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A casa dell'artista
Isabella Bertocco

 

 

 

 

Testi di Alessandra Pucci
Fotografie di © Luccia Danesin

AbcVeneto.com

A Padova, in una palazzina liberty con ampie vetrate al piano terra c'è lo studio di Isabella Bertocco: le pareti bianche del vasto ambiente sono la cornice ideale per le opere che raccontano il percorso ricco di esperimenti e soluzioni personali raggiunte dall'artista nell'arco di un ventennio. Isabella è piena di giovinezza e dell'energia interamente dedicate alla sua incontenibile creatività: trasmette la passione per l'arte con le parole, lo sguardo acceso, il movimento delle mani e di tutta la persona che in quello spazio lascia le tracce di un vissuto intenso e poetico.

L'artista Isabella Bertocco e l'intervistatrice Alessandra Pucci.

Le rose, sono rose e ancora rose...tutte di grande formato su tela: colori acrilici puri, forme analizzate nei dettagli quasi un iperrealismo che poi si dissolvono in vortici di petali, parole, segni, fino a ricomporre un misterioso arazzo memorabile dove giacciono cuori protagonisti come ex-voto di messaggi d'amore. In un pannello di grande formato, questi messaggi amorosi scritti con segni veloci in blu,oro, rosso su fondi chiari costituiscono un racconto lieve e penetrante, un ritmo costante che lega indissolubilmente i pensieri e le emozioni che quei cuori contengono.

Sono intitolati "Lettere d'amore": ciò che è più personale e segreto è contemplato in una dimensione atemporale che rende il messaggio universale.

Isabella parla dei "momenti" in cui l'esigenza creativa è esclusivamente pittorica, materica, con il gesto che amplifica il desiderio di segni, colori e forme, inseguendo nuvole,cercando suoni, sogni...

Ma nella sua mente s'affollano le idee per le trasparenze del vetro, ed ecco che le tele e gli altri sostrati utili alla pittura lasciano il posto ad un fare completamente diverso: questa duttilità dell'artista è anche il suo modo di essere libera, non costretta a seguire un percorso ortogonale ma piuttosto quello della circolarità, di una curva che procede per innalzamento senza tornare al punto di partenza. Messaggi nella bottiglia! O meglio, bottiglia-messaggio!

Questi manufatti di vetro riciclato con sapienza e pazienza artigianale e artistica costituiscono la peculiarità della ricerca di Isabella. Con questo materiale fragile, trasparente, antico e moderno, che piega a proprio piacimento, l'artista ricrea forme che ricordano le bottiglie di plastica schiacciate dopo l'uso. Una visione suggestiva di un riuso impossibile che prende forma nel fuoco del suo laboratorio: uno spazio antico, come ormai non se ne trovano più, un luogo dove l'idea e la sua realizzazione sono connesse senza interruzioni e senza altri operatori, come normalmente avviene quando l'opera richiede forza, apparecchiature complesse e conoscenza del mestiere.

Una rete di bottiglie che scendeva come una tenda tra le finestre di un palazzo in via Manin, mi sembrò una visione ironica ma anche graffiante del nostro tempo. Non conoscevo Isabella Bertocco, ma l'istallazione con cui partecipò al progetto "Artisti al muro" di Maria Stefanelli, mi fece desiderare di incontrarla nel luogo di lavoro.

Isabella parla della tecnica "Glass Fusing" che utilizza per le sue creazioni, un modo di trattare il vetro appreso nei numerosi contatti con artisti di grande notorietà internazionale, ma anche del personale contributo a nuove sperimentazioni che le hanno fatto raggiungere gli attuali risultati.

Preferisce utilizzare il termine "vetro policromo fuso", e questo ci piace, visto che la nostra lingua potrebbe e dovrebbe essere usata per dire le stesse cose.

"....Davanti ad un mio pezzo io mi auguro si abbia la sensazione di entrare in un mondo solare, pieno di luci e colori, credo infatti che l'uomo ancora oggi abbia tra i suoi bisogni quello di un'emozione estetica e di tutto ciò che presenta caratteri di unicità e irripetibilità."...Questa visione della sua opera è tratta dal catalogo della mostra al Parco Minerario di Gavorrano nel 2007.

L'artista è appena rientrata da una breve vacanza in Sardegna: quello è il luogo ideale dove riposare ma anche riprendere e rinnovare la carica di energia di cui è portatrice. Anche i luoghi che fanno parte dell'esistenza per nascita o per scelta, costituiscono un motivo rilevante nell'esperienza artistica che in certo modo ne assorbe la storia o le storie remote e recenti, in una crescita sapienziale di cui l'artista a volte è portatore inconsapevole: Isabella ne è consapevole!

Giriamo tra i banconi, il forno, le grandi lastre di vetro colorate appoggiate alla parete, e tutta una serie di attrezzi utili all'uso della fusione del vetro. Siamo al terzo piano, quello in cui i progetti prendono forma nel colore-incolore del laboratorio-officina, che riflette tutta la luce dalle finestre aperte sul giardino. Luccia scatta alcune foto alle mani espressive d'Isabella, mani che del vetro tagliato, lavorato, portano per molto tempo il segno.

La produzione di grandi ciotole in cui i colori si esaltano in un continuo fluire luminoso, è già un nuovo modo d'interpretare la fragilità della bellezza.

L'artista ci mostra i gioielli di vetro, preziosi monili dove la scrittura torna a rendere misteriose le superfici, piccoli grandi mondi marini, cieli infuocati, reperti d'antiche civiltà, spazi di contemplazione, tutti con una loro anima e un lungo racconto...

 

Le parole e i segni mostrano la predilezione d'Isabella per la cultura giapponese, tanto da inserire la sua firma tradotta nell'alfabeto giapponese su molte delle sue opere recenti.

Ma l'incontro con questa artista poliedrica ci fa sentire viaggiatrici privilegiate che in poco tempo possono entrare in realtà così interessanti e diverse, sorprese dalla fertilità della sua immaginazione che ha la portata di un grande fiume.

Le fotografie dei cataloghi ci dicono degli impegni come scultrice in spazi inconsueti, partecipazioni a progetti di recupero di luoghi particolari come la miniera di Gavorrano: in questo spazio le figure femminili stilizzate realizzate in ferro con un grande squarcio di vetro al centro, hanno la potenza e la fragilità di quelle donne che attendevano ogni sera con muta preghiera il rientro dei loro uomini dalle viscere della terra.

Scrive Leonardo Cambri, curatore della mostra"...Isabella Bertocco si manifesta con vetro fuso colorato racchiuso all'interno di figure in ferro arrugginito. Silhouette femminili imponenti, espressione forte e materica. Il ferro e la ruggine, elementi naturali trasformati dal tempo, contesti del paesaggio industriale di Gavorrano, simboli di epoche in cui veniva estratto il prezioso minerale. La Pirite dal greco Pyr, fuoco che fonde e trasforma creando nuova materia e nuova vita. La vita che pulsa, cuori di vetro aperti al mondo, da guardare, da capire e da ascoltare."

Alcune di queste sculture sono presenti nel suo studio. Esse trasmettono segnali di quiete e d'inquietudine, essenza della femminilità che Isabella sa coniugare con i due elementi opposti accomunati dal fuoco: il ferro e il vetro. Infine la parola.

"...Nuda e sola
canti
alla luce delle stelle."

(Isabella Bertocco, da "Miniera" 2007)

Nell'avventura dell'arte è coinvolta tutta la grande famiglia dell'artista: il marito e i quattro figli che costituiscono la base, forse il porto sicuro che permette a Isabella di poter affrontare e superare ogni difficoltà.

Ci salutiamo con la sensazione che ci sia ancora molto da scoprire: forse avremo altre occasioni. Chissà?

Nota biografica sintetica

Isabella Bertocco è nata a Padova dove vive e lavora. Diplomata Maestro d'Arte e Maturità d'Arte applicata-Istituto Selvatico di Padova.
Studi umanistici Università di Padova.
Lavora come designer per alcuni anni presso l'Agenzia di pubblicità Adwork-Padova.

Mostre personali recenti:
2005 — «Lettere d’Amore» Art and Glass Gallery, Padova
2004 — «Arte in Villa Loredan» Villa Loredan, S. Urbano (Padova)
2003 — «Fragile» Galleria La Rinascente, Padova
2003 — Atelier d’Arte Braceschi, Piacenza
2002 — Centro culturale Comune di Resana, Resana (Treviso)
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Mostre collettive recenti:
2011 — «Riciclarti- Cantiere Arte Ambientale; ex Macello, Padova
2011 — «Este Garden Art”Giardini del Castello e Pescherie Vecchie, Este (Padova)
2010 — «Artisti al Muro», Padova
2010 — II Biennale Internazionale della piccola Scultura in Vetro, Museo Internazionale del Vetro, Montegrotto Terme (Padova)
2010 — “Delarsirlò” Fiume Piovego, Padova
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Sue opere sono presenti nei musei italiani e stranieri.

e.mail: info@isabellabertocco.it

web: www.iza.it


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