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Lettere varie 02

A don Lino Minuzzo, nella festa dei suoi 60 anni di sacerdozio e 85 anni di età

Fra le pagine dei ricordi

Fra i tanti doni che quotidianamente Dio ci offre, è per me essenziale la parola, il fiore della vita, coniugata nell’incontro umano, miniera di emozioni, esperienze che accomunano gli uomini e ne arricchiscono l’anima.

Bene, sfogliando le pagine dei ricordi buoni, ho ritrovato molti di questi doni nei miei personali rapporti con don Lino Minuzzo, nostro parroco allora, sempre disponibile al colloquio con l’altro. Quando scrivevo una nuova poesia, magari religiosa, mi recavo nel suo ufficio-studio, come un confessionale sempre aperto, per leggergliela. E aspettavo con emozione il suo imprimatur alla mia opera, per me importante perché in lui avvertivo e la conoscenza teologica del sacerdote e l’autorevolezza dell’uomo di cultura e la sua innata sensibilità per l’arte. L’incontro diventava occasione di parole buone sul valore della poesia ampiamente condiviso e si allargava presto su altre problematiche del nostro tempo: la scuola con le sue carenze e i suoi meriti, i disagi della famiglia, le difficoltà degli adolescenti. Situazione quest’ultima molto a cuore sia a don Lino, un tempo docente, sia a me che li avevo seguiti come insegnante e poi come responsabile dell’Associazione Levi-Montalcini. E insieme cercavamo modi diversi per aiutarli, avvicinarli, coinvolgerli almeno nella lettura. Anzi ricordo che con il suo appoggio Teresa Tosetto bibliotecaria a Selvazzano, io, Laura Repaci ed Elena Matteazzi (due dolci creature che ci seguono ora dal cielo) avevamo creato una biblioteca per i ragazzi in Patronato. Purtroppo nonostante il nostro impegno, l’operazione non è stata valorizzata, compresa nel suo valore educativo-formativo per motivi imperscrutabili. E in queste occasioni ho goduto sempre dell’amabilità della parola di don Lino, della sua innata vocazione all’incontro umano.

Esperienza che, permettetemi di ricordare ancora per un attimo perché troppe cose mi affiorano alla memoria, si dilatava a molte persone in specialissime serate prenatalizie o prepasquali, su nella stanza del patronato riscaldata da un rumorosissimo termoconvettore. Là leggevamo poesie, anche le mie, su questi temi a noi tutti cari. E don Lino con passione spiegava la bellezza del linguaggio poetico, approfondiva i contenuti, in un’atmosfera condivisa di serena amicizia. Spesso riportava i testi letti anche nel bollettino parrocchiale. Agli incontri erano presenti amici della poesia, provenienti dal quartiere e perfino da Padova. Alcuni mi chiedono: “Ma vivete ancora con don Lino quei bei momenti di umanità e cultura?” Non sanno che sono cose ormai lontane anni luce: appartengono a un mondo ormai perduto. Grazie don Lino di questo incontro con il divino nella parola poetica, grazie per la sua attenzione alla persona nelle sue diverse abilità.

Grazie, la ricorderò sempre come un punto di riferimento nella mia vita a San Domenico.

Maria Luisa Daniele Toffanin

° ° °

All'amico Gianni Rescigno

Grazie, antico cantore della terra e dei suoi abitanti,
del dono della tua anima.

Grazie della tua presenza gentile
premurosa nella mia vita, nella mia poesia.

Grazie della stima e dell’affetto palpabili
nei nostri incontri con mio marito e la tua Lucia.

E li ricordavi sempre
perché ogni momento, ogni persona
per te erano sacri.

Grazie Gianni.

Maria Luisa Daniele Toffanin
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