Servizi
Contatti

Eventi


Note critiche a
Zina, il mio tempo

Francesco De Napoli
Vanità book, aprile 2006

L'alba del terzo millennio mostra come le vessazioni ai danni delle donne si siano moltiplicate nei più remoti angoli del mondo. Mara Dal Zilio in Zina, il mio tempo (Edizioni del Leone, 2005) ci presenta Zina, diciottenne in fuga da una cittò morta "dove gli angeli piangono" per inseguire l'incerto "puzzle" dell'universo. Avvincenti le sue confessioni: "Con l'utopia di una adolescente tenterò di manipolare il tempo guardandolo trascorrere." Zina intende riappropriarsi del proprio corpo reclamando "il riscatto alla vita". Ma quale immenso coraggio occorre per vivere! E' una sfida al velo della notte: "Ancora la mia ombra sarebbe uscita dalla luce e diventata luce nel buio". Viene alla mente E. M. Cioran: "Il Nulla era senz'altro più confortevole. Com'è difficile dissolversi nell'essere!".

***

Un libro al .profumo di mimosa firmato da una scrittrice bustese

Una donna racconta l'incanto femminile. E' un volume al profumo di mimosa quello firmato dalla scrittrice bustese Mara Dal Zilio e in distribuzione nelle librerie cittadine. Il racconto Zina, il mio tempo (Edizioni del Leone) è dedicato, come sostiene la stessa autrice, a «tutte le donne che generose dispensano amore anche nei deserti, che lottano per un mondo migliore, che con rinnovata fatica continuano a credere nella vita». Protagonista e nello stesso tempo spettatrice di un .tempo che chiede di :essere esplorato e compreso in tutte le sue sfumature è un'adolescente di 17 anni: fragile, sensibile, curiosa, pronta a specchiarsi nei propri :simili alla ricerca della verità. Verità che alla fine si concentra nella frase "Nè lacrime, né sconfitte devono mai far abbassare la guardia" e 'le donne, noi donne siamo molto dotate". Mara del Zillo, sposata, origini padovane, è bustese d'adozione. E' alla sua prima pubblicazione, anche se altri racconti restano per il momento nel cassetto. Per molti anni si è impegnata in campo teatrale, producendo anche una parte per un testo di un autore da lei liberamente rappresentato.

Maria Grazia D'Ettoris
Il Corriere del Sud, n. 3, 2006

Protagonista e spettatrice, Zina è figlia di questo tempo. Un tempo breve come un batter d'ali. Fragile come un globo iridescente. Un tempo che induce, tra vessilli e illusioni ottiche, all'attesa eterna del messaggio dell'imperatore. Come in un piccolo gioco delle parti, Zina si specchia nei suoi simili. Ascolta attorno a sé la vita pulsare. Ascolta l'animo femminile, un universo di antiche alchimie. Adolescente con occhi curiosi sul mondo, percorre questo tempo in divenire, immaginandone nuovi percorsi... e, convinta che la forza e l'incanto ci rendano eterni, ci chiede di non dimenticarla.

Giorgio Bárberi Squarotti
gennaio 2006

[...] il suo racconto è molto interessante e originale, sia per la costruzione a brevi e rapidi ed efficacissimi lampi di essenziali esperienze fino alla maturazione dell'anima e del cuore, sia per la capacità singolare di cogliere la verità della protagonista e degli altri personaggi. [...]

Francesco De Napoli
Paideia

L'alba del terzo millennio mostra come le vessazioni ai danni delle donne si siano moltiplicate nei più remoti angoli del mondo. Mara Dal Zilio in Zina, il mio tempo (Edizioni del Leone, 2005) ci presenta Zina, diciottenne in fuga da una città morta "dove gli angeli piangono" per inseguire l'incerto puzzle dell'universo. Avvincenti le sue confessioni: "Con l'utopia di una adolescente tenterò di manipolare il tempo guardandolo trascorrere." Zina intende riappropriarsi del proprio corpo reclamando "il riscatto alla vita". Ma quale immenso coraggio occorre per vivere! È una sfida al velo della notte: "Ancora la mia ombra sarebbe uscita dalla luce e diventata luce nel buio". Viene alla mente E. M. Cioran: "'Il Nulla era senz'altro più confortevole. Com'è difficile dissolversi nell'essere!"

Fulvio Aglieri
Editrice Nuovi Autori, dicembre 2004

[...] augurandomi di fare cosa gradita ho letto direttamente e nel minor tempo possibile il Suo lavoro evitando così i tempi lunghi di una prima lettura solitamente effettuata dai miei collaboratori.

Zina, il mio tempo è in sintesi l'emblema dell'uomo moderno, combattuto tra felicità e angosce, che vive e sopravvive ai piccoli drammi quotidiani in quel rasentarsi di solitudini che è la vita; perciò il Suo racconto induce alla riflessione sui più svariati argomenti del vivere sia nel quotidiano impatto esteriore che nella continua ricerca interiore, e dovunque affiora, senza appesantire il testo, l'illuminazione filosofica dell'Autore, cioè la Sua filosofia di vita. Sta al lettore coglierla (e confrontarsi) o limitarsi ad inseguirla, collegando le varie vicende narrate.

Dal punto di vista tecnico del libro colpisce una caratteristica che consiste nel saper mettere in moto le frasi una dopo l'altra così che l'universo narrato, qualsiasi sia l'argomento, pare rotolare con coerenza e leggerezza trasparente; difatti, la qualità principale dell'opera sta nella quantità di informazioni suggestive che riesce a comunicare al lettore, affidandole ad un linguaggio semplice, esauriente, che dà una compattezza corale alla lettura.

Per tutto ciò la misura della narrazione risulta calibrata sull'oggetto e sull'idea guida ed è linearmente orientata verso il suo scopo argomentativo. Se anche Lei è d'accordo su questa mia opinione concorderà con me anche nel ritenere i Suoi scritti meritevoli d'essere pubblicati e messi nel modo giusto sotto gli occhi giusti del pubblico e della critica. [...]

autore
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza