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Andare per Mostre

Artisti al Muro

Testo di Alessandra Pucci
Fotografie di Luccia Danesin

Padova, lungo i muri della città
6 novembre – 9 gennaio

Idea e titolo intriganti: perché al Muro? Sono dei malfattori, potrebbero aver pensato in altri tempi quando gli artisti esponevano esclusivamente nei luoghi deputati alla visione delle opere, gallerie e musei e in precedenza nei palazzi e nelle regge.

Oggi occorre pensare ad un pubblico che si possa stupire nell’incontrare l’opera in maniera disinvolta, per caso, all’angolo della stradina che porta alle Piazze, oppure sotto il severo portico del Bo, dove alcune scritte su materiale edile, di Marisa Merlin, fanno riflettere in modo tutto diverso sulla comunicazione ”L’Arte allude illude elude?“

Chi sono questi artisti, e perché si cimentano in spazi aperti senza protezione, lasciando che il cielo ricopra di pioggia le opere, o le scolorisca al sole, il vento ne disperda frammenti, o vengano trafugate come il Gatto Rosso di materiale riciclato, opera di Laura Stefani, che stava in equilibrio sulla sbarra del portichetto davanti alla chiesa di S. Andrea: non c’è più il gatto ma sono restate appese le sue tracce rosse su piastrine trasparenti che ne segnalano il tragitto misterioso. Sembra tutto molto giocoso, e per certi versi lo è, un modo per riscoprire il mondo con lenti che consentono una percezione affatto diversa.

Con la pianta in mano, Maria Stefanelli mi accompagna alla scoperta dei “muri” che ogni autore ha scelto come supporto ideale per la propria opera: colore della parete, dimensione e relazione tra l’opera e il luogo.

Un “Gattamelata” di Leda Guerra, ricreato con una rete metallica dorata, quasi un tessuto, incede maestoso sotto il portico della Galleria Pedrocchi; in via Manin, tra due finestre d’una casa dei primi del’900, scende una tenda di materiale plastico contenente tante bottigliette di vetro colorate, schiacciate con tecnica particolare, che Isabella Bertocco utilizza quasi per ricordarci l’abitudine di tanti giovani allo “spritz” delle serate in compagnia..

In via Zabarella, la ”Biblioteca” di Isabella Facco, riciclata da un cassonetto e poi di nuovo ritornata al luogo di destinazione : come il gioco dell’oca!

La giornata è fredda ma il percorso è stimolante perciò proseguiamo a passo rapido tra le strade con le vetrine cariche di tutto quello che il Natale normalmente offre, senza farci distrarre, perché dobbiamo arrivare in Riviera del Businello dove su un bel muro ocra si stende l’opera fotografica di Massimo Bardelli, grande formato per una composizione di rutilanti farfalle su vegetazione irreale. Maria Stefanelli mi racconta un po’ la storia di questi suoi progetti e dell’entusiasmo che coinvolge tutti gli artisti contattati. Questa volta manca il contributo di Erica Brazzo, impegnata nella realizzazione del “Presepe in Cantiere” in via Zabarella.

Ci fermiamo un poco anche lì e poi si prosegue per via Altinate per vedere le “figure” di Carlo Bettin che si stagliano dall’alto del cinema Altino, tre immagini in rilievo positivo-negativo di notevole impatto. Sempre di buon passo passiamo in via Santa Lucia con l’opera polimaterica di Ivan Maniezzo, e quella ironica come un segnale stradale di Virgilio Barison, poi le figure danzanti in tondino di ferro di Maria Stefanelli in Corte Vallaresso, essenziali come quelle altrettanto semplici e poetiche di Bianca Piva, che dovrebbero restare lì dove ora sono, tanto sono leggere e ben inserite nella severità del Palazzo della Ragione.

C’è poco tempo e tante cose da vedere: aggiriamo il Verdi e ci troviamo di fronte all’opera in plexiglas di Roberto Tondello, un maestro nel comporre e usare questo materiale, ben installato sulla superficie chiara di un palazzo di corso Milano; in Galleria Borromeo si stagliano i pannelli densi di brillanti cromatismi di Pino Pin.

Di corsa fino in via Perlasca dove c’è l’opera onirica di Alberto Lisi, e verso Ponte Molino si muovono alla brezza le sottili cannule e cerchietti trasparenti di Simonetta Giacometti. Di Emilia Castelli affascina la farfalla alla Specola, grande assemblaggio con metallo ondulato quasi in sintonia con le forme rannuvolate, appoggiate alle finestre di un palazzo in via Donatello realizzate da Michelangelo Barbieri. E’ molto tardi, però decidiamo di arrivare fino alla fermata del tram nei pressi della chiesa di San Daniele dove nel muro di cinta di un giardino, sono inserite tre foto stampate su tela plastificata da Luisa Contarello che riesce a trasmettere una suggestiva e insolita visione di Parigi. Concludiamo il tour artistico con l’opera di Mara Ruzza inserita su un muro di via Cesarotti, con effetti luminosi per geometrie che sanno d’un blu orientale.

Qualcuno ricorda che niente è nuovo sotto il sole, anche a Padova negli anni ’70 c’erano artisti che trasformavano gli spazi pubblici in teatri con performance felliniane, coinvolgendo un pubblico spesso divertito ma anche stravolto da tanta audace immaginazione. Poi le contaminazioni tra i vari mondi e modi espressivi, hanno permesso un graduale avvicinamento del grande pubblico a queste manifestazioni, e soprattutto c’è stato un cambio generazionale che ora consolida ciò che nel recente passato avveniva come provocazione, scuotimento delle certezze, balzo verso questo futuro. Ecco perché il percorso di queste opere sui muri del centro storico sono più familiari, creano un rapporto di continuità con il preesistente e lasciano il tempo e lo spazio necessari per ripensare la vita e la vista della città.

Descrivere tutte le opere dando lo spazio che meritano sarebbe un piacere, ma questa rubrica non lo consente: io credo che non mancheranno le occasioni per nuovi incontri e tante idee, ben pensate nel circuito del R A M, che offre mostre, convegni, concerti anche in spazi comunali come il Centro San Gaetano con una interessante mostra di Piero Brombin, le scuderie di Palazzo Moroni con i fratelli De Lucchi, alla Rinascente la mostra di Antonietta Reschiglian, e a palazzo Zuckermann le opere di Angelo Rinaldi.

Aristi e luoghi:

Michelangelo Barbieri — Via Donatello
Alberto Lisi — Via Perlasca
Masimo Bardelli — Riviera Businello
Ivan Maniezzo — Via S.Lucia
Marisa Merlin — Palazzo del Bo
Virgilio Barison — Via S.Lucia
Isabella Bertocco — Via Manin
Carlo Bettin — Cinema Altino
Emilia Castelli — Osservatorio Specola
Luisa Contarello — Via Rudena
Isabella Facco — Via Zabarella
Simonetta Giacometti — Porta Molino
Leda Guerra — Galleria Pedrocchi
Pino Pin — Galleria Borromeo
Bianca Piva –Palazzo della Ragione
Mara Ruzza – Via Cesarotti
Laura Stefani — Via S. Andrea
Maria Stefanelli — Corte Vallaresso
Roberto Tondelli — Corso Milano

Progetto di Maria Stefanelli

Foto © Luccia Danesin


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