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Motivazioni nei premi letterari a
Il canone del te

Giuria del Premio
X Premio Letterario Internazionale Mondolibro 2008
Sez. A - Narrativa Edita — 2°Premio

Un testo di taglio decisamente sperimentale, sia per stile sia per struttura. Un testo che inevitabilmente fa porre al lettore il problema: poesia o prosa? Se è vero che non sono i versi a fare un pezzo di poesia, è vero pure che non sono fabula, intreccio, ambientazione e dialoghi a fare un'opera di narrativa.Ma nel caso di Renzo Cremona la scrittura, molto elegante e ricercata, riesce a raccontare efficacemente un viaggio lungo e difficile, sia da compiere sia da raccontare: l'avventura di un viaggio interiore. Una scrittura che, se è vero che esplora gli angoli più reconditi dell'interiorità tout court, è vero pure che è di fatto il mezzo che lo scrittore appronta per il lettore per consentirgli di compiere un viaggio all'interno di una precisa interiorità, quella del narratore (inteso in senso tecnico, nell'accezione di "voce narrante"). E di immedesimarsi con l'individualità che la "voce narrante" sottende.Avviene così che narratore e lettore, compiendo insieme questo percorso affascinante e sorprendente, unico e irripetibile, diventino un tutt'uno nell'apprenderne natura e significato: l'esplorazione di un'anima protesa a comprendere se stessa per spiegarsi il senso e lo scopo della propria esistenza.Esplorazione tanto più importante in un mondo che non ha più "la voglia di aspettare", che ormai sa solo "parlare la lingua arroventata dell'impazienza, la furia incendiaria e sconnessa della fretta, l'urgenza della collera". Ma che non per questo può smettere di anelare "lo spettacolo dei tizzoni che non si estinguono, il miracolo delle scintille che tengono lontana la notte". Che non per questo può rinunciare alla speranza di poter accendere "una luce perenne nelle cavità del buio".

Giuria del
XIV Premio Letterario Nazionale Erice Anteka 2008
Centro Studi e Ricerche "Rinascita Mediterranea"
Sez. Narrativa Edita — 2°Premio

Un'opera, quella di Renzo Cremona, dal tenue confine tra poesia e prosa, ricca di umori intensi che danno linfa a quanti riescono a fermarsi nel turbinio sfavillante del mondo odierno, e a sostare in radure lontane per assaporare albe primordiali e riuscire a scoprire "l'inutile commercio con lo strepito e gli allettamenti della distrazione".Viatico per il viandante che vuole salvarsi dalle insidie dell'effimero dell'oggi, essa vuole descrivere, in un ventaglio affascinante che si apre sul Canone del tè, il rapportarsi dell'autore con l'immaginifico e onirico del tempo, il suo tempo. Una descrizione ammaliante che non lascia respiro, che blocca l'uomo sequestrato dal mondo odierno per farlo fuggire dalla "lingua arroventata dell'impazienza, la furia incendiaria e sconnessa della fretta, l'urgenza della collera" e condurlo ad accendere ancora una volta "una luce perenne nelle cavità del buio" per tenere lontana la notte. Dall'autore, tra l'altro dotato di un curriculum rilevante, è lecito attendersi nuove ed illuminanti prove letterarie.

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Renzo Cremona
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Renzo Cremona nell'Atlante letterario
 

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