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Note critiche brevi a
Pensieri nomadi. La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin
di Silvana Seradin

la Scheda del libro

Dante Liano

…  Credo si tratti di un apporto prezioso, come tutte quelle cose che fai. Mi è piaciuto molto il saggio iniziale, pieno di gusto, di sensibilità e come sempre, di grande precisione accademica. Non sapevo, inoltre, che tanti critici si fossero pronunciati sulla nostra autrice, il che non guasta. Poi ho letto in disordine le poesie (non so perché, mi piace leggere così la poesia) e mi sono piaciute molto, per la raffinatezza e la verità. La poesia, se non è vera, è mero artificio…

Mariella Bettarini

… Grazie di vero cuore del tuo bellissimo dono: un libro (Pensieri Nomadi) che davvero rende doveroso omaggio alla tua poesia. (Firenze, 17 maggio 2012)

Anna Ventura

… Il libro (Pensieri Nomadi, a cura di Silvana Serafin) è bello e importante, puoi considerarlo un vero approdo (anche se molto altro hai ancora da dire e da fare), ma tappa importante del tuo cammino di donna e di scrittrice. La tua poesia convince sempre per la sua forza, la sua grafia, la sua ricchezza infinita, perché infinita è la tua vitalità, ricco il tuo talento.
Mi congratulo vivamente con te e attendo altre tue prove… (Monte Silvano, 24 maggio 2012)

Giorgio Bárberi Squarotti

:…con molta gioia ricevo e leggo il volume ricco e suasivo di Silvana Serafin dedicato alla sua luminosa poesia; e mi congratulo con lei per la fondamentale riconoscenza e celebrazione. Ci sono, poi, in appendice tanti testi bellissimi.

Gianni Rescigno

sono entusiasta del tuo libro “Da traghetto a traghetto per non morire”, posto in appendice al testo “Pensieri Nomadi” della bravissima Silvana Serafin.
Bellissimo ed affascinante è il viaggio sul mare della notte. Dalla meraviglia e dal silenzio del buio si passa al risveglio dell’alba, alla prima luce del nuovo mattino nell’incantamento della parola poetica. Tutto ciò che appartiene al mare, al cielo e alla terra è musica: vi danzano in perfetta
armonia il cuore di chi scrive e il pensiero ammaliato di chi legge…

Giorgio Poli

… si tratta di un libro dalla struttura insolita: un libro insomma che sembra voler ricapitolare criticamente il tuo lavoro, (tenendo presente, tramite l’intervista, il tuo punto di vista ), presentando in fondo un’altra opera inedita. Forse qualcuno ti avrà suggerito un’operazione del genere che a me sembra invece un po’ discutibile. Certamente lo sforzo che ti ha richiesto questo “compattamento” sarà stato notevole. Io tuttavia, seguendo il tuo suggerimento, mi sono concentrato sull’appendice (Da traghetto a traghetto per non morire). Devo con rincrescimento confessarti che non sono riuscito a entrare in empatia con questo lavoro che mi appare decisamente inferiore ai precedenti. Nel prosimetro (perché di questo si tratta) le prose di raccordo tra i testi peccano di prolissità. Venendo al resto, la spinta ispirativa (frutto di un’esperienza biografica) si estenua e si diluisce in un “tour de force” verbale dove lo sforzo e lo sfoggio verbale predominano, e poi la contrapposizione tra civiltà e umanità “naturale” ha il gusto del risaputo. Oppure, altrimenti detto, la spinta ispirativa assume subito una connotazione idillico-mitico-estetizzante che invece di coinvolgere raffredda. Sono tuttavia perfettamente convinto che qualche altro critico troverà nel libro pregi che a me sfuggono, ma dei quali non mi rattristerò certamente.

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