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Galeazzo Viganò: Luci e silenzi
opere 1954-2008

testo di Alessandra Pucci
fotografie di Luccia Danesin

  Galeazzo Viganò e Caterina Limentani Virdis

Festa a palazzo Zuckermann, il 6 Giugno 2008, per la grande mostra che il Comune di Padova ha dedicato alla carriera artistica di Galeazzo Viganò. Nonostante la pioggia e il vento, tante persone hanno voluto testimoniare l’interesse per le opere del Maestro e anche il senso di amicizia e di ammirazione collettiva per un percorso originale che si erge autonomo nel paesaggio dell’arte contemporanea.

In questa sede prestigiosa sono state esposte le tele, le tavole, e alcuni disegni risalenti agli esordi di Viganò, intorno agli ultimi anni ’50:  un autoritratto giovanile con colori dominati dai toni scuri, dà il via alla visionarietà della sua pittura, da sempre attenta alla rappresentazione di una realtà trasposta, magica per i segni e i significati che costituiscono il vero contenuto di ogni sua opera. Nulla di illustrativo, con una densità di concetti che rimandano alla profonda conoscenza del Maestro per la cultura ebraica, per ciò che fu lo splendore di quella bizantina e di tanto patrimonio della tradizione Veneziana. Lo sguardo è catturato da immagini di paesaggi dominati dal bianco calcinato di costruzioni rurali della campagna veneta, ormai definitivamente scomparse, che assumono il valore di testimonianza profetica per tutto ciò che la contemporaneità ha cancellato, sguardi che l’Artista ha puntato come presago della futura perdita di tanta poetica inconsapevole Bellezza.

Su tali paesaggi spesso sono inserite figure che esprimono il sacro di una mistica rappresentazione, o altre con espliciti riferimenti al mondo della filosofia, poesia e soprattutto scrittura. Certi primi piani di queste opere hanno già definito le scelte successive dell’Artista, che non abbandonerà il sentiero tracciato con lungimiranza in anni giovanili, mentre tutto intorno il mondo dell’arte si volgeva ad esperienze innovative, rese necessarie dagli araldi del mercato e della cultura dominante.

Molto sentito l’intervento della storica dell’Arte, Caterina Limentani, da sempre sostenitrice dell’opera di Viganò, e anche suggestivo quello dello scultore Elio Armano che ha ricordato i primi anni di Galeazzo studente nel corso di pittura all’Accademia Di Belle Arti di Venezia. Anche il Maestro parla delle opere invitandoci a osservarle con calma come si conviene per tutto ciò che è complesso.

Sono significativi tutti i materiali esposti in questa sede perché costituiscono la premessa necessaria per poi godere pienamente di quelle in mostra alla Galleria Cavour titolate “Dalla maturità ad oggi”.

Qui, all’interno dello spazio espositivo restaurato con attenzione ai colori delle pareti e alle luci, emergono nello scintillio dell’oro, delle pietre preziose, dei mari turchesi le opere della maturità: è uno stupore continuo per la lucentezza del colore e per la magia delle forme rappresentate; la figura sparisce per rendere protagonista il mare dell’alto Adriatico disseminato di isole pietrose su cui si ergono memorabili architetture romaniche o gotiche a testimonianza di un glorioso passato che il Maestro include all’interno di uno spazio irreale tutto trattato con foglia d’oro.

Accanto alle opere sono stati disposti alcuni dei preziosi strumenti del suo mestiere: vasetti di pigmenti naturali, pennini e pennelli di pregiato materiale, contenitori in ceramica di colle e biacche tutte create dalla sua paziente azione quasi certosina.

Ci sono indicazioni sulla preparazione dei fondi, dei supporti, delle finiture secondo uno schema che ci ricorda i libri di tecnologia di Cennino Cennini, una delle fonti necessarie scelte da Viganò per la realizzazione di tavole eseguite “a regola d’arte”.

Ma per ciascuno dei riguardanti c’è sempre il particolare che viene selezionato con più frequenza, in questo caso, oltre alle cose già dette c’è il drappo ”Rosso Viganò” che è il comun denominatore di tutte le tavole, quasi emblema di una sacralità che solo le pietre sanno accogliere.

La scelta di una terza sede espositiva si è resa necessaria per dare il giusto risalto ai disegni e alle incisioni che costituiscono il nucleo del pensiero, della prima idea cui l’Artista fa riferimento nell’opera pittorica successiva.

”Opere su carta”, titola la terza sezione visitabile nella Galleria d’Arte Pietra d’Angolo, in via Belle Parti, 15, aperta fino al 6 Luglio.

Della bellezza di incisioni e dei disegni la cui esecuzione ci rimanda alle atmosfere dei grandi Maestri del rinascimento, è ancora artefice Viganò, che immaginiamo mentre scorre con pennini o bulini, fogli e lastre sempre con la cura e la pazienza di chi sa concepire il tempo in modo più lento, e per questo ancora capace di regalarci i pensieri che prendono le forme della preghiera.

Lionello Puppi, nel ’73 scriveva “...Viganò....bisogna guardarlo lavorare: della carta di navigar pitoresco chè il suo universo d’immagini...seguir da fuori la sofferenza lunga e paziente dell’iter indirizzato a fissare quell’immutabile grado di scrittura, e quel componimento, percorrendo le pagine degli album e dei notes di appunti dove la mano, ora per ora e giorno dopo giorno, senza tregua, dipana sussulti obbedienti a misteriosi suggerimenti della memoria, e li placa e domina in un variato florilegio di frammenti ...”

Due cataloghi, curati da Sandra Varagnolo, documentano in maniera esauriente tutto il percorso dell’Artista, in una eccellente veste tipografica che fa ritrovare le immagini come appaiono in mostra, oltre ad una selezione di scritti critici e testimonianze dello stesso Viganò, acuto nel definire metodi e concetti del suo operare.

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Le sedi delle mostre:
Palazzo Zuckermann: 7 Giugno-6 Luglio 2008 Dagli esordi alla maturità
Galleria Cavour: 7 Giugno-14 Settembre 2008 Dalla maturità a oggi
Galleria d’Arte Pietra d’Angolo: 7 Giugno-6 Luglio 2008 Opere su carta

Nel catalogo delle opere degli esordi, sono presenti gli scritti di: Sandra Varagnolo - Guido Cernetti - Carlo Levi - Sergio Bettini - Lionello Puppi - Giorgio Segato - Vittorio Sgarbi - Pier Luigi Fantelli - Luca Baldin - Caterina Limentani Virdis. Nel secondo catalogo i contributi critici sono di: Carla Chiara Frigo - Paolo Rizzi - Terisio Pignatti - Romana Rutelli- Cesare Segre - Duccio Trombadori - Roberta Reali.
La mostra è a cura di Caterina Limentani Virdis.
Notizie biografiche dell’Artista : www.galeazzovigano.com

foto @ by Luccia Danesin

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