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Note critiche a
Fragmenta

Paolo Buzzacconi

Ci troviamo davanti ad un’opera di grande respiro umanistico che accoglie e sostiene il desiderio di bellezza, a una raccolta poetica a cui è impossibile non affezionarsi.    Nelle sue pagine si respira un clima di grande complicità nel gioire dell’inestimabile dono che è la vita ed è un mondo d’amore quello che l’autrice coglie dai ricordi, un dolce, magico riscoprire il grande e prezioso progetto celeste che tutti ci comprende.
La natura riprende il suo ruolo di maestra in ogni immagine, in ogni emozione e noi ci riconosciamo “fragmenta” di tutto ciò che possiamo conoscere e dunque condividere e dunque divenire. Piccoli, ma al contempo smisurati attimi di eternità. E’ un cuore di donna e soprattutto di madre – Antiqua Mater -  quello che ci indica la via che conduce a quella  Pace che nasce dal giusto, a quel Bene a cui tutti potremmo arrivare  (se solo lo volessimo…).  Dunque è dolce abbandonarsi tra le braccia della sua poesia e lasciarsi cullare da quei valori che pur affondando le radici nel mito e negli archetipi si nutrono del presente e si rinnovano per aiutare le generazioni future. Nella poetica di Maria Luisa si percepiscono il respiro del tempo e dello spazio, che avvolgono l’anima e l’accompagnano nell’infinito cammino dell’umanità.

L’autrice fa un sapiente uso di terminologie raffinate ed accenna ad opere ed autori di grande spessore, ma in uno stile che non risulta mai accademico o stucchevole e ci regala così degli spazi di vento e di luce dove poter lasciare liberi aneliti e pensieri.
Nelle sue poesie ci si può fermare a riprendere fiato tra una corsa e l’altra imposte dalla frenesia della vita e nel silenzioso affetto che aleggia in ogni verso ritrovare, intatta, la voce del proprio cuore e riprendere il dialogo con se stessi e con gli altri.
 Grazie a Maria Luisa e complimenti vivissimi per questa sua opera meravigliosa.

 

Maria Elisabetta De Stefani Zaroli

Per la poesia: “Ti ho vegliata, madre…” di Maria Luisa Daniele Toffanin

Sono toccata nel profondo del cuore e mi sono commossa leggendo la poesia:
“Ti ho vegliata madre / nella terrena ultima notte…”
Anch’io so quanta trepidazione, quante attese, quanta dedizione, quanto amore ho dato per giungere ed essere presente a quest’ultimo momento di vita di mia madre.
Ma so anche quanta consolazione mi è rimasta nel cuore per il ricordo di averle tenuta la mano e parlato dolcemente, mentre i suoi occhi che volevano ancora dirmi qualcosa, si chiudevano piano nel sonno sereno della morte, simile a un dorato tramonto di sole.
“… grata all’Eterno / del tuo sfiorire sì dolce / lungo la siepe del giorno …”
Anche se la perdita della madre, quale punto di riferimento primo lascia “spoglie le spalle di alata difesa”.
Mario Richter, sensibilissimo e attento curatore dell’opera della poetessa Toffanin nel suo saggio critico, osserva che l’esperienza del dolore non prende in lei mai il sopravvento, è subito trasformata in immagini lievi, in colori vivi e delicati, in chiare e rasserenanti visioni:
“Ti ho vegliata /senza scialli di pianto / una velata di tele di rosa”
“Ti ho vegliata / le mani fiorite di viole / umili, grate all’Eterno…”
Così – continua Richter – il dolore ad ogni sua apparizione, risulta sublimato, illuminato da una fondamentale riconfortante fiducia:
“Madre, nell’estasi rapita… / il volto acerbo di perla … ma splendente di albe / serene di cielo discese”
Questa fiducia sta nella certezza dell’inizio di una nuova luminosa vita di Dio.
C’è anche un collegamento ai ricordi dell’infanzia:
“Là nella casa-eco ancora / accesa del nostro vivere.”
il ricordo della casa paterna che risuona ancora delle voci lontane: riaffiorano forse flashback di vita insieme…
Questo collegamento ha un particolare significato rigeneratore (Richter): è una specie di auto-terapia che porta a risolvere le situazioni critiche in una nuova consapevolezza risanatrice.

Francesco D'Episcopo

…ho letto con interesse la sua silloge, nella quale ho riscontrato un sicuro possesso della parola poetica, che bene esprime sensi e sentimenti legati alla sua vita di donna, di madre. Il sentimento di amore si estende a tutto l'universo e lo abbraccia con una eleganza espressiva, devo dire, alquanto passata di moda…

don Lino Minuzzo

Pasqua e primavera si richiamano e si esplicano a vicenda. La pasqua è primavera, è vita nuova. La primavera è rappresentazione del mistero della pasqua.
All’origine di questi due eventi infatti troviamo la stessa sorgente: il Dio Creatore è lo stesso Dio Redentore.

Brunello Mannini
La Ballata, n. 2/2008

Al confronto dei numerosi testi "leggeri" che transitano nel pianeta Poesia la consistente raccolta decennale della Toffanin appare una cattedrale circondata da semplici oratori. E se l'equivalenza quantità-qualità di un testo così corposo per attuarsi e non stancare vuole un teperamento ricco di doti che permettendo a lungo metraggio l'amalgama di molteplici sensazioni-riflessioni senza mai scadere nel "reprint", questo è il caso dell'originalità-coerenza della poetessa padovana. Quanto al lettore si tratta di obliterare il biglietto per compiere un viaggio lungo il quale oltre a godersi onninamente la bellezza naturale evocata perfino nei salienti cromatici troverà modo di interrogarsi ancora una volta sulla condizione umana.

redazionale
Diva e Donna, n. 21, 27 maggio 2008

Nelle poesie raccolte in Fragmenta Maria Luisa Daniele Toffanin si muove tra sentimento e memoria, incentrati intorno ai diversi volti che la figura femminile può assumere, nella famiglia e nell'amore.

Nicla Morletti
e-mail 29 dicembre 2007

E' una raccolta di poesie che sprigionano amore, dove la forza della "parola" è "femmina", specialmente nella maternità, fulcro di vita. Domina il sentmento, meglio ancora il "sentire", inteso come parte più profonda del sé. E l'energia che sprigionano i versi cattura l'animo del lettore, che rimane assorto ed incantato ad ascoltare la voce della vita.

Angelo Gaccione
Odissea, n. 2, nov-dic. 2007

Una intensa elaborazione poetica durata un intero decennio; un lungo viaggio dentro la parola per restituirle una turgida sapienziale bellezza. Una poesia che rivendica a pieno titolo i legami con una traduzione austera e antiermetica, pura nella sua classicità.

Graziella Corsinovi
Premio letterario internazionale "Maestrale-San Marco 2007" – terzo classificato ex aequo per il Libro edito

Il gioco tra la vita e la morte, si polarizza nella figura femminile che appare evocata come energia di contrasto e di difesa dei valori autentici dell'esistere, attraverso gli affetti e la memoria che si cllocano in un linguaggio poetico dai registri multipli e musicalmente fluidi.

Luigi Pumpo
Presenza, n. 8, set. 2007

Molto impegnata è Maria Luisa Daniele Toffanin nell'ambito dell'Associazione Levi-Montalcini dove promuove annualmente iniziative culturali e di orientamento scolastico. E' nata a Padova, ma vive a Selvazzano, dopo aver a lungo insegnato negli Istituti superiori. La sua è una poesia alta, che sa scavare negli interrogativi più profondi dell'animo umano, con un linguaggio colto e nello stesso tempo affabulante.

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Premio nazionale di poesia "Santa Margherita 2007" – primo classificato ex aequo per il Libro edito

Il mondo poetico racchiuso nella raccolta Fragmenta di Maria Luisa Daniele Toffanin cerca nell'ideale perfezione del mito e del bello la chiave di una possibile interpretazione della complessità forse senza senso, della natura e della storia, per riscattare, con energia morale che sempre si rinnova, il valore della propria identità di donna e di persona. Il canto che scaturisce è delicato, vario e ricco come la vita che rappresenta.

Rina Dal Zilio

La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin ha certamente una cifra stilistica propria ed è una scrittura che ha raggiunto una compiutezza assoluta.Un fluire del verso armonico e maturo dunque, frutto di una riflssione meditata e talora sofferta, che aspira ad una resa "alta". Il verso scivola nella sua perfetta purezza veicolato da una sicura padronanza di linguaggio e di forma, raggiungendo esiti che lasciano stupefatto il lettore. In Fragmenta, l'attenzione è rivolta soprattutto alle persone, nel caso specifico alla donna in quanto madre ma anche ad altre figure femminili.Il tutto incastonato come in un mosaico nel microcosmo della creazione che circonda l'autrice nel momento in cui ella scrive, tale da confondersi e amalgamarsi con esso. C'è in questa poesia, a mio avviso, quel tocco magistrale che la fa accostare ai grandi dell'ultimo Novecento (penso a Quasimodo, Sbarbaro e altri ).

Gianni Rescigno
lettera, 10 aprile 2007

La tua poesia in Fragmenta, da me letta con entusiasmo, è un continuo inno alla vita, alla natura, alla letizia e al dolore dell'umano viaggio. C'è nei tuoi versi un'ansia di andare dove porta il sogno, giungere alla foce del fiume della Poesia, risalirlo per approdare alla sorgente, dimora di Dio.

Ti ho svegliata
senza scialli di pianto
ma velata di tela rosa
gioia per il tuo corpo vergine
dal crudo patire lento...
Ti ho svegliata
le mani fiorite di viole
umili grate all'Eterno
per il dono a Te a noi
del tuo sfiorire sì dolce
lungo le siepi del giorno . . .

Sono versi indimenticabili, si scolpicono nella roccia del ricordo, come pure

Vigna amica
devota ai riti della terra
a rifrangere al sole
il tuo arazzo di grappoli d'oro
ad adombrare di verde
il mio bianco di luce.

Potrei citare centinaia di versi ma mi fermo qui, concludendo che questa raccolta mette un dito nell'anima del lettore, la smuove, la emoziona, la fa vibrare d'amore e l'attesa dell'uomo diventa gioia, consapevolezza d'essere miracolo nelle mani del Signore.

Antonia Arslan
lettera, 16 marzo 2007

...del suo bel libro Fragmenta, così intenso, pittorico, affettuoso. L'ho letto con molto interesse.

Antonio Daniele
Padova, gennaio 2007

Accolgo questi ultimi Fragmenta come prodotto di una lunga maturazione e di uno sforzo espressico compiuto.

Antonio Bonchino
lettera, 9 dicembre 2006

"L'infinita nostra attesa" è attesa d'infinito. La poesia lo sa. E ci regala "frammenti" che spesso riescono a calmarla, fino al suo riaccendersi... Grazie, dunque, cara poetessa, per questi bellissimi Fragmenta. E complimenti per questo nuovo successo (Marsilio!) . . .

Francesco De Napoli
lettera, 8 dicembre 2006

Grazie per lo splendido omaggio del volume Fragmenta. È un'opera notevole, ricca, e si avverte subito, leggendola, che rappresenta davvero "il risultato di una ricerca poetica durata un decennio". Mi complimento con te per il tuo impegno fermo, instancabile, costante e soprattutto coerente. La tua poesia è destinata a "restare". Grazie anche per aver scritto, riguardo al sottoscritto, forse immeritatamente, che sono stato il tuo "primo attento lettore". Vedrò di occuparmi degnamente del tuo lavoro su "Paideia"; soltanto ti chiedo di pazientare perché sono sommerso da montagne di libri ...

Giorgio Poli

...mi pare proprio che questo libro con cui approdi ad un editore importante, sia un punto d'arrivo decisivo nel tuo strenuo lavoro sulla parola. A differenza di altri tuoi libri, dal taglio monotematico, qui ti giochi tutto e tutta ti riversi sulla pagina, collocandoti nel mainstream della lirica italiana, quello che si è affidato alla confessione intima, alla dizione eletta, al canto spiegato. Alla fiducia insomma nella capacità della parola poetica di muovere e di commuovere chi l'ascolta e chi la legge. Il tuo libro denso e ricco (di forme e di contenuti ad alto tasso d'umanità) è chiaramente espressione di una pienezza vitale sorprendente: vi trovo una indiscutibile adesione al ciclo naturale, ma al contempo uno sguardo rivolto alla trascendenza. Tutto questo è piuttosto raro oggi. Aggiungo infine che per te comporre versi di dignitosa (come minimo) fattura pare operazione naturale, come per altri il respirare o il camminare. Grazie per l'esperienza offertami con l'invio di Fragmenta, mi congratulo e ti auguro di conquistare, grazie ad esso, tutta l'attenzione che meriti. ...


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