevo prima di morire,
amavo prima di odiare,
lottavo prima di arrendermi,
lancio la mia tela di ragno,
argentei fili, sottili ponti,
fuggo verso la vita.

da: Fiore di Loto


Confidarsi

Librando lo spirito,
deltaplano
dei miei pensieri,
mi confondo
con il respiro
dell'immenso,
palpo la vita
sfiorandole i seni,
le stringo le mani
e racconto di te.

da: Fiore di Loto


Giardini a primavera

Si dilatano nell'aria risate
curva malinconia spia la gioia
far capriole tra cirri di latte
e labbra rosa

tutto sembra lontano
così lontano...


Fiore di Loto

Delirio nella notte
le tue mani di seta
sulla mia pelle d'avorio.

Brividi nell'anima,
pazzia nella mente,
ti vedo letizia vivente.

Afferro la tua essenza
fiore di loto,
ricoprendomi
con un velo d'oblio
ritrovo le radici del mondo.

da: Fiore di Loto


Strade di rame

Nella vastità di strade di rame
annerite dal frastuono
di una intoccabile gioventù
ho acceso falò di cuori,
legato destini
con nastri di seta,
curato con gocce di miele
ferite di fiele,
disperso nel vento
plumbee ceneri
di cocenti dolori,
baciata la vita,
accarezzata la morte
per essere forte e combattere,
combattere, combattere...


Erba cristallina

Tra canne di bambù
si aggira la tua nivea figura
spezzando in segmenti d'aria
la mia cristallina erba.

Fili d'amore di fata,
melograni da sgranare
con le tue affusolate dita
nelle lunghe sere di solitario pianto.

da: Fiore di Loto


Ultimo naufragio

Si distende il mare negli anfratti delle grotte,
stridono gabbiani, naufraghi tra oscurate acque,
il cuore in tempesta ammaina le vele
lasciandosi andare alla deriva dei giorni.


Assopite nuvolose

Senza voce
hai parlato
al mio immenso.

Immobile
hai attraversato
i miei fiumi
fendendo le brume
di assopite nebulose.

Vorticoso azzurro
ha ricoperto
la sommita degli scogli:
quiete
nell'immemore mio universo.

da: Fiore di Loto


Cielo di raso

Eolo, spirito errabondo,
mi ha rapita
nelle spire del ciclone.

Su cime di nere foreste,
su scrosci di onde impazzite,
inseguiamo cavalli
dagli zoccoli di vento.

Canto di neve
sulle acque di fiumi di vetro,
come i nostri affannosi respiri,
volute di caldo vapore,
scalano l'aria
conquistando un cielo di raso.

da: Fiore di Loto


Ti aspetterò

Ti aspettero
per brillare della tua luce,
scalerò arcobaleni,
mi accovaccerò
sulla loro cima
aspetterò.

Quando arriverai
spargerò
petali di biancospino
sulla nostra pelle
e aspetterò
che il vento porti
nel mio mare la tua voce,
tutto sarà melodia.

Ti aspetterò
nelle mie cangianti stagioni
di rondine,
errabonda figlia dell'universo
ancora nei miei voli
ti aspettero...

da: Fiore di Loto


autore
Literary © 1997-2022 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza